Nuovo PSI: No al Bar nel Museo di Eboli

Al Museo Archeologico di  EBOLI bisogna promuovere ciò che la storia ci ha donato, non aprire Bar.

POLITICAdeMENTE: Più fondi alla Cultura. Comuni, Provincia, Regione e Governo comprendano che il nostro patrimonio artistico, architettonico e monumentale, vale dieci, cento, mille volte i Bund Tedeschi. Bene anche il Bar, ma mai a pensare che risolvi un problema culturale.

Museo Eboli

EBOLI – Riceviamo e volentieri pubblichiamo integralmente, la nota che segue, dei Consiglieri comunali del gruppo Nuovo PSI di, Eboli Massimo Cariello, Santo Venerando Fido, Ennio Ginetti, i quali non condividono l’iniziativa di aprire un punto ristoro all’interno del Museo Archeologico Nazionale, ritenendo che il museo e le varie testimonianze artistiche, architettoniche, monumentali presenti in Città, hanno bisogno di ben altri interventi piuttosto che l’apertura di un Bar all’interno del Museo.

Il Nuovo PSI, oltre a bocciare senza appello l’iniziativa di aprire un Bar nel Museo, pone l’accento anche sul fatto che l’Amministrazione non ha un assessore che abbia una delega specifica alla Cultura, ritenendo invece che ve ne sia più che bisogno.

Per fare cultura non è necessario vi sia un Assessore, semmai è necessario vi sia una politica che favorisca la cultura. Il problema del Patrimonio artistico, architettonico e monumentale e della sua valorizzazione in Italia è la questione della questioni che ci sollecita un interrogativo: E’ mai possibile che un Paese come l’Italia che ha il 75% del patrimonio mondiale artistico, architettonico e monumentale, debba soffrire una mancanza totale di sensibilità e non riesce a trarne benefici se non marginali di questa immensa ricchezza?

Da qualche anno vi è stata una inversione di tendenza per cercare di avvicinare oltre che i turisti stranieri che già sono attratti dalle nostre belezze, ma soprattutto gli italiani e così oggi è possibile visitare virtualmente” i Musei e manco a farlo a posta tra le varie iniziative che si pensa vi è anche quella di rendere più “vivi” i nostri luoghi d’arte, introducendo bar e ristoranti, ma anche favorire spettacoli e concerti.

Basta pensare al modello inglese, e indicare un luogo d’arte per tutti: La Cattedrale di Saint Poul a Londra a due passi dal Museo che ospita le opere del nostro Raffaello. Ebbene in quella cattedrale, nei sotterranei, c’è un bar, un ristorante e mentre si fa lo spuntino c’è anche un’orchestra che allieta i visitatori che si intrattengono.

Uno dei nostri tanti problemi è anche un altro: quello che ogni Città, piccola, media o grande che sia, ha un suo Museo, nel raggio di poche decine di chilometri si contano una decina di Musei, e questa condizione, rende più difficile anche una eventuale visita di massa, poichè a differenza dei grandi Musei, dove è possibile visitare le sezioni, per civiltà, periodi storici, correnti d’arte e quant’altro, che può soddisfare il visitatore, che bene accompagnato può memorizzare le sequenze storiche in essi riportati, deve per contro visitare frammenti di testimonianze di civiltà difficili poi da inquadrare in un contesto più ampio. Tutti questi musei non sono visitati come invece meriterebbero per le testimonianze che conservano e sia quello di Eboli che gli altri devono fare i salti mortali per attirare i visitatori.

Di quì un altro problema che non è affatto l’ultimo: quello di destinare più fondi alla Cultura. Il Comune, la Provincia, la Regione, il Governo devono comprendere che il nostro patrimonio artistico, architettonico e monumentale, vale dieci, cento, mille volte i Bund Tedeschi. Quindi vada anche il Bar, ma mai a pensare che un Bar risolvi un problema culturale.

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Massimo Cariello

EBOLI – Apprendiamo con stupore da quotidiani locali che il Comune di Eboli vorrebbe aprire un Bar in una sala del Museo Archeologico Nazionale, ci chiediamo se è mai possibile che invece di pensare a come promuovere e rilanciare quella struttura, affiancandola come una amministrazione attenta dovrebbe fare, il Sindaco e la Giunta capitanata dal PD, pensano a ridurre gli spazi.

Crediamo, che bisognerebbe sostenere il Museo e la struttura nelle tante iniziative che vi si svolgono, ampliandole con proprie proposte: in questi mesi tante sono state le iniziative organizzate dal Museo e da associazioni ebolitane volte a promuovere quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello di questa città, insieme al Castello Colonna, alle tante chiese nel centro storico, al Complesso di San Pietro alli Marmi e al complesso  di Sant’Antonio, solo per citarne alcuni.

Questa amministrazione, non solo non ha un Assessore alla Cultura (fatto di per sè già gravissimo, in una città di storia millenaria come la nostra), non solo non riesce ad avere una visione di rilancio turistico di questo immenso patrimonio ma fa di tutto per impedire che ad Eboli si faccia cultura, per fortuna ci sono ancora associazioni ebolitane che gratutitamente promuovono la nostra storia.

Infine è bene ricordare che non servono grandi risorse economiche, basta la volontà di promuovere ciò che la storia ci ha donato”.

Eboli, 6 maggio 2012

4 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Se volete promuore la struttura in questione, togliete il MARCIO che abbonda ovunque e che è sotto gli occhi di tutti!!!!

  2. certo siamo alle comiche……sono il presidente dell’associazione che cura il sito archeologico delle fornaci romane avevo chiesto di illuminare il sito archeologico per far si che si potesse organizzare qualche manifestazione nel periodo estivo visto l’interesse che hanno mostrato i cittadini che hanno visitato il sito .ebbene nemmeno mi hanno risposto si vede che stavano lavorando per aprire il bar…..noi continueremo a promuovere il sito anche contro la sordita’ dell’amministrazione .

  3. Gentile Setaro,
    il comune è sordo, ma il “museo” è pur sempre cieco oltre che muto…

  4. perche no,gustare un caffe o una sfogliata tra antichi reperti,sarebbe sicuramente piu piacevolela visita,nel resto del mondo sarebbe strano non avere un punto di ristoro ealtro ancora servirebbe anche afar quadrare i conti,CHE TRISTEZZA CHE CE DELLA GENTE ANCHE COLTA CHE SI OPPONE AL LENTO PROGRESSO DELL ITALIA.

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