Il Senatore Cardiello sulla “pratica” dei parti cesarei, interroga il Ministro della Salute

Con il Parto Cesareo si programmano le nascite a secondo dei turni o delle ferie.

Cardiello promuova un’inchiesta per individuare i Medici “gaglioffi” e senza scrupoli, che trasformano un momento di grande gioia in un dolore senza fine.

Ferruccio Fazio Ministro della Salute

ROMA – Riceviamo e volentieri pubblichiamo oltre a darne ampia divulgazione la presente Interrogazione a risposta scritta che il Senatore Franco Cardiello ha rivolto al Ministro della Salute Ferruccio Fazio, circa la pratica molto diffusa del Taglio Cesareo, per favorire le nascite a “comando”.

E’ inutile sottolineare che l’interrogazione è pienamente condivisibile, ma solo per aprire una discussione sul metoto che buona parte dei ginecologi pratica, legato solo alla propria convenienza, più che alla necessità. Pratica ormai divenuta corrente nonostante i limiti dettati dalla normativa. Pratica che evidentemente va incontro alla spregiudicatezza di alcuni che programmano le nascite anche oltre i limiti consentiti, evidentemente per farli conciliare con i propri turni o con le proprie ferie.

Forse il Senatore Cardiello farebbe meglio a promuovere una iniziativa parlamentare volta alla presentazione di un Disegno di Legge, che vieta la possibilità di svolgere la professione e rendere obbligatorie la scelta o dentro o fuori gli Ospedali, sia per i ginecologi che per il resto dei professionisti, oltre che promuovere un’inchiesta poer individuare quali sono i medici “gaglioffi” e senza scrupoli che trasformano un momento di grande gioia in un dolore senza fine.

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Cardiello – Al Ministro della Salute Ferruccio Fazio

Sen. Franco Cardiello

Per sapere premesso che:

nelle ultime settimane è emerso dalle cronache nazionali che negli ospedali italiani (Messina, Roma, Piove di Sacco (PD), Scafati(SA), il parto che dovrebbe essere uno dei momenti più belli di una famiglia, finisce nel peggiore dei drammi;

- i ginecologi  sono pronti a praticare tagli cesarei senza reali necessità cliniche e non più abituati a far partorire le donne senza impegnare i bisturi;

- medici a pagamento che si scontrano fisicamente con colleghi ospedalieri per effettuare un cesareo;

- negli ultimi tempi sono tragicamente emersi in un solo colpo tutti i problemi denunciati da mesi dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia S.I.G.O;

- in Italia il tasso di tagli cesarei raggiunge il 40% contro il 15% raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità;

- le regioni dove vengono riscontrate più nascite con il bisturi, spesso sono le stesse nelle quali i parti vengono effettuati in ospedali piccoli, che vede ai primi posti la Campania e la Sicilia;

dalle statistiche ufficiali divulgate dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute delle regioni italiane, e dai certificati di assistenza al parto divulgati dal Ministero della Salute all’inizio di agosto, emerge che in un anno 1468 bambini sono nati morti, quasi tre bimbi ogni mille neonati.

Quali utili interventi intende adottare il Ministro per porre fine a questa prassi ormai diffusa che dilaga nelle strutture sanitarie arrecando enormi danni economici alle casse dello Stato e delle Regioni, oltre ai danni fisici e morali delle famiglie.

Roma, 28 settembre 2010

Sen. Franco Cardiello

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