Parco Archeologico di Paestum: Tra “abusi” e “generosità”

Lavori nel Parco Archeologico di Paestum. La denuncia del M5S: tra “Presunti abusi” edilizi e “generose” locazioni. Ecco gli atti.

A lanciare l’allarme gli attivisti locali del M5S. Si puntano i fari su alcuni lavori a 100 metri dal Tempio di Nettuno. Il Consigliere regionale Cammarano e la deputata Bilotti presentano interrogazioni regionali e parlamentari. Sotto accusa i Responsabili della Soprintendenza Casule e Zuchtriegel.

Ristorante Nettuno-vista templi di Paestum-lavori prima e dopo contestati dal M5S

Ristorante Nettuno-vista templi di Paestum-lavori prima e dopo contestati dal M5S

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

PAESTUM – E cosa ci si deve aspettare di più se certe cose avvengono proprio sotto il naso di chi dovrebbe sorvegliare perché non si commettano abusi? Di sicuro dovremmo pretendere più attenzione, e oggettivamente pretendere vi siano più controlli, il tutto ovviamente senza vi siano muri ideologici e burocratici e sempre ovviamente, guardando le foto si comprende la scarsa attenzione attribuita a quella struttura per la quale si sono date tutte le autorizzazioni cartacee alla stessa stregua di una pratica qualsiasi, verificando solo dopo l’obbrobrio e la bruttezza oltre che la sprovvedutezza nella esecuzione, laddove si vedono le coperture a tetto a mò di baracche con due tipologie qualsiasi di tegole, laterizi, opere in cemento e intonaci senza nessun accenno di pregio strafottendosene del contesto.

D’altra parte quell’Area archeologica non è nuova a cose del genere e si ricorderà in epoca passata e non sotto la Direzione di CasuleZuchtriegel, allorquando si realizzò lo stabile da adibire a biglietteria e guardiania, ad uno dei due ingressi nel Parco in corrispondenza della Basilica, in quella circostanza si utilizzò una struttura portante in calcestruzzo cementizio armato: uno schiaffo vero e proprio al contesto. Poiché non si trattava di un grattacielo si potevano utilizzare materiali diversi, pietra, mattoni o blocchi in tufo, lo stesso criterio che doveva ispirare i lavori che il M5S contesta, indipendentemente dalle autorizzazioni cartacee che hanno consentito al richiedente di eseguire quello scempio a pochi metri dai Templi.

«Una colata di cemento nel cuore del parco archeologico di Paestum e a pochi metri dal tempio di Nettuno. – Si legge in una nota stampa di denuncia del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano e della deputata M5S Anna Bilotti, firmatari, rispettivamente, di due distinte interrogazione rispettivamente inviate alla giunta regionale della Campania e al ministero dei Beni Culturali – Quello che inizialmente doveva essere un semplice restauro conservativo di una struttura privata di ristorazione nel cuore del parco archeologico di Paestum, a pochi metri dal tempio di Nettuno, avrebbe assunto i connotati di una vera e propria ristrutturazione edilizia, con il rischio di ampliamento della volumetria dello stesso immobile. Una situazione denunciata da tempo dagli attivisti dell’associazione “Cittadini 5 Stelle di Capaccio Paestum”, tenuto conto che il sito in questione è sottoposto a divieto di inedificabilità assoluta in quanto soggetto a vincolo di tutela e inedificabilità e a vincolo di tutela assoluta in relazione alla perimetrazione dell’antica città di Paestum».

Lavori contestati dal M5S a Paestum area Archeologica

Lavori contestati dal M5S a Paestum area Archeologica

«Abbiamo appreso che il Comune di Capaccio Paestum avrebbe autorizzato l’esecuzione delle opere edilizie in questione – dichiarano Cammarano e Bilotti allarmati da alcuni articoli di stampa e sollecitati dai propri attivisti locali del M5S oltre che da una serie di documentazioni che gli stessi hanno reperito hanno inteso avvalersi delle loro rispettive prerogative per accertarsi dei fatti denunciati. Fatti che riguardano lavori autorizzati ed eseguiti all’interno della cinta muraria dell’Area archeologica dell’antica Città di Paestum alla stessa stregua di qualsiasi altri in un area a poche decine di metri dai Templi e quindi ricadenti nel bacino archeologico di Paestum laddove vi è un altro edificio adibito a struttura ricettiva di ristorazione, di proprietà del Comune di Capaccio concesso in fitto per per Venti anni alla Società “Ristorante Nettuno” – con acquisizione di parere favorevole della competente Soprintendenza di Salerno e Avellino. E’ lecito, a questo punto sapere, – aggiungono il Consigliere Regionale Cammarano e l’On Bilottise gli uffici regionali, in particolar modo l’ufficio Unesco, siano al corrente del fatto che i lavori potrebbero aver cambiato la loro natura in corso d’opera, andando a stravolgere il progetto originario, con il rischio di ritrovarsi al cospetto di un vero e proprio abuso all’interno della cinta muraria dell’antica città di Paestum”.

Lavori contestati Area archeologica Paestum

Lavori contestati Area archeologica Paestum

Il fabbricato oggetto dei lavori per il quale i due esponenti politici del M5S Cammarano e Bilotti hanno presentato le interrogazioni e chiedono lumi sui lavori eseguiti e in esecuzione rispetto alle citate autorizzazioni e alle documentazioni presentate, come lo stabile che ospita il Ristorante Nettuno,  si trova in un contesto di grande valore storico, monumentale e archeologico gestito dalla Soprintendenza monumentale e belle Arti di Salerno e Avellino, ed entrambi gli immobili, oltre ad essere all’interno della cinta muraria dell’area archeologica, hanno anche una vista diretta sulla Basilica e sul Tempio di Nettuno, il più famoso dell’intera zona dei Templi. Una vista a dir poco unica, lasciando immaginare il valore e l’attenzione che si dovrebbe porre anche per l’intervento di un solo “spillo”.

Ristorante Nettuno-Vista Templi di Paestum

Ristorante Nettuno-Vista Templi di Paestum

Questa precisa Area si ricorderà è stata più volte oggetto di varie polemiche e di varie inchieste giornalistiche e non solo, tant’è che negli anni scorsi la Corte dei Conti, a seguito di indagini della Guardia di Finanza di Agropoli accertò e valutò anche un danno erariale a seguito dell’utilizzo per nulla esclusivo dell’immobile da parte della Società Ristorante Nettuno. La Corte dei Conti, in quella circostanza oltre al danno erariale, verificò che nel 2006 fu concesso in locazione ventennale con scadenza 2026, per un valore annuo di 12.000 euro, alla società Ristorante Nettuno senza esperire nessuna gara ad evidenza pubblica.

Sempre in quella circostanza la Guardia di Finanza accertò che Lo Stabile non era esclusivamente dedicato a struttura ricettiva, bensì parte di esso era destinato a residenza della famiglia a cui faceva capo la Società Ristorante Nettuno.

Michele Cammarano-Anna Bilotti

Michele Cammarano-Anna Bilotti

Il potenziale danno erariale, in concreto, è emerso da subito dall’entità del canone annuo concordato, pari ad Euro 12.000,00 annui, obiettivamente irrisorio, se confrontato con il pregio, la posizione e le dimensioni dell’intero complesso turistico-ricettivo locato, senza una valutazione circa la potenziale redditività per l’Ente locatore.

Di qui, se l’interrogazione del Consigliere Regionale si limita solo ad accertare se i lavori rispondono effettivamente alla categoria del “restauro conservativo“, se si è richiesto anche il parere all’Ufficio regionale UNESCO che nel 2008 decreto l’intera area Archeologica di Paestum “Patrimonio Mondiale dell’umanità” e per esso se si sono utilizzati materiali propri e confacenti al luogo e alle tipologie specifiche da adottarsi in casi di specie, con l’interrogazione parlamentare l’On. Bilotti chiede di sapere:

  • «Se il Governo e i Ministri interessati, intendano assumere, per quanto di competenza, iniziative volte ad accertare i fatti rappresentati e predisporre i relativi atti di competenza per porre rimedio in conseguenza di quanto già concretizzato con gli atti amministrativi rilasciati dalla pubblica amministrazione comunale e dagli enti interessati;
  • se intendano intervenire per chiarire le modalità di un intervento di ripristino con applicazione delle sanzioni penati ed economiche previste dalla legge;
  • se intendano intervenire per chiarire il ruolo e per la eventuale immediata rimozione dal loro ruolo istituzionale dell’attuale responsabile dell’amministrazione pubblica di controllo nelle persone del Soprintendente Francesca Casule e del Direttore del Parco Archeologico e del Museo di Paestum Gabriel Zuchtriegel».

Il Movimento 5 Stelle chiede la “Testa” dei due Direttori della Soprintendenza di Salerno e del Parco, semmai verificare anche qualche responsabilità in capo ai vari Enti che hanno dato i loro pareri, e senza gridare allo scandalo comprendere come mai proprio sotto il naso di chi dovrebbe tutelare quell’area si possa accettare qualche “distrazione”. Tuttavia, andando nei ricordi sarebbe anche il caso rivedere quel “generoso” contratto di locazione alla Società Ristorante Nettuno, e non perché vi è una parentela con l’ex Sindaco di Capaccio ma perché quella cifra di 12.000 euro all’anno è palesemente non congrua atteso la prestigiosa allocazione dell’altrettanto prestigioso immobile a pochi metri dai Templi di Paestum e in un bacino archeologico dei più ricchi e prestigiosi del mediterraneo.

Ecco gli atti più salienti.

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Paestum, 12 ottobre 2018

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