Negozi chiusi di domenica: Confesercenti rivendica la protesta

La Confesercenti rivendica la primogenitura della proposta di chiusura domenicale dei negozi: “È una nostra proposta di legge”.

Il Presidente e il Direttore di Confesercenti Provinciale Esposito e Giglio: «Rivendicano la proposta di legge denominata “Libera La Domenica” che ha raccolta 150.000 firme contro la Deregulation totale degli orari commerciali introdotte dal primo gennaio 2012 con il Decreto “Salva Italia”».

Raffaele Esposito - Pasquale Giglio

Raffaele Esposito – Pasquale Giglio

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – La nostra proposta di legge parte dal lontano 2013 – specifica in abbrivio la nota della Confesercenti provinciale con la raccolta firme organizzate in tutte le federazioni Provinciali della Confesercenti e quindi anche a Salerno e Provincia, in collaborazione con la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) con la quale la Confesercenti ha tenuto numerose iniziative e Conferenze Stampa in tutta Italia.

“Non è vero che la chiusura domenicale pone un freno alle vendite commerciali, – dichiarano il Presidente ed il Direttore della Confesercenti Provinciale di Salerno Raffaele Esposito Pasquale Giglio. – Dal primo Gennaio 2012 secondo il Decreto Monti con le liberalizzazioni delle aperture domenicali e festive avrebbe dovuto esserci una spinta nei consumi. Infatti nel 2017 le vendite del commercio al dettaglio sono state inferiori di oltre 5 miliardi di Euro pari ai livelli del 2011, ultimo anno prima della liberalizzazione. È vero invece che il Decreto Monti ha spostato quote di Mercato verso la Grande Distribuzione Organizzata, l’unica in grado di stare aperti 365 giorni l’anno, contribuendo all’erosione del fatturato della gran parte dei piccoli esercizi commerciali che hanno perso il 3% a favore della G.D.O”

Continuano i due dirigenti associazionali: Si tratta di circa 7 miliardi di Euro di vendite trasferite dal piccolo negozio alla Grande Distribuzione. È proprio a seguito dell’irreversibile danno economico e cancellazioni di migliaia e migliaia di piccoli esercizi commerciali che la Confesercenti nel Novembre del 2012 ha lanciato la raccolta di firme per “Libera la Domenica” per raccogliere 50.000 firme necessarie per presentare una legge di iniziativa popolare che faccia ritornare alle Regioni le competenze in materia di apertura degli esercizi commerciali. Le adesioni all’iniziative della Confesercenti sono state 150.000 firme e la proposta è stata presentata alla Camera dei Deputati il 14 Maggio 2013. La nostra proposta segue una richiesta logica e cioè quelle di far rimanere aperti gli esercizi commerciali solo quando e dove è necessario, come avviene nelle località turistiche.

La Confesercenti Provinciale di Salerno, – proseguono il Presidente Esposito Raffaele ed il Direttore Giglio Pasquale plaudano alla presentazione nella Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, dalla proposta di legge della Lega a firma dell’On. Barbara Saltamartini e condivisa dal Vice Presidente del Consiglio On. Luigi Di Maio che all’art.1 modifica l’art. 3 del D.L. 04/07/2006 n.223 convertito con modifiche nella L. 248/2006 IN materia di disciplina degli orario di apertura degli esercizi commerciali. Infatti la Legge 248/2006 ha liberalizzato gli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali, eliminando gli obblighi di chiusura domenicale e festiva, l’art.2 del disegno di legge abroga l’art. 3 del D.L.  6 Dicembre 2011 n. 201 (C.D. Decreto Monti) che aveva liberalizzato senza alcun vincolo tutte le aperture commerciali.”

La Confesercenti inoltre evidenzia che dal 2012 al 2018 e solo nel 2013 (a pieno regime del Decreto Monti) sono cessate 50.000 attività commerciali. – Infine, evidenzia la Confesercenti Provinciale di Salerno – che è importante, per il tessuto economico e produttivo dell’Italia e della nostra provincia, sostenere lo sviluppo delle PMI del Commercio, determinante per l’occupazione e la vivibilità delle città.”

Salerno, 11 settembre 2018

 

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  1. L BLITZ DI DI MAIO AIUTA SOLO L’E-COMMERCE – IN GIOCO 12 MILIONI DI CLIENTI – CON LO STOP NEI GIORNI FESTIVI, L’AUMENTO PER AMAZON E C. SAREBBE DEL 10% MENTRE PER I NEGOZI È PREVISTA UNA PERDITA NON INFERIORE AL 30% DELLE VENDITE COMPLESSIVE

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