Primo incontro del Comitato “No Biodigestore a Eboli”

Riunione preliminare al BerlinguerLab: la Rete Civica che si ribella alla Spectre della Monnezza. Si pensa a un referendum di indirizzo.

Una rappresentanza variegate di uomini e donne, associazioni, Partiti, pronti all’unisono nel costituire prima un Comitato ed in seguito raccogliere le firme per indire un Referendum Consultivo: ”Diffideremo il Sindaco Cariello in vista della Conferenza dei Servizi decisoria del 19 dicembre!” Assenti i Sindacati confederali.

Comitato No Biodigestore a Eboli

Comitato No Biodigestore a Eboli

di Marco Naponiello per POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Come anticipato la settimana scorsa con la riunione dei Comitati civici di Battipaglia e di Eboli nell’aula consiliare eburina, in cui si ponevano le basi per un Tavolo Tecnico unitario tra i vari comuni interessati a divenire e subire, le conseguenze del “nascituro” Polo dei Rifiuti nella Piana del Sele, si passa ora ad un primo step http://www.massimo.delmese.net/117830/unita-dei-comitati-antimonnezza-si-prepara-un-tavolo-tecnico/ organizzativo nella città di Eboli, ovverosia l’indizione di una consultazione referendaria popolare, con tutta la procedura annessa che dovrà essere esplicitata nei prossimi mesi.

Comitato no Biodigestore Eboli

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La riunione serale di martedì 12 c.m. è stata tenuta nella sede del BerlingurLab per volontà di un suo dirigente, Giovanni Setaro e dell’altro padrone di casa Alfonso Del Vecchio (seg. Cittadino PCI) adiuvati da Rosa Adelizzi, la indomita presidentessa del Comitato per la Salute del Cittadino del Sele, vera referente della protesta sui vari parametri inerenti la Salute del nostro comprensorio, accompagnata dal sempre attento su queste tematiche ambientaliste, Damiano Cardiello capogruppo consiliare (F.I.), dal suo omologo di MDP Antonio Conte ed il collega-compagno di partito Antonio Petrone, consigliere “anziano” cittadino, insieme a Federico Conte coordinatore provinciale di MDP, candidato in pectore alle elezioni politiche 2018. A tali personalità di riguardo si sono via via aggiunti: Gerardo Rosania ex primo cittadino ebolitano come anche ex consigliere regionale, Sofia Masillo di Libertà e Giustizia, Pietro Lamberti ex dirigente Cgil ora del direttivo PSI, Luigi De Lisio, ed infine l’ex amministratore delle Giunta Rosania, Donato Santimone, oltre ad un nugolo di militanti comunisti e semplici cittadini.

Agli occhi del lettore attento ed informato, risalterà di sicuro la composizione tecnico-giuridica dei vari presenti, che ne farebbe oggettivamente quasi un simposio tra sapienti, cosa che viepiù andrebbe a favore dell’intera iniziativa, a testimonianza di un buon humus da cui porre le basi della partenza.

Comitato no Biodigestore Eboli

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Pertanto riavvolgiamo rapidamente il nastro delle vicende, con la collaborazione preziosa di Damiano Cardiello: dunque, un consorzio di imprese del settore rifiuti composto da 4 aziende Denominato Desar Energia, si è aggiudicata la gara d’appalto per la gestione del compostaggio e la realizzazione di un Biodigestore in quel di Eboli (un impianto anaerobico di trasformazione dei rifiuti tramite batteri metaniferi), ma nel 2016 questo impianto viene stralciato dalla progettazione regionale, la Desar allora produce un ricorso al TAR e il Comune si costituisce ad adiuvandum, stessa cosa con il ricorso per motivi aggiunti della Desar, ovvero nuovo intervento ad adiuvandum del nostro Ente: “..le due sospensive vengono rigettate entrambe, mentre si aspetta ancora la discussione sul merito, nel mentre la Desar fa richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale o VIA, e qui sarebbe invece necessario l’apporto di un consigliere regionale per una interrogazione urgente, quindi un comportamento ambiguo della Desar, anche se per   la Regione al momento la VIA non è di importanza pregiudiziale. Invece è in itinere un procedimento di AIA (Autorizzazione integrata Ambientale) oramai ampiamente definito, vista la scadenza naturale del 23 novembre u.s. per presentare osservazioni,integrazioni,opposizioni!” La natura teorica dei conferimenti nell’attuando Impianto sarebbero: scarti zootecnici, insilati (derivati foraggio), biomasse agricole scorie varie e pretrattamento alle ceneri, continua Cardiello: ”Come fece rilevare alla scorsa riunione Venosi, essi (il Consorzio aggiudicatario) producendo energia guadagnerebbero circa un 1.600.000€ come certificati energetici, più altri 191 ml, investendone solo 25, un bel business. Ad oggi va rilevato anche che da notizie di stampa, nell’inchiesta Ecoambiente è indagato De Vizia Marcello presidente della De Vizia Transfer, proprietaria del 51% della Desar, atto di indagine che darebbe ex lege, secondo il contratto, la risoluzione automatica dello stesso. Importante sarà la Conferenza dei Servizi decisoria del 19 dicembre, in vista della quale noi auspichiamo che l’Amministrazione comunale in carica, rispetti quanto deliberato in Consiglio comunale, ossia  che si eviti con l’insediamento di nuovi impianti di trattamento rifiuti, un potenziale enorme scempio all’ambiente!”

Comitato no Biodigestore Eboli

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A tale riguardo Federico Conte MDP, fa rilevare come l’eventuale deliberato della Conferenza dei servizi decisoria “Vale Titolo”, ossia Permesso a Costruire: ”..visti i tempi ristretti da qui al 19, consiglio di inviare a mezzo Pec (Posta Elettronica Certificata) alla persona del Sindaco, una formale diffida prodromica ad eventuale un esposto penale, ed in seguito aggiungerei un forte battage informativo, per sensibilizzare l’opinione pubblica ebolitana e non su questa faccenda. Personalmente – ha continuato il dirigente provinciale MDPho entusiasticamente da subito abbracciato il vostro impegno sia nel merito che nel metodo. Per quanto riguarda il Referendum suggerisco un quesito ampio sul tema ambientale, al  fine pertanto di evitare l’inammissibilità, perché lo strumento referendario previsto dal nostro Statuto è di mero indirizzo a differenza di quello costituzionale. La Regione Campania abilmente sta attuando una politica divisiva tra Eboli e Battipaglia, dove nella seconda  il Consiglio si è espresso in maniera sfavorevole, mentre sembra che nonostante dichiarazioni formali, ad Eboli prevalga in sostanza di più una volontà ampiamente permissiva!

Comitato no Biodigestore Eboli

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Antonio Conte capogruppo consiliare sempre di MDP, lancia l’allarme sui troppi impianti pubblici e privati allocati sul  territorio tra Eboli e Battipaglia (circa 27), con un tonnellaggio di lavorazione ancora indefinito e che potrebbe arrivare a trattare buona parte dei Rifiuti campani se si arrivasse alla indesiderata realizzazione dei nuovi due siti (Biodigestore ad Eboli, Impianto di Compostaggio a Battipaglia) nelle cittadine della Piana del Sele: ”Questa emergenza dura oramai dagli anni ’90, specificamente è relativa allo smaltimento ordinario dei rifiuti solidi urbani dal 1994 al 2012 in Campania, uno scandalo di portata europea il quale ci costerebbe come sanzione UE circa 120.000 al giorno (supportato nella dissertazione dal collega Antonio Petrone, che confida nella sensibilità umana della presidentessa della Commissione Affari Istituzionali del Comune di Eboli, Cosimina Cennamo, a cui sarà deferita l’intera iniziativa referendaria) e nell’emergenza si annida il rischio di pericolose speculazioni private, di danno irreparabile alla filiera agroalimentare e bufalina, e di decisioni subite dall’alto!.” Specifica Conte: “…infatti se il pubblico avanza il privato non recede,in tale ambito lavorativo, di conseguenza i privati potrebbero chiedere altre autorizzazioni e con una strategia industriale nel circuito integrato della lavorazione e dei controlli che assicura il nulla da ciò che si evince dai carteggi sulla salubrità generale, si rischia –  conclude Antonio Conte – di divenire un Polo Industriale della Mondezza!”

Comitato no Biodigestore Eboli

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Luigi De Lisio, consigliere provinciale di Italia Nostra, ha ribadito il proprio appoggio sia come legale che referente ambientalista, il quale si sta premurando in prima persona di reperire del materiale in oggetto: ”..un vecchia storia questa,  pluriventennale, ma che nelle more del diritto, con uno studio dei cavilli, possiamo cercare di bloccarne la procedura, ma attenti anche nel preparare l’oggetto del referendum, affinché non si infici il tutto!

Invece Giovanni Setaro (BerlinguerLab) e Alfonso Del Vecchio (Segretario cittadino PCI), premono sulla necessità di sensibilizzare le masse sul tema dei rifiuti,tramite gazebo informativi e la raccolta di minimo 3.000  firme autenticate dai consiglieri per il Referendum, preceduta dalla costituzione di un comitato composto da 50 membri: ”…senza dimenticare la via del ricorso alla Giustizia europea, un’ ultima spiaggia procedurale, come prospettato da Venosi!

In conclusione Gerardo Rosania, invita a fare attenzione al rispetto delle regole, auspicando nel breve periodo, un deliberato unitario e forte prodotto da un Consiglio Comunale congiunto tra i comuni coinvolti nella vicenda: ”..il Comitato deve essere costituito nelle forme di legge, ossia deve essere registrato, facendo però attenzione al quesito prospettato affinché non venga dichiarato inammissibile, avente un minimo di 50 promotori ed una cospicua raccolta di firme dei cittadini certificata dai consiglieri comunali aderenti, infine produrre il materiale alla Commissione Affari Istituzionali del nostro comune entro 90 giorni, e se tutto va bene la consultazione referendaria vera e propria, si potrebbe tenere nella Primavera del 2019!

Comitato no Biodigestore Eboli

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A breve secondo i “desiderata” manifestati dai promotori del referendum, sarà indetta una conferenza stampa per ufficializzare i loro intenti, da tenersi forse nel prossimo weekend, mentre duole al reporter dell’incontro constatare l’assenza completa di interesse partecipativo di alcune forze politiche e sociali, non ci riferiamo ovviamente al solo Partito Democratico cittadino, che per motivi di pura opportunità politica nei riguardi del suo leader regionale nonché governatore Vincenzo De Luca, preferisce ancora astenersi, od alla variopinta composizione della Maggioranza consiliare, compresi Sindaco Cariello e della Giunta, storia vecchia da sottolineare ma non da rimarcare troppo oramai.

Stigmatizziamo invece la totale assenza dei sindacati territoriali, in specie i confederali CGIL CISL e UIL, i quali sembra quasi che abbiano abdicato alla propria missione:  quella di tutelare i cittadini, i lavoratori, le masse deboli come si diceva una volta, atteggiamento che tristemente conferma come l’idiosincrasia dell’opinione pubblica che in questi anni si è palesemente manifestata verso questi ultimi, sia non completamente ingiustificata. Auspichiamo pertanto non ad horas, redenzioni miracolose in merito, ma un semplice atto di riflessione e di coraggio, che riporti in breve tempo il ruolo fondamentale dell’istituzione sindacale in un Paese democratico, nel suo alveo di indipendenza dai partiti politici e di tutela nel ruolo di partiti sociali,  del popolo e delle fasce che in esso sono maggiormente esposte alle prepotenze dei potenti di turno, cosa che possono stare certi i nostri amabili lettori, POLITICAdeMENTE, propugnerà in ogni luogo e contro chiunque con il suo solo mezzo a disposizione, facendo ogni giorno una informazione che sia: libera, oggettiva, polifonica, e vicina alla gente!!!

Comitato No Biodigestore a Eboli

Eboli, 13 dicembre 2017

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