Battipaglia:L’area Industriale ritorna all’ASI. Un ritorno al passato

Dopo la Sentenza del Consiglio di Stato le competenze sulla Zona Industriale di Battipaglia ritornano al “carrozzone”ASI.

La Sentenza? Un ritorno al passato. Stabilizza una visione arcaica della produzione e della sua organizzazione. Aveva ragione Santomauro, la sua delibera restituiva libertà al Comune e agli imprenditori. La questione è politica. Boccia protesti e De Luca avvii un Commissariamento per sciogliere l’ASI.

Giovanni-Santomauro-foto-Politicademente

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA –  La Sentenza del Consiglio di Stato, pronunciata qualche giorno fa e che rimette in discussione la gestione dell’Area Asi con il conflitto di attribuzioni tra il Comune e il Consorzio, merita un commento da parte dell’amministrazione comunale di Battipaglia.

«E’ una sentenza che è in controtendenza rispetto a tutte le decisioni assunte in precedenza – dice la sindaca Cecilia Francese -. L’intendimento e l’indirizzo politico che questa amministrazione aveva dato rispetto al tema dell’Area Asi, in applicazione alle precedenti decisioni della giustizia amministrativa. Già nel 2011 la ratio del recesso dal Consorzio fu dettata dalla volontà di incentivare ulteriori investimenti sul nostro territorio e in questa direzione anche questa amministrazione si è mossa a maggior ragione anche dopo la posizione politica assunta dalla Regione Campania che ha inserito Battipaglia tra le aree di crisi non complesse e poi anche in quelle complesse.

Cecilia-Francese-Francesca-Napoli

Cecilia-Francese-Francesca-Napoli

A questo punto ci confronteremo con i vertici del Consorzio Asi affinché  gli imprenditori che lavorano a Battipaglia non subiscano danni, trovando una soluzione ottimale per chi intende investire sul nostro territorio». Dello stesso avviso anche l’assessore alle attività produttive Francesca Napoli che rassicura gli imprenditori sul futuro. «L’indirizzo politico dell’amministrazione era anche confortato da alcuni pronunciamenti del Tar – afferma l’assessore Francesca Napoli -. Il nostro obiettivo è sempre la tutela degli imprenditori e lavoreremo in questo senso per proteggere chi investe e lavora sul nostro territorio».

Una bella questione quella che si presenta ora per la Sindaca di Battipaglia. Una patata bollente che complica ulteriormente le cose e rende questa convivenza (Comune-Consorzio) ancora più difficile di quanto non lo sia già. Ma una palla che la Sindaca deve immediatamente riporre nelle mani del Governatore De Luca, il quale è l’unico che può risolvere il problema avviando innanzitutto un commissaramento dell’ASI.

Inverso Vincenzo

Inverso Vincenzo

«In seguito alla Sentenza del CdStato, – dichiara nel merito il leader dei Centristi per l’Europa Vincenzo Inverso, suggerendo una strada che ci fa comprendere come egli non ha per nulla imbroccato la questione di fondo che è più giuridicamente di merito che formale come la Sentenza e come la stessa faccia emergere una visione arcaica del problema della gestione delle Aree produttive moderne, ma anche di vincoli che non possono e non devono essere eterni addirittura oltre il Padreterno – Il Comune di Battipaglia avvii immediatamente la procedura per rientrare nella Società Consortile e negli organi di governo del Consorzio ASI. Nel mentre confidiamo sulla responsabilità istituzionale del Presidente Antonio Visconti nei confronti dell’ area ASI e degli imprenditori di Battipaglia che, non possono essere penalizzati da scelte politiche miope e sbagliate per il Nostro Territorio».

«Ci siamo finalmente liberati di un Ente che ha mortificato i nostri imprenditori. Il Consorzio ASI (Area Sviluppo Industriale) di Salerno, non ha più nessun potere sui terreni industriali di Battipaglia. Oggi è stato restituito alla Città il suo “cuore” produttivo». – E’ così che il Sindaco di Battipaglia Giovanni Santomauro annunciò all’epoca in una conferenza stampa appositamente convocata a Palazzo di Città, a conclusione di un complesso iter burocratico, che culminò con la Delibera di Giunta che sancì definitivamente la volontà da parte dell’Amministrazione comunale di Battipaglia di recedere dal Consorzia ASI di Salerno, istituedo conseguentemente presso il SUAP un ufficio speciale che aveva il compito di curare tutti gli spetti amministrativi, burocratici e urbanistici in sostituzione dell’ASI. Non fui mai così daccordo con Santomauro come in questa circostanza.

Giovanni-Santomauro

Giovanni-Santomauro

Quella delibera era la fine di un incubo per gli imprenditori di Battipaglia, restituendo loro la libertà di utilizare quei suoli e quegli opifici per usi diversi da quelli produttivi, ma anche una liberazione che prendeva atto di una realtà economica che cambiava con i tempi e ci si adeguava ad essi senza vi fossero vincoli capestro iniziali, così come superava la circostanza di restituire al Comune di Battipaglia di poter esprimersi in maniera del tutto autonomo e completo sulle istanze che i vari soggetti producevano.

Il Cosorzio ASI aveva un senso negli anni ’50 e ’60, negli anni della ricostruzione post-bellica, quando era necessario in mancanza di infrastrutture generali sul territorio individuare delle aree e concentrare su di esse piani ed investimenti. Successivamente le grandi concentrazioni industriali hanno procurato non pochi problemi e dal punto di vista ambientale e dal punto di vista urbanistico, diventando aree dismesse e nella quasi totalità dei casi, convertite in aree commerciali e di servizio, tanto da creare problemi e tanto da definirle nel termine di “archeologia industriale“.

area-industriale-battipaglia-veduta-aerea

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Ebbene, ritornando alla sentenza dell’Area ASI di Battipaglia, prendiamo atto, come spesso avviene in Italia che la “Giustizia è veramente cieca” e sebbene i famosi tre gradi di giudizio sono una garanzia per tutti, spesso quei giudizi sono talmente ciechi fino a diventare ingiusti e farci allontanare dalla giustizia. E così come quando ci indigniamo che un assassino viene scarcerato e messo in libertà dopo essere stati giudicati colpevoli in tutti i gradi di giudizio precedenti, poi per un banalissimo vizio di forma, una virgola, un punto, lasciando inalterata la colpa fine a se stessa, ora ci indigniamo per questa sentenza, che lascia inalterate tutte le motivazione di base di cui alla delibera che all’epoca volle Santomauro.

E a proposito di Santomauro, fermo restando tutte le sue responsabilità politiche, ci piacerebbe sapere da quella Magistratura dei famosi tre gradi di giudizio, a che punto siano i “giudizi” se ci sono dei giudizi e se ci sono capi di imputazioni che hanno portato allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazione camorristica e a tre lunghi anni di gestione commissariale ordinaria e del commissariamento del Commissariamento straordinario. Vorremmo sapere quali siano i politici, gli amministratori, gli imprenditori, i funzionari e quanti altri avevano rapporti con la Camorra e/o le Camorre. Stiamo ancora aspettando.

de-luca-e-boccia

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Ritornando invece alla questione dell’ASI e alla Sentenza ora la questione è tutta politica ed è il caso che questa questione si affronti e si risolva una volta per tutte, e chi si aspetta qualche cosa dall’attuale presidente del Consorzio si sbaglia, i destinatari dell’iniziativa sono altri, primo fra tutti il il Presidente di Confindustria Nazionale Vincenzo Boccia anche lui salernitano, che suggerisca a queste teste di cazzo come sia cambiato il mondo produttivo e come tutto quello che gli appartiene sia fluido e necessita di apparati altrettanto fluidi che ne accompagnino cambiamenti e percorsi, e poi il Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca che si faccia carico di Commissariare e sciogliere immediatamente i Consorzi Industriali riconoscendo che la loro podestà non può essere eterna e prescindere dall’attualità prendendo atto che le produzioni sono cambiate, così come sono cambiate le modalità dei finanziamenti e le programmazioni territoriali, tranne che non si tratti di quei settori strategici che comunque devono essere gestiti dal Governo centrale. Insomma la funzione dell’ASI è superata e il suo mantenimento in vita è solo perchè è visto come un “carrozzone” politico, palestra di scontri laddove passano uomini fidati dei potenti di turno che vivono un perenne conflitto interno ed esterno.

Battipaglia, 7 ottobre 2017

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