L’Associazione culturale “Eboli Nuova” si organizza

Eboli Nuova si da i suo assetto organizzativo: Pindozzi è il Presidente, Lemba é la sua vice, Bruno é il segretario, Lioi e Paraggio Consiglieri e Dangella Tesoriere.

Le prime iniziative di “Eboli Nuova”: Il 10 giugno a Roma per la mostra documentaria “Lux in arcana” ai Musei Capitolini; Il 21 giugno a Eboli, Scuola Media Romano, dibattito sul documentario “Il fallimento del sud”, del regista D’Ambrosio sulla “questione agraria”.

Vito Pindozzi

EBOLI – L’associazione di cittadinanza attiva, “eboli nuova”, dopo la fase costituente e l’avvio delle prime proposte culturali, consolida il suo assetto organizzativo e mette in cantiere nuove iniziative. Mentre si allarga la base partecipativa con nuove adesioni, i soci fondatori hanno creato un Consiglio Direttivo con funzioni di coordinamento delle attività, di rappresentanza nelle manifestazioni esterne ed esecuzione delle norme statutarie. Intanto, per dare concreta e visibile attuazione al principio della rappresentanza di genere, che in tanti altri luoghi che “contano” viene solo formalmente blandito, dell’organismo direttivo fanno parte due donne su cinque membri, e non solo con ruolo di bandiera.

Eboli-Nuova-Soci-Annamaria Lemba

Difatti l’organismo direttivo è così costituito: Vito Pindozzi Presidente, Annamaria Lemba Vice Presidente, Luciano Bruno Segretario, Roberta Paraggio Consigliere, Antonio Lioi consigliere. Infine, per dare massima trasparenza a tutte le operazioni dell’associazione, si è deciso anche di nominare il socio Pietro Dangella con funzione di tesoriere e controllo delle operazioni contabili.

Superata brillantemente la fase iniziale di “rodaggio”, siamo ora pronti ad ampliare la nostra sfera delle iniziative, non solo continuando a fornire “servizi culturali”, come stiamo già egregiamente facendo, ma anche dando opportunità di riflessione, di confronto e di partecipazione alle scelte che riguardano gli interventi sul territorio. In quest’ottica, nel mese di giugno sono previste due iniziative pubbliche e una serie d’incontri tematici interni sulle questioni dello sviluppo e la gestione delle risorse.

Il dieci giugno a Roma e il ventisei a Eboli si svolgeranno due iniziative caratterizzanti dell’associazione “eboli nuova”. La prima riguarda una visita guidata per visionare l’eccezionale mostra documentaria “Lux in arcana” (Musei Capitolini-Roma) e cogliere alcuni aspetti dei trascorsi storico-artistici della nostra capitale, che tutto il mondo ammira. Per chi ha avuto già opportunità di partecipare alle nostre iniziative, sa che non organizziamo “gite domenicali” giusto per offrire una giornata di svago (per questo ci sono apposite agenzie), ma momenti di arricchimento culturale, occasioni per ampliare orizzonti, approfondire conoscenze e, non ultimo, sviluppare sistemi relazionali e scambi di esperienze.

Eboli nuova Soci-De Lisio-Lioi-Bruno-Marsilia-Pietropinto

Insomma dare un contributo alla crescita culturale, umana e civile della nostra comunità, che rischia di inaridirsi e chiudersi sempre più entro schemi individualistici, smarrendo del tutto il già labile senso di comunità.  Il giorno 26 giugno, invece nell’aula magna dell’istituto comprensivo “G. Romano” si terrà un pubblico dibattito partendo dallo spunto offerto dal documentario del regista Andrea D’Ambrosio sulla “questione agraria” nel nostro territorio, che tanta importanza ha avuto e continua ad avere nell’assetto economico e sociale delle nostre zone. Alla proiezione del documentario di Andrea D’Ambrosio, dal titolo indicativo “Il fallimento del sud, seguiranno le riflessioni dell’autore e dello studioso Giuseppe Fresolone-socio fondatore di eboli nuova – che forniranno lo spunto di un dibattito che sarà condotto dal giornalista Antonio Manzo.

Analoga iniziativa è in allestimento prendendo spunto da un saggio di Vittorio Salemme, “I confinati politici in provincia di Salerno dopo la liberazione”, che ci offrirà l’opportunità di discutere sulla formazione delle classi dirigenti in provincia di Salerno e sulla selezione delle rappresentanze elettive. Stiamo ragionando sull’adesione alForum nazionale Salviamo il Paesaggio, Difendiamo il territorio che sta raccogliendo amplissimi consensi da numerosissimi organismi culturali nazionali. Anche a livello locale il primo embrione di comitato sta sviluppando le prime iniziative, per invitare a una riflessione su questioni cruciali per la nostra economia e per una migliore qualità della vita.

Con queste iniziative, “eboli nuova” si propone di offrire alla città occasioni di arricchimento culturale, di riflessione critica sui temi essenziali dello sviluppo e attivare tutti i canali che garantiscano sempre maggiori livelli di partecipazione e di trasparenza nella gestione degli enti pubblici, a livello locale e nazionale. Oggi, come sempre, la democrazia diventa una parola vuota quando non crea le condizioni per una “vera” partecipazione dal basso, che non è certamente il consenso manipolato e condizionato con cui si esprime in gran parte oggi, ma libera e consapevole scelta maturata attraverso la conoscenza dei temi e il confronto delle opinioni. Questa è la nostra missione: costruire le condizioni per il pieno esercizio del diritto di cittadinanza.

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Eboli, 13 Giugno 2012

9 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. La visita della mostra documentale è stata un’emozione senza precedenti. Le firme in calce ai documenti mi hanno fatto rabbrividire. Copernico, Maria Antonietta, la principessa Sissi, Mussolini, Abramo Lincoln, Lutero, … Un’emozione senza pari. Ne leggerete un resoconto nel prossimo numero de il Saggio.
    Chi ha detto che con la cultura non si mangia? Che idioti!!!
    Armando Voza

  2. C’e’ tempo per leggere i documenti antichi. Dedichiamo un po’ più di tempo a riflettere sul fatto che in pochi mesi si stanno mangiando tutto quello che si è conquistato col sangue e il sacrificio di intere generazioni a partire da quelle dei partigiani antifascisti. Se non riusciamo a percepire quello che ci sta succedendo quei manoscritti che avete ammirato finiranno all’asta per foraggiare gli insaziabili poteri economici mondiali forti che oggi governano Italia e Grecia.
    E ci finiranno molto presto, entro il 2013, popolo italiano permettendo. Ma prima toccherà anche alle pensioni. Le regole della finanza non guardano in faccia a nessuno e tantomeno ai diritti cosiddetti acquisiti.Chissà forse allora si sveglieranno anche gli ex attivisti politici che oggi non sono nemmeno in grado di distinguere che in materia di democrazia e diritti civili stiamo messi peggio degli africani e il peggio deve ancora venire (se dipendesse da loro!).

  3. Non è venuto il momento di cambiare xxxxxxxxxxx?

  4. L’esposizione di tanti documenti ORIGINALI conservati nell’archivio “segreto” del Vaticano,nella mostra LUX IN ARCANA, nella prestigiosa lacation dei Musei Capitolini è un avvenimento di importanza mondiale ( è aperta fino a Settembre).
    Purtroppo la visita necessitava di un tempo maggiore, ma certamente anche in circa due ore, abbiamo avuto la possibilità di renderci conto della sua importanza. Vorrei approfittare per ringraziare l’arch.Marsilia, che con grande dovizia di particolari ci ha descritto l’evoluzione storica architettonica della piazza del Campidoglio e dei suoi TRE palazzi nonchè dell’area archeologica dei Mercati Traianei con la famosa e bellissima colonna di Traiano. Insomma è stata una bella giornata, non meno importante della visita al “sacro miglio” di Napoli e dei Misteri di Campagna.E’ difficile organizzare momenti culturali, ma con Eboli Nuova, continueremo su questa strada e…..si accettano suggerimenti per altre località interessanti.

  5. Condivido la riflessione di compaesano(ma chi diavolo sei?).Fra poco ,forse,metteranno all’asta anche il Colosseo!
    Lo spread è alle stelle;viviamo la recessione più pesante d’Europa;in Italia abbiamo un sistema politico impazzito. Dopo 6 mesi di governo tecnico Monti la crisi italiana torna ad avvitarsi su se stessa!
    Il collega greco di Napolitano,Karolos Papoulias 82 anni ex partigiano,dopo aver provato invano a scongiurare la catastrofe seguendo l’esempio italiano del governo tecnico,ha dovuto indire nuove elezioni.
    Ora anche da noi la tempesta finanziaria è ripresa ad infuriare ed il peggio deve ancora venire.
    Sarà stato anche bello vedere tutte quelle carte antiche nella mostra LUX IN ARCANA, ma, amici di EBOLI NUOVA, prepariamoci ad azioni più incisive nel campo sociale,civile nonchè squisitamente politico.
    Già l’iniziativa del 26 p.v. appare più appropriata.

  6. Caro Vincenzo e caro “compaesano” (mi permetto la amicale affettuosità perché mi sembra una persona garbata), noi, in questo bailamme, per non perdere la bussola siamo andati a trovare il nostro amico Galileo che, in temperie molto più difficili delle nostre si dovette piegare a logiche integraliste che oggi fanno il paio con il neo oscurantismo del terrorismo economico. E smettiamola una volta e per sempre di vedere il mondo solo attraverso il listino delle borse e l’altalena dello spread!! Siamo tutti vittime inconsapevoli di un sistema consumistico, che, guarda una po’, rischia di riportarci alle nostra situazione reale! Abbiamo dilapidato risorse e adottati modelli culturali e produttivi avulsi dal nostro contesto. Abbiamo perso e obliterato, ritenendole arcaiche e superate, sapienze ed abilità che hanno prodotto capolavori assoluti che oggi tutto il mondo c’invidia. Eravamo non a caso il centro del mondo. Se oggi non riscopriamo il senso della nostra unicità, non avremo futuro. Altro che libri vecchi! Lì c’è racchiuso il senso vero dell’esistenza umana! Abbeverarsi a quella fonte non è tempo perso, ma l’unico vero modo per trovare le coordinate per uscire “veramente” dalla crisi! Non c’è futuro per il nostro paese se non s’investe in cultura, pure Monti l’ha capito. Mi dispiace che proprio uno che si appresta a interpretare il ruolo di Amleto, ancora si attardi in discorsi pseudo modernistici ormai, quelli sì, davvero fuori tempo e fuori luogo. Con l’affetto e la stima di sempre. Vito Pindozzi.

  7. Sono garbato, caro Vito Pindozzi, ma mi scuso in anticipo per la franchezza. In questo “baillamme” i manoscritti ed i libri antichi o vecchi, come preferisci definirli, servono a poco così come sono serviti a poco anni di studio e di impegno politico al servizio delle fasce sociali più deboli e indifese se non si capisce che Galileo è vissuto in un’epoca che non ha nessuna attinenza con la nostra e quindi non può esserti di aiuto per ritrovare la bussola troppo facilmente smarrita. A quell’epoca Galileo per poter studiare e regalarci quel bagaglio di conoscenze ed il suo metodo scientifico, fondamentale per l’evoluzione della scienza e del pensiero umano era costretto,come tutti, a dedicare il frutto dei propri studi e ricerche ai vari Signori e padroni del tempo.Galileo non ha mai conosciuto la libertà,se non quella di pensiero e per questo,come ben sai, ha rischiato di essere torturato e ucciso….cose impensabili per noi,inconsapevoli e fortunati viventi dei giorni nostri.Parole come eguaglianza,democrazia ,giustizia per lui ed i suoi contemporanei erano semplicemente inimmaginabili. Se potesse, ti direbbe che chi ha la fortuna di averle avuto in dote non potrebbe mai più farne a meno e che la bussola smarrita non la troverai nè nei suoi libri,nè in quelli di Copernico o Lutero. La bussola, caro prof. Pindozzi,lo dico con sincera stima (fosse solo per il “coraggio” dimostrato per avere accettato un libero confronto di idee senza stupide prevenzioni di sorta) la ritroveremo solo ritraendo la testa fuori dalla sabbia ,aprendo finalmente gli occhi e prendendo piena coscienza di quello che sta succedendo intorno a noi ora,in questo preciso momento storico, cruciale per il futuro dell’Italia e di chi verrà dopo di noi.Questo è il momento per prendere posizioni importanti. Il momento di dimostrare che lo studio e l’esperienza politica passata servano, se non da faro, almeno a leggere e a interpretare correttamente la realtà e la piega nefasta che sta prendendo in questo paese. Una nazione non è una SpA i cui proventi, frutto del sacrificio, del lavoro e dell’ingegno di milioni di individui devono finire nelle tasche di poche centinaia di persone prone e funzionali agli interessi di banche e finanzieri internazionali che hanno deciso di saccheggiare e speculare su uno dei paesi più ricchi del mondo spogliandolo anche dei diritti più elementari e delle sue risorse naturali(Ad esempio l’acqua. Ce la vogliono strappare come hanno fatto a suo tempo con gli arabi col petrolio e se fosse dipeso dai partiti, PD e PDL in testa,ci sarebbero già riusciti). Vedere un comunista(ancorchè ex) che ragiona in questi termini è davvero desolante,sentir parlare di Monti …un liquidator dei beni e delle conquiste sociali di questa nazione,un alieno della politica, come il nuovo faro è ancor più deprimente. Ma dopo Berlinguer i comunisti(oggi orgogliosamente ex),specialmente loro,non hanno mai perso la bussola,in vent’anni hanno seguito pedissequamente e da veri protagonisti l’involuzione della società italiana fino allo sfascio appoggiando leggi indecenti e antidemocratiche senza vergogna e alcun problema mella speranza di trarne vantaggi personali.
    Eboli,nel suo piccolo, non fa eccezione e sembra un vero miracolo che il solo Cicalese si accorga dell’evidenza sotto gli occhi di tutti e lanci disperate e inascoltate grida di allarme e di protesta invitandovi a uscire dal guscio e a vivere la realtà da comunisti veri che mi pare di aver sentito evocare recentemente anche da te in un momento di lucidità e rinascita passionale subito sopita. Per voialtri che Bersani discuta beatamente del futuro dell’Italia e del dopo Monti(cioè dopo che che ci avrà fatti a pezzi) con berlusconi e casini è perfettamente normale, come pure che Monti e la sua grigia equipe di tecnici benestanti e satolli governi l’Italia come si fa con una banca pensando solo a riscuotere tasse fino all’insostenibile, diminuendo,di pari passo, i servizi elementari essenziali alla vita sociale di un popolo anzi aumentandone a dismisura i costi fino a spingersi a pensare di “cedere quote crescenti di sovranità nazionale”(parole testuali sue) per toglierci anche la libertà di protesta.
    Il tutto al solo unico e “nobilissimo” fine di pagare gli interessi del debito pubblico e se ogni giorno qualcuno si suicida… chi se ne frega!!!
    E questo sarebbe il “tecnico” il padre della patria che la provvidenza (la politica ormai da 20 anni,dall’avvento dei comunisti della gioiosa macchina da guerra, non ci manda più nessuno) ci ha mandato dopo berlusconi e che ci dovrebbe traghettare verso un futuro migliore.
    Se cotanta cultura serve solo per trovare una ragione a questo stato di cose iniquo e inaccettabile per qualsiasi popolo degno di questo nome allora continuate su questa strada,cercate pure giustificazioni consolatorie in vite vissute nel medioevo o al tempo dei romani. A difendere gli immeritati tesori che vi hanno lasciato i padri, tesori veri e preziosi che nulla hanno a che fare con le ferree regole del profitto fine a se stesso utile solo a ingozzare sempre di più le stesse persone, ci penseranno i figli, che non avranno la vostra cultura ma non sono di certo fessi e hanno i piedi ben piantati per terra e lo sguardo decisamente rivolto al futuro e poco inclini a rinuciare tanto facilmente a quei tesori di cui avete goduto e che ora confondete con capitali e interessi. Per quanto mi riguarda ho deciso da sempre e senza tentennamenti di comodo, di aiutarli a difendere le loro ragioni i loro diritti sacrosanti ed i tesori(quelli veri) di cui li vogliono privare.
    Senza se, senza ma e senza boh!

  8. Uno che ama visceralmente Shakespeare certamente è anche amante della cultura,di tutta la cultura in ogni sua forma ed espressione.
    Però,come ben saprai,gli antichi greci, ed in parte anche i romani, oltre ad essere grandi letterati,poeti,filosofi,ecc..erano sempre presenti nell’agone politico e sociale del proprio tempo e mai vivevano un loro mondo separato dalle vicende umane che si svolgevano sotto i propri occhi.
    Quanti di essi hanno pagato con la vita l’opposizione al potere costituito:basta citare Socrate che bevve tranquillamente la cicuta senza accettare l’aiuto degli amici pronti a farlo scappare di prigione durante il governo dei trenta tiranni ad Atene.
    Perciò non ci deve venire la puzzetta sotto il naso se oggi dobbiamo parlare di spread e di finanza e non dobbiamo considerare discorsi poco moderni,fuori tempo e fuori luogo quelli che andiamo facendo.
    Mi sai dire allora,qual’è la modernità e qual’è il futuro o il futurismo. forse non ti sei accorto che viviamo già nel post post moderno ed i problemi che incombono ci stanno già tirando per la giacca?
    La gente è stufa della politica e la parola partito è odiata e fuori moda!
    E’ vero. Da più tempo io lancio invano inascoltate grida di allarme e di proteste anche relativamente alla situazione ebolitana: Qua non si tratta di fare un ripasso del comunismo,anch’esso ormai sepolto dalla storia, ma di guardare in faccia alla realtà e di non avere paura di affrontare il mare aperto dell’incognita e dell’utopia ma,con i piedi ben piantati per terra,utilizzando sopratutto lo strumento della cultura e della conoscenza. Ci vuole coraggio e passione,tenacia e speranza ma sopratutto irriverenza contro questa classe dirigente nazionale e locale che sta svendendo il nostro grande paese.

  9. Molto bene, caro compaesano, io e il mio amico Vincenzo Cicalese condividiamo un comune percorso come soci fondatori di un’associazione che si propone di risvegliare le coscienze, non di intorpidirle e distrarle con inutili divagazioni. Ci sono in mezzo a noi accenti diversi, com’è normale che sia in una collettività plurale, ma abbiamo un unico obiettivo: concorrere alla creazione di una società libera, democratica e solidale, senza padrini, palesi o occulti che siano. Le dinamiche sociali e i meccanismi del potere, checché se ne dica, sono sempre uguali, in ogni luogo e in ogni tempo, cambiano solo i modi e gli strumenti di gestione. Noi partiamo da un dato elementare: nella società delle comunicazioni, senza conoscenze si rischia di rimanere vittima di chi detiene più strumenti d’informazione. E questa non è fantascienza ma è storia dell’oggi. Se poi il nostro percorso sia quello più giusto e se si debbano intraprendere da subito altre azioni, questo attiene al libero dibattito interno, che certamente non preclude altre iniziative, anzi le auspica, come si può anche evincere soltanto dai titoli delle prossime iniziative: “Il fallimento del sud in un documentario di Andrea D’Ambrosio”, partecipazione alle iniziative del forum nazionale “Salviamo il paesaggio, difendiamo il territorio”, richiesta di rendiconto dell’Amministrazione Comunale di Eboli sulla “rimozione del pericolo amianto” inoltrata formalmente agli inizi del mese e la preparazione di un dibattito a settembre sulla “formazione delle classi dirigenti sul nostro territorio”, che prende spunto da un recente saggio di Vittorio Salemme. Non siamo chiusi a nessun contributo e certamente ci farebbe piacere avere un franco scambio d’idee con i tanti “compaesani” che esprimono pensieri positivi, ma che oggi sono solo un’indefinibile “coscienza critica collettiva”.

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