Lapsus al Lingotto e Roberto De Luca “diventa” Sindaco di Salerno

Roberto De Luca al Lingotto di Torino “incoronato” per errore Sindaco di Salerno.

Una gaffe o un lapsus freudiano? Un modo sbagliato per dire una cosa vera o vicina alla realtà in preparazione di una verità annunciata? Una cosa è certa che Roberto De Luca è andato a Torino per parlare del modello Salerno che attribuisce ad una famiglia: Presidenza di Regione; Sindaco di Salerno; Collegio parlamentare sicuro; E semmai una ipoteca alla presidenza degli Asili nido per un nipote.

Roberto De Luca

Roberto De Luca

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

TORINO – All’assemblea nazionale degli amministratori locali del Partito Democratico, che si tenuta al Lingotto, il lapsus del presentatore ha fatto da assist agli avversari politici del Partito Democratico e soprattutto agli avversari del Governatore della Campania Vincenzo De Luca, alle prese delle critiche piuttosto avanzare per via del “regalo” di un Collegio sicuro che si appresta a fare al primogenito Piero,  perché quando Roberto De Luca è stato invitato a salire sul palco del Lingotto di Torino, è stato erroneamente presentato come il “Sindaco di Salerno“, spodestando per un attimo il buon Vincenzo Napoli.

Prontamente il rampollo di razza che è in trasferta torinese nella sua qualità di Assessore al Bilancio del Comune di Salerno, ha parato il colpo e ha trasformato la gaffe in un “augurio” futuro affermando a sua volta subito dopo che conduttore della Kermesse Dem si è scusato per l’errore: «Lo prendo come un buon auspicio».

Errore a parte il “danno” ormai è fatto e oltre ad essere materia dei detrattori di De Luca padre e figli, è anche un ulteriore opportunità per Crozza, potendo aggiungere ai suoi spettacoli un’altra delle sue straordinarie performance che hanno contribuito all’affermazione del personaggio De Luca-Crozza, una proiezione tra la realtà e la fantasia, consegnandoci in entrambi i casi una figura distorta di un uomo politico che è diventato vittima del suo personaggio, personaggio che è finito per soccombere al punto tale da perdere ogni freno inibitorio e da “osare” riuscendovi a triplicare la sua arroganza: Prima acconsentendo che il suo secondogenito Roberto diventasse Assessore; Poi acconsentendo che il suo primogenito Piero, consulente della Corte di giustizia europea divenisse referente e componente della direzione regionale del PD; E in attesa di ufficializzazione, destinatario di un collegio parlamentare sicuro per le prossime elezioni politiche.

Una gaffe o un lapsus freudiano? Un modo sbagliato per dire una cosa vera o presumibilmente vicina alla realtà o in preparazione di una verità annunciata? Una cosa è certa che Roberto De Luca è andato a Torino per parlare di quello che a egli premeva di diffondere come modello, l’esperienza del lavoro svolto a Salerno e delle sfide che attendono la città nel prossimo futuro, lasciandosi andare anche ad una critica rispetto al ruolo dell’Anac, ritenendo sia troppo “invadente” e per questo “frenante” rispetto ai tempi che al contrario si dovrebbero accorciare per evitare che gli investitori si allontanino.

Anche Berlusconi aveva un’allergia per le regole, ritenendole ingiuste. Oggettivamente noi non vorremmo che scappi nessuno, ma nemmeno vorremmo che le agende politiche e i tempi li dettassero gli imprenditori e gli investitori, forse sarebbe meglio definire regole certe ed uguali per tutti, e soprattutto non vorremmo che quel “modello Salerno” passasse nell’immaginario collettivo come la circostanza piuttosto imbarazzante che passa: da una parte attraverso l’attribuzione di un Assessorato e una sicura candidatura a Sindaco di Salerno per Roberto De Luca; dall’altra, attraverso un’ipoteca su un collegio parlamentare per Piero De Luca; rispettivamente secondo e primogenito dello “sceriffo” Vincenzo De Luca. Meno male che il Governatore ha solo due figli altrimenti non ci sarebbe stato spazio per nessuno, e meno male il Governatore non ha nipoti, altrimenti non ci sarebbe stato niente da fare perché per lui c’era sicuro una presidenza straordinaria degli asili nido. Insomma il conduttore della Kermesse torinese, non si è affatto sbagliato, ha solo anticipato una verità vera. Adesso sta agli elettori interpretarla e dare il giusto valore a queste “donazioni” generose di un padre che altri non fa che offrire ai figli quello che ritiene sia suo o nelle sue possibilità: il Partito? Gli elettori? Chi se ne fotte, anche perché in questi ultimi anni hanno contato qualcosa? Dalle nostre parti c’è un proverbio che dice: “Chi è più fesso la Volpe o chi la rincorre?

Torino, 14 gennaio 2018

3 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Cosi’ sono abituati quelli del PD ……ad essere nominati senza nessun titolo……..bravi, è parlano dei grillini……

  2. Altri paradossi piddini….
    Insomma Franz Kafka a confronto sembra un dilettante:
    Matteo Renzi appoggia Giorgio Gori sindaco di Bergamo ex direttore del Tg5 contro Silvio Berlusconi suo ex datore di lavoro e colui che lo ha lanciato nel mondo dello showbusiness, come Urbano Cairo del resto.
    Giorgio Gori inoltre è sposato con Cristina Parodi, storica conduttrice del Biscione, ed è in aggiunta anche Fornitore delle Reti Mediaset di fiction e format tramite la società Magnolia di cui è stato il fondatore.
    Adesso vogliono farci credere che sia una cosa seria? Una reale competizione?
    Personalmente sembra tutta una pantomima, uno sdoppiamento formale di un medesimo potere politico-economico in ambito elettorale.

  3. Stimato dott. Naponiello sarebbe interessante sapere
    quando percepisce oggi,la signora Parodi ,conduttrice
    della Rai.Ma tant’è. Al recente convegno del PD,al
    Lingotto di Torino,Roberto De Luca “non sa di sapere”,
    cioè egli non sapeva di essere il sindaco di Salerno,
    qualificandosi un “non filosofo”,essendo lecito che la filosofia abbia inizio quando qualcuno si dichiari piu’ ignorante degli altri.Che cosa sa il De Luca R.
    quando dichiara che “non sa di sapere “?
    De Luca R. non è un “ignorante” perché tale profes-
    sione di “ignorante è una dissimulazione di un sa-
    pere saldamente posseduto.Dunque De Luca R. è un
    filosofo, amante della sapienza e della saggezza.
    E se invece il De Luca R. non dissimulasse? Se la
    sua professione di “ignorante” dovesse essere presa
    alla lettera? Il vecchio ,non rottamato e non rotta-
    mabile Aristotele ci aiuta nella risposta:gli uomini
    hanno filosofato solo per liberarsi della ignoranza.
    Purtroppo il De Luca R. non è un filosofo.

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