Assalto al potere-ASI, SIIS,CSTP:da arrogan za statica a dinamica

Cirielli mette sotto assedio il potere deluchiano e conquista l’ASI, il CSTP, mentre con la famiglia Valiante si assicura il SIIS.

Il centro destra si consolida grazie ai Colonnelli (Cariello e Giuliano) passati con il “nemico” e grazie al Generale (Villani) che ha abbandonato il campo di battaglia.

Cirielli De Luca

SALERNO – E’ scontro frontale. E’ guerra senza quartiere. L’obbiettivo è il potere e bisogna arrivarci a tutti i costi. Sembra che questa sia la parola d’ordine che anima il gruppo di fuoco che gira intorno al Presidente della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli. Quel gruppo che non si richiama nemmeno tanto al PdL, bensì all’Associazione “Principe Arechi”, quell’associazione parallela che “costringe” gli uomini, che vogliono un minimo di visibilità e mettersi in fila per ricevere qualche incarico, ad iscriversi e a fare una atto di “sottomissione” nei confronti del Presidente Cirielli.

Sembra un vero e proprio assalto al “Fortino”, quello che ancora resiste, ma che avverte qualche scricchiolio, anche perché c’è qualcuno che è passato ed altri cercano di trattare con il “nemico”. L’assalto al fortino è giustificato anche dalla circostanza della prossima scadenza elettorale del Comune di Salerno, uno degli ultimi baluardi del centro-sinistra, che si identifica in Vincenzo De Luca, ma anche nella convinzione che il Sindaco di Salerno sia il centro di un “domino” che gli uomini del “Presidente” cercano di scombinare ma anche di occupare sostituendo le varie pedine.

Si è capito anche chi è che fa il lavoro “sporco”, nel senso che conduce l’Assalto al potere. L’uomo forte del Presidente, quello che sta organizzando tutto e che ha portato alla elezione: di Gianluigi Cassandra ad essere presidente parallelo dell’ASI, ad insidiare l’uscente Felice Marotta; che ha portato Mario Santocchio al CSTP, in sostituzione di Franco D’Acunto; Ortenzio De Feo alla presidenza del SIIS, al posto di Ferdinando Argentino; Gaetano Chirico allo IACP al posto di Marcello Grimaldi; è l’Assessore Antonio Iannone, braccio destro e sinistro di Cirielli.

Questa rivoluzione sta facendo cadere tutta l’impalcatura e così accadrà anche nei prossimi giorni quando si arriverà all’abbattimento di Achille Mughini e Rita Zenna, rispettivamente presidenti dell’Ausino e del Consorzio delle Farmacie e quando casella dopo casella si sostituiranno tutti i pezzi del puzle del potere con gli uomini di Cirielli al posto de quelli di De Luca.

Una guerra totale che vede contrapporsi Edmondo Cirielli e Vincenzo De Luca. Sarà una guerra finale con tanti morti e tanti feriti, ma anche con tanti “traditori” che passati con il nemico hanno scompigliato le file.

Antonio Valiante
Simone Valiante

In effetti Cirielli, che sembrava avesse un bel pò di problemi nel partito e nella maggioranza, incalzato dal Ministro Mara Carfagna e da Ciriaco De Mita, grazie al soccorso “rosso sbiadito” di Massimo Cariello, proveniente da Rifondazione Comunista e Rocco Giuliano proveniente dal PSI, e approdati entrambi nel Partito del Presidente Caldoro, e grazie alle successive adesioni all’Associazione “Principe Arechi” di Ludovico Buonomo eletto in IdV, e Attilio Pierro eletto nell’MpA, è riuscito a blindare la maggioranza e a rendere inefficaci le turbolenze e i distinguo, fino ad annullare ogni opposizione interna.

Ha sbloccato la contesa interna al PdL, chiamando in Giunta il Coordinatore Provinciale Antonio Mauro Russo e affidando il CSTP a Santocchio, entrambi fedelissimi della Carfagna ora in via di ripensamento; ha sistemato l’accordo con De Mita e l’UDC anche rispetto alle vicende regionali; stretto un patto con la famiglia Valiante, Antonio e Simone, padre e figlio, Cirielli si è potuto dedicare con più serenità all’assalto del potere.

Il pressing sul Partito Democratico è incalzante e il Centro-destra approfitta anche della confusione e dallo sconcerto e da una sorta di rompete le righe, che hanno lanciato come messaggio i comportamenti di Angelo Villani che si è iscritto al gruppo misto insieme a Salvatore Memoli, di Cariello, Giuliano, Buonomo, Pierro che  sono passati al centro destra. Generale e colonnelli: Villani, Cariello e Giuliano, hanno abbandonato il campo di battaglia e lasciato solo il loro esercito. Tutto si poteva aspettare tranne questo.

Angelo Villani
Massimo Cariello

Più che un assalto al potere per il potere, in buona parte tenuto dal PD, grazie ai varchi lasciati da Villani, Cariello, Giuliano, Buonomo, e grazie ai Valiante, Antonio e Simone, ci si aspettava che il Centro-destra ancor prima di insediarsi aprisse un tavolo di discussione sulla gestione degli Enti, sulle politiche future e sulla gestione passata. Si aspettava una motivazione politica, che non può essere solo quella di sostituire gli uomini di una parte politica con altri della parte opposta.

Si sarebbe preferito candidare all’ASI un Cassandra in contrapposizione a Marotta, come portatore di un progetto politico e non basta invocare il rinnovamento come sostituzione, ma elencare gli errori commessi e le strategie per lo sviluppo futuro del consorzio ASI.

Allo stesso modo per il CSTP, quale politica Santocchio ha candidato per insediarsi alla presidenza? e quale politica si prospetta per il SIIS e via discorrendo?

Sono interrogativi senza risposta che lasciano spazio solo ad una interpretazione, si occupa il potereper il potere in modo arrogante, così come è stato gestito e detenuto per anni. Insomma questo assalto al potere è solo la sostituzione di un’arroganza “statica” ad una dinamica, intendendo per “statica” una gestione 15dicennale, e per “dinamica” un’azione di movimento ma senza meta.

11 commenti su “Assalto al potere-ASI, SIIS,CSTP:da arrogan za statica a dinamica”

  1. Villani, Cariello, Giuliano, Antonio Valiante e il Figlio Simone Valiante, si devono solo vergognare. Usano la politica come un bivacco e i partiti come una merenda. Saranno trattati da traditori da quelli che oggi li utilizzano.

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  2. E’ proprio vero che i partiti intesi come sono nati ,gruppi di persone ideologiche ,non esistono piu.
    La destra la sinistra sono ormai parole di solo indicazioni stradali.
    Il nulla ha soprafatto gli iedali è la fine dei partiti,risorgono le associazioni massoniche ed è la corsa al potere si fa sempre piu ambita.Non voglio credere che esiste solo questo,sono fortemente deluso di come si sono evolute le cose della politica negli ultimi anni, ma basta guardarsi indietro e con il senno del poi è facile capire perche si sono succeduti alcunio meccanismi e di come ,sopratutto la disgregazione della sinistra e l’affermazinoe rafforzata di un adestra sempre piu feroce una destra che tende ad appiattire le menti per allargare la sua sete di potere.

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  3. MARRA VINCENZO Sono buoni per tutte le stagioni, amano tradire. Condizionano le liste per se stessi. Lo è stato per le comunali, per le provinciali, per i consorzi. Si è ripetuto con le regionali. Sono imprenditori del voto che gli abbiamo dato. Lo portano all’avversario. Politicamente ci continuano a sfruttare.Consolidano o destabilizzano un percorso per proprio tonaconto. Amano apparire eleganti, rispettosi, equilibrati. Ma che faccia tosta!
    Trovano tanti fiancheggiatori ed emulatori che portano “in letamaio” qualsiasi etica e coerenza….c’è da vergognarsi. Loro appaiono sorridenti. Immaginateli da quando tempo non lavorano. Quanti danni hanno prodotto. Si riciclano e parlano di territorio. Quante risore hanno dilapidato? Quanto costano? Cosa hanno prodotto per la collettività:bieco trasformismo. Il potere anche se oggi hanno da gestire solo avanzi resta nelle loro mani. Andava impedito. La codardia di alcuni strumentalmente democratici, l’asservimento, ha fatto sì che si impegnassero a contrastare De Luca per legittimarsi. Molti stavano a guardare per opportunismo o per avere qualche soldo in più alla corte di Bassolino. Chi ha permesso tutto questo, perchè non chiede loro le dimissioni? Cosa aspettano per prendere le distanze? Sono forse in attesa di qualche contentino o garanzia prima di consegnarsi all’avversario. Mi sa che è inutile discutere,a parte il popolo che soffre, l’elite si può permettere di essere giuliva. Speriamo che almeno perdano il privilegio di campare sulle spalle degli altri.
    Onorevole De Luca non gli dare più tempo. Alla porta a “calci in culo”.Solo tu hai la forza e il coraggio di farlo. Speriamo in una solida e dignitosa riscossa di tutto il sud. Si parta da un NUOVO SUD UNITO dove non possano più tradire o passerebbero con Bossi?

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  4. mi meraviglio molto .La predica da quale pulpito viene.Si critica Cirielli per gli acquisti fatti e per l’occupazione di posti di potere.Scusate il PD non ha fatto e continua a fare allo stesso modo,anzi a mio avviso ha fatto e fa anche di peggio.Noi ebolitani lo abbiamo sotto i nostri occhi:Melchionda con l’equivoco Lavorgna,Masci De Vita-elaion-ha vinto addirittura la elezione a sindaco e noi ci meravigliamo di Cirielli.Melchionda nella passata legislatura ,quanti acquisti del centro destra ha fatto?Quale poltrona ha concesso o concedera’ ad uomini che non si sono piegati o si piegheranno alla corte di melchionda? Prima di parlare delle corna altrui accertiamoci delle corna di casa propria.

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  5. @Pisicchio: e a De Luca, allora, che andrebbe fatto? Ti ricordo che De Luca alle ultime comunali si è candidato (come al solito) con una lista civica (progressisti per Salerno) CONTRO il Pd regionale e nazionale, che avevano ufficalmente indicato (col simbolo di Partito) Alfonso Andria. In questi casi – e non in altri – lo statuto del PD impone l’espulsione. Quindi, di cosa stiamo parlando? De Luca ha occupato con strafottenza ed arrganza tutto il potere per vent’anni, ora il sistema inizia a scricchiolare… chi è causa del suo mal….
    E a parlare è un elettore del Pd, non del centrodestra

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  6. per- A20 : si dice che( le prostitute non si vergognano). Non voletemene ogni riferimento è puramente casuale. Rispetto molto le prostitute prima perche sono persone poi perche quasi sempre non hanno scelto quel mestiere sono diverse dalle z……le Cariello non è neppure l’uno o l’altro è solo una particella della societa degenerata.Ma costoro bisogna fermarli perche fanno male ed quando colpiscono i dolori restano.

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  7. @riformista di destra, il riformismo DI DESTRA NON ESISTE, è COME DIRE IL PARMIGIANO AMERICANO, UNA “BOUTADE” ,infatti Fu chiamata revisionista la corrente moderata e riformista del marxismo che sorse verso la fine del XIX secolo, originata dall’osservazione che il comportamento dell’economia capitalistica non sembrava corrispondere alle previsioni del marxismo.Dopo la depressione degli ultimi decenni del XIX secolo infatti, era iniziato un nuovo periodo di prosperità che sembrava riabilitare il libero commercio e la fiducia nel capitalismo e per questo la componente moderata del socialismo (che all’epoca veniva chiamata indifferentemente socialismo democratico o socialdemocrazia) elaborò la “teoria revisionista”, che in pratica si prefiggeva di abbandonare il marxismo per giungere alla completa accettazione dell’economia di mercato, magari con qualche “aggiustatina”. Da allora coloro che accettarono il revisionismo e proseguirono sulla via del capitalismo per realizzare “riforme” nell’interesse dei lavoratori furono indifferentemente chiamati “socialisti democratici” o “socialdemocratici” (una esatta differenza tra i due termini si avrà solo nella seconda metà del 1900). Coloro che invece avversavano il revisionismo e la via riformista furono i “socialisti marxisti” e i “comunisti o socialrivoluzionari” (insieme chiamati genericamente “massimalisti”). Il maggior esponente del revisionismo fu il tedesco Eduard Bernstein (1850- 1932).La socialdemocrazia si pone tra il socialismo marxista e il riformismo borghese. Essa infatti, in un primo tempo, pur ponendosi in prospettiva critica nei confronti del capitalismo, non ritenne ancora tempo per una sua totale abolizione.
    Il ruolo che si assicurarono i partiti socialdemocratici nei decenni tra il XIX e XX secolo fu quello di lottare sia contro il riformismo borghese, che avrebbe portato la classe operaia a legarsi troppo al sistema capitalistico, che contro l’avventurismo rivoluzionario marxista, che avrebbe portato a scontrarsi con le strutture ancora solide del sistema. La socialdemocrazia non tende a farsi garante della sopravvivenza del sistema, ma vuole lavorare al suo interno per portare uno spirito di rinnovamento e di trasformazione costante.
    Le evoluzioni successive portano la socialdemocrazia a farsi portatrice del compromesso tra il riformismo liberale dei borghesi e i principi più importanti della dottrina socialista riformista: durante gli anni tra i due conflitti mondiali, con la proposizione di due modelli forti come quello sovietico e quello fascista, i socialdemocratici rappresentarono l’alternativa democratica e riformista. Socialdemocrazia e comunismo giunsero spesso allo scontro frontale, in cui i socialdemocratici vennero trattati da “socialtraditori” o “socialfascisti”, per ritrovare successivamente un progetto comune contro il regime fascista e nazista.Le socialdemocrazie contemporanee sono partiti politici che hanno abbandonato l’idea della divisione della società in classi contrapposte e ogni progetto di stampo ottocentesco; del vecchio modello rimane solo la prospettiva internazionalista che ribadisce il principio di un’azione comune tra tutte le forze socialiste, socialdemocratiche o genericamente riformiste dei singoli Paesi, nel rispetto delle diverse storie nazionali, delle diverse situazioni economiche e della pluralità delle tradizioni culturali e ideologiche. In molti casi inoltre, anche significative componenti del mondo cattolico-sociale e riformista hanno trovato nella socialdemocrazia un ottimo approdo.UN TERRENO CHE NON VI APPARTIENE…

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  8. non dimenticate che tutti i politici di cui state parlando appartenevano alla vecchia DC……..non credo si debba aggiungere altro….

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