Le Bolle nuovo Tempio del lavoro “precario”

Se è vero che la precarietà del lavoro a “Le Bolle” corre su contratti a ore, giorni, settimane, e i più fortunati a 1 mese o 3 mesi è grave. Si faccia luce.

Il rispetto per chi ha investito grandi somme, non può passare sul disprezzo dei diritti dei giovani, e non può passare che si assuma ad ore, un’ora solo, e si paga a 6 euro. Anche la fabbrica di Nichi lancia l’allarme.

Centro Commerciale Le Bolle Ingresso

EBOLI - “LE BOLLE ” DI SAPONE!  E’ poco più di due settimane che Eboli ospita il Centro Commerciale “Le Bolle”, diventato meta per molti ebolitani e per gli abitanti dei paesi vicini di acquisti o solo per trascorre qualche ora diversa nelle gallerie della struttura. Questa realtà in ogni caso comporta diverse problematiche, che sicuramente andavano affrontate prima, nel momento in cui nel vigente Piano Regolatore Generale si è pensato di destinare alla grande distribuzione ben 3 aree:

  • Quella di Serracapilli dove insiste il Centro Commerciale Le Bolle, su cui, riguardo agli espropri, pende ancora un contenzioso con una parte dei proprietari dei suoli;
  • Quella nell’Area PIP, che è costata una sentenza di condanna per il Comune di Eboli per diversi milioni di euro, recentemente riconosciuti dal Consiglio Comunale come debiti fuori bilancio, frutto di un “esproprio proletario”, che valutava quei terreni al prezzo di 11 euro al mq. anziché 44, e su cui vi era una cordata di imprenditori ebolitani (Silasir), interessati a realizzare un Centro Commerciale;
  • Quella di San Nicola Varco, dove sono in corso di realizzazione i lavori del Cilento Outlet Village, uno dei più grandi shopcenter del Sud.

In ogni caso, nonostante l’esagerazione nella individuazione di 3 aree da destinare alla grande distribuzione, c’era tutto il tempo per cercare delle soluzioni che andassero nella direzione di adottare provvedimenti a sostegno del commercio cittadino, individuando incentivi e forme di assistenza per fortificare il settore in attesa della “irruzione” del Centro Commerciale Le Bolle, anche perché è proprio alle porte della città e questa sua destinazione non escludeva di individuare altre aree commerciali a ridosso di quest’area.

Adesso è necessario aprire una discussione per cercare di trovare soluzioni cuscinetto per il problema generale ma aprire gli occhi sulle modalità di assunzione e le contrattistiche che si stanno applicando ne “Le Bolle”, atteso che si fanno “ingaggi” ad ore, pare pagandole solo 6 euro, a giorni, a settimana, e i più fortunati ad un mese o tre mesi. Qualcuno poi che viene assunto con i contratti nazionali, pare non ricevano il giusto corrispettivo ma lavorano 8 ore giornaliere, arrivando anche a 10, senza superare le 600 euro mensili.

Se queste sono le prospettive di lavoro e se queste notizie rispondono al vero, sarebbe il caso che il Comune si faccia carico di aprire una discussione e cercare di fare luce sulla vicenda ripristinando la norma, ma se ne facciano carico anche le organizzazioni di categorie e se è il caso l‘ispettorato del lavoro.

Il Centro Commerciale è aperto, fortunatamente funziona, e speriamo funzioni anche per il futuro,  deve essere tutelato, ma la tutela e il rispetto per chi ha investito anche somme rilevantissime non può passare sul disprezzo dei diritti e sulle spalle dei giovani che hanno visto nell’apertura di questa struttura, la risoluzione ai loro problemi, la speranza di un cambiamento, anche se dolorosamente questo cambiamento passa attraverso un assestamento del commercio tradizionale. Il rispetto e le tutele devono essere assolutamente in equilibrio,  è immorale far finta che questi problemi non esistano.

Anche la Fabbrica di Nichi interviene sulle modalità contrattuali che si registrano in questa struttura. “La discussione – secondo la Fabbrica di Nichi - e lo scontro  politico  sul centro Le Bolle si è basato sulla modalità di selezione del personale e sull’impatto che  questi “templi dello shopping” possono portare di riflesso al commercio locale.

La Fabbrica di Nichi decide di  contribuire alla discussione introducendo  un altro tema: quello della “Precarietà”: “I politici ebolitani hanno presentato questa grande struttura come un importante  occasione di sviluppo occupazionale per  le/i giovani ebolitane/i. Una svolta.” Il pensiero dell’associazione politico-culturale va ai giovani che non trovano occupazione sul territorio ebolitano: “Per mesi una generazione intera dai 18 ai 30 anni ad Eboli si è spesa per inviare il miglior curriculum  possibile a “Le Bolle”. Era un’occasione da non perdere per una generazione che oggi non vede che il buio davanti ai suo occhi.

Una “CHIMERA”.ritiene la fabbrica di Nichi Si una “chimera” perché ci rifiutiamo di chiamare “lavoro” un contratto di 10 giorni o di tre mesi. Ci rifiutiamo di chiamare “lavoro” un rinnovo contrattuale di 10 giorni dopo un contratto settimanale. Per noi il termine “lavoro” ha un altro significato oltre che essere un diritto. Questo tipo di rapporto contrattuale non è altro che l’affermazione, l‘ennesima, di una forma di precariato sul nostro territorio. Quello che non permette la realizzazione dei “sogni e delle speranze” delle nuove generazioni, ma anzi li rende schiavi di contratti che all’indomani possono anche non rinnovarsi. Dietro  un contratto part time spesso si  nascondono anche 10 ore di lavoro quotidiane.”

Proprio sulla questione delle modalità contrattuali – continua – e sulle politiche di sviluppo occupazionale, La Fabbrica di Nichi interroga l’amministrazione comunale:

  • “La classe politica ebolitana ritiene che questo tipo di occupazione sia l’equivalente di “sviluppo occupazionale”?
  • L’amministrazione comunale in che modo può assicurarsi di non far diventare questo centro commerciale una “casa della precarietà”?
  • Il sindaco e chi di dovere controllerà che le attività commerciali presenti nel Megastore rispettino i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici?
  • Per un/a giovane ebolitano/a la massima aspirazione deve essere fare i/le commessi/i (con tutto il rispetto per questa forma lavorativa) o ci sono altri disegni in cantiere per lo sviluppo delle politiche occupazionali in questa Città?

Veramente non si riesce a dare una speranza concreta, non si riesce ad attrarre altre forme di investimenti sul nostro territorio, che non si nascondano dietro un finto dato occupazionale che una struttura del genere può dare ad una città?

In conclusione, La Fabbrica di Nichi, fa appello ad una politica più attenta e concreta sul tema della precarietà delle giovani generazioni: “Vorremmo sentire questo da chi amministra e non spot elettorali che si schiantano sul forte muro della precarietà come “Bolle” di sapone.

Eboli, 5 dicembre 2011

9 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. In primo luogo sarà un tempio, non un tempLio. In seconda battuta perchè sti quattro “proletari” con i soldi di mamma e papà non vanno a lavorare?

    • Per frungolo -
      Hai ragione, grazie. L’errore non è dei comunisti è stato mio, perché nel primo titolo la forma era “tra i nuovi Temli” e poi l’ho modificata al singolare, ho aggiunto la “o” ma non ho tolto la “l”.
      Ecco perché nei giornali ci vuole il correttore, perché nella fretta si sbaglia..
      Grazie

  2. SE FOSSE VERO, se questa è l’opportunità di lavoro offerto ai giovani da LE BOLLE allora c’e’ davvero da chiedersi chi ci ha guadagnato.
    I GIOVANI NO perchè non di lavoro si tratterebbe ma di una forma di annichilimento della dignità umana, di una subdola forma di schiavismo perchè tale diventa il lavoro quando non offre alcuna pospettiva per il futuro.
    EBOLI NO perchè LE BOLLE a occhio e croce( lo dico da non tecnico) sul territorio ha un impatto ambientale mostruoso che poteva essere accettato solo se avesse rappresentato una reale e seria opportunità per i giovani di questo paese.
    Mi auguro che quanto letto in relazione ai contratti in essere in quel Centro non corrisponda alla realtà ma SE FOSSE VERO significherebbe che qualcuno ha svenduto il nostro Paese e la dignità dei nostri giovani per niente…….e questa sarebbe la migliore delle ipotesi!

  3. Cosa vi aspettavate da una Società che adesso deve rientrare dall’impegno finanziario per la realizzazione del centro commmerciale.

    Cosa vi aspettavate dalle Catene di Negozi che hanno investito soldi e devono pagare l’affitto degli spazi e di tutti i servizi.
    In questa fase di start-up e in questo contesto economico bisogna mantenere bassi i costi come è giusto che sia!

    Queste tipologie di lavoro del Centro Le Bolle chiedono flessibilità perchè se la domanda della clientela diminuìsce (tenuto conto della tesa situazione finanziaria mondiale), le catene di negozi devono rivedere il proprio piano economico e devono ad esempio “interrompere” un contratto di lavoro per riavviarlo poi quando la domanda risale!!

    I politici pensavano che sarebbero “improvvisamente” nati i posti fissi per la loro “massa elettorale giovanile” in modo da usare questo miracolo (sottolineando che tutto il merito è il loro) come merce di scambio in campagna elettorale ??

    Cosa ha fatto la politica negli anni scorsi per evitare questa “situazione di precariato”…nulla…ha pensato più alle poltrone e a creare società con consigli di amministrazione in cui “parcheggiare” i propri fedeli con compensi e benefit!! Ha pensato ad assegnare quei pochi posti di lavoro a chi gli faceva comodo!!

    L’economia vera e industriale è diversa da quella irresponsabile attuata dalla politica che sperpera soldi senza un obiettivo, un percorso, una analisi dei rischi, ecc…(alcuni esempi, di cosa è stata capace di fare questa politica irresponsabile, sono stati già richiamati nell’articolo)!!!

    Insomma la classe politica ha sperperato i soldi senza pensare alle conseguenze che adesso, purtroppo, gravano sulle giovani generazioni!! Generazioni in competizione con la globalizzazione, con i lavoratori che vengono dall’estero e che non hanno paura dei sacrifici!!

    LE BOLLE non è una industria avviata da anni che ha un piano industriale a lungo termine!! Si tratta di commercio, di una nuova avventura imprenditoriale che deve maturare!!
    Una avventura imprenditoriale che, per non “morire” data la situazione difficile, non può permettersi nemmeno di “sprecare” un centesimo!! Perchè altrimenti chiude tutto “il circo” e centinaia di giovani tornano a “sognare” ad occhi aperti!

    Mi chiedo : questa classe politica conosce davvero il mercato del lavoro?? Esso è fatto di stage, tirocini, consulenze, co co pro, co co co…non esiste più soltanto la forma “contratto a tempo indeterminato”. Queste forme contrattuali funzionano, garantiscono qualche introito, aiutano a far ripartire l’Italia!!

    Non ci si può permettere di pensare che stiamo ancora vivendo nel benessere economico (costruito dai nostri padri o nonni e poi distrutto negli anni a seguire)….siamo in un periodo in cui bisogna ripartire da zero, ricostruire l’italia, accontentarci del minimo…come d’altronde hanno fatto i nostri nonni nel dopoguerra!!!

    La loro chimera è che pensano che siamo ancora una economia capace di dare un posto e uno stipendio fisso (magari di 1500/2000 euro)….invece la offerta di forza lavoro è così enorme, globale e alcuni sono anche disposti a fare quei lavori “degni” che invece “questi falsi difensori dei lavoratori” fanno apparire come perdite di tempo, indegne, immorali !!! Vogliono farci credere che opporsi sempre è un bene, che si ottengono i diritti….e invece…vedi Fiat che sposta tutto in America o altre piccole medie imprese trasferiscono in europa i loro stabilimenti !!!

    E poi cosa è più degno per loro?? Impegnare la propria giornata lavorando o umiliarsi chiedendo soldi ai propri genitori, rinunciando a una minima autonomia, deprimendosi nell’inutilità della giornata ??Immagino che i giovani siano capaci di ragionare, di valutare, di impegnarsi, di programmare il futuro, di non essere avidi, opportunisti, menefreghisti (come le generazioni precedenti). Se una persona pensa che un contratto da 10 giorni rinnovabile sia indegno o non soddisfa le proprie aspettative…è capace anche di rispondere “no grazie non accetto”!!!

    Se poi il centro commerciale si stabilizzerà e avrà successo, allora immagino che la forza lavoro, diventata indispensabile, avrà la sua giusta ricompensa con contratti più stabili,migliorativi e che ripagheranno l’impegno e il sacrificio dei giovani a far ripartire l’Italia stretta nella morsa dello spreco, dei privilegi, dell’opportunismo!!

  4. I nostri giovani ridotti a pietire un posto di lavoro di qualche settimana o di qualche giorno.
    Assistere a questa vergognosa condizione è veramente scandaloso. Capisco che il Centro commerciale deve avviarsi, ma arrivare ad assunzioni di un’ora è troppo.
    Sono andati bene, come sempre, quelli che sono stati raccomandati e lavorano nello staff di gestione di Le Bolle. E naturalmente ci sono arrivati perché hanno superato il colloquio. BRAVI

  5. COME VOLEVASI DIMOSTRARE A QUEL CHE HO POSTATO UN MESE FA!
    Poche decine di posti di lavoro precari, quasi tutti ventenni o giù di li
    con contratti a tempo determinato e spesso part time non possano certo rappresentare un’opportunità, soprattutto se si contano i posti di
    lavoro persi a causa della chiusura di centinaia di piccole e medie attività ogni anno, incapaci di reggere la concorrenza Non bisogna dimenticare che i problemi esistono anche per chi sta dietro alle luci del MEGASTORE: oltre a generare consumismo e a IMPOVERIRE i territori, questo è un dato acclarato,
    le grandi catene di distribuzione, sin dalla loro comparsa, hanno sperimentato nuove forme di “LAVORO” nei confronti dei propri dipendenti.ogni due posti di lavoro che crea se ne perdono tre.Figlie del capitalismo made USA, utilizzano strategie psicologiche per, ca va sans dire COINVOLGERE il lavoratore, che viene spinto,secondo una metodologia ormai consueta aconsiderare l’azienda come una “famiglia”.
    Le condizioni di lavoro sono dure,con orari prolungati,anche nei giorni normalmente festivi,per esempio:prendiamo il lavoratore tipo della GDO
    il cassiere,per lui può essere problematico addirittura espletare le fisiologiche attività.La flessibilità è un elemento,parola pericolosa nel giuslavorismo odierno, imprescindibile: straordinari, festivi obbligatori, orari che mutano ogni giorno, ferie non concordate sono la normalità.l personale, molte volte di giovane età e senza qualifiche, viene assunto con contratti atipici e a tempo determinato, e le buste paga sono basse.in questo momento in Italia i grandi magazzini sono i luoghi di lavoro in cui la precarietà è maggiore.A questo si aggiunge tutta una serie di meccanismi disciplinari che rendono problematica lai tutela del lavoratore, per intenderci quella attuata da un sindacato. Le grandi catene di distribuzione sono infatti ambienti lavorativi “blindati”, in cui i lavoratori
    vivono in tensione, impermeabili per paura alle forme tradizionali di organizzazione sindacale.
    Da tutti questi elementi è facile capire che i (pochi) posti di lavoro che crea l’insediamento di un centro commerciale non sono, ma sarebbe stato logico invece ritengo, per la propria natura in grado di soddisfare le esigenze di stabilità di un individuo o, meno che mai, di una famiglia. Stiamo assistendo in questi anni alla nascita nella nostre città di numerosi ipermercati, centri commerciali, grandi magazzini: altri ancora saranno presto edificati
    Tutti questi posti nati per spendere soldi sorgono accanto a quartieri sempre maggiormente isolati,centri città svuotati della linfa commerciale pieni di fabbriche che chiudono, attività che falliscono, giovani disoccupati, sfratti per morosità, precariato e famiglie indebitate fino al
    collo,presto saremo al completo nella gamma della cattedrali del consumo. Ci piacerebbe sapere da chi governa,quali e quante,diciamo cosi”strategie di
    sviluppo” stanno dietro a queste scelte. La nostra città sta attraversando un momento estremamente difficile,una profonda crisi economica,e non ci sono all’orizzonte ipotesi di riconversione CREDIBILI,: disoccupazione, carovita, emergenza abitativa,SONO QUELLE MAGGIORMENTE COGENTI.Questa situazione-tipo è esattamente ciò che cercano le grandi catene di distribuzione.

  6. I Centri Commerciali sono la morte delle Città. Ma adesso incomincia la controtendenza. Meriterebbero un fallimento anticipato soprattutto se hanno illuso centinaia di giovani.

  7. @ fabbrica di Nichi- Admin ( ma chi e’ stu Nichi un’altro Bertinotti) cari piccoli fabbrichini di nichi , ma di che cosa vi lamentate , questi lavoratori si sono rivolti ad un’altra chiesa x lavorare non alla vostra. (vu foss piaciut e’) x admin non usare comunisti alla pari di quel silvio ,che spero non ricompaia ci sono persone che come me ci credono ancora

  8. Volevo solo aggiungere un particolare
    IO SONO STATA Lì DENTRO DA CLIENTE MA ANCHE DA LAVORATRICE (non lavoro lì ma altrove) e ho trovato GRANDE APPROSSIMAZIONE PROPRIO NELLA FORMAZIONE DELLA FORZA LAVORO, commesse che sembrano imbambolate già alle 9 di mattina e che non sanno neanche che cosa significa essere di aiuto alla clientela…..e parlo di svariati negozi e non di uno solo……
    POI A PROPOSITO DEI CONTRATTI BREVI….. direi che prima di prendere una lumaca raccomandata (SI SIGNORI MIEI RACCOMANDATA PERCHE’ LO SAPETE TUTTI CHE è QUELLO CHE è SUCCESSO Lì DENTRO!!) a lavorare a tempo inderminato, le faccio un contratto di prova per vedere come lavora e che impegno ci mette!
    Fuori polemica: una commessa ti manda un negozio alle stello o te lo affossa! quindi se io investo soldi non lo faccio per la gloria occupazionale e per ideali di assistenzialismo malcelato! checchè ne pensino quelli che chiamate “comunisti”.
    Io penso che in Italia il concetto di lavoro debba tornare ad avere un senso….LAVORO SIGNIFICA FATICA, IMPEGNO, DEDIZIONE. OGGI AHIME’ IL 90%DEI RAGAZZI NON VUOLE LAVORARE IN QUESTO SENSO MA VUOLE IL SUPER STIPENDIO CON LE MINI ORE, LA PAUSA PRANZO, CAFFè AMMAZZACAFFè, SIGARETTA E CHIACCHIERATA CON GLI AMICI….SU ANDIAMO!! APRITE GLI OCCHI e fate un pò di autocritica!
    e poi chiudo dicendo di non scandalizzarvi tanto e solo ora per gli stipendi finti….
    qui al sud e non solo a Eboli si firmano da sempre buste paga con delle cifre non corrispondenti a quanto in realtà si percepisce…..SU NON FATE LE MAMMOLE ORA!!!
    LE BOLLE SCOPPIANO PERCHE’ è NELLA LORO NATURA
    MAI NOME FU PIù NEFASTO…..ma chi l’ha scelto????

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