Battipaglia: “SI” all’Impianto di Compostaggio da Cecilia Francese

Cecilia Francese (Etica per il Buongoverno): “Sì all’impianto di compostaggio nella Piana del Sele per ridurre la tassa sui rifiuti”.

Conferire l’umido a pochi chilometri da Battipaglia riduce il costo del trasporto dei rifiuti e rende possibile ridurre la tassa, il trattamento dei rifiuti a “km zero”, ha ricadute positive sull’ambiente, costituisce uno sprone a differenziare i rifiuti e riduce l’inquinamento atmosferico.

Cecilia Francese

Cecilia Francese

da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – «In una nota apparsa sulla stampa nei giorni scorsi, – si legge nel comunicato stampa di Cecilia Francese Leader del Movimento Politico Etica per il Buongovernola Commissaria del Comune di Eboli Vincenza Filippi, ha denunciato che, pur essendo partito, dopo anni, l’impianto di compostaggio realizzato in agro di Eboli, destinato a trattare la frazione umida della raccolta differenziata dei rifiuti di una vasta area, ancora nessun Comune ha chiuso la convenzione per il conferimento.

Quella nota suscita interesse e preoccupazione: Interesse, perché la realizzazione di quell’impianto si colloca nella giusta direzione del potenziamento della raccolta differenziata che fino ad oggi, nella Regione Campania, ha conosciuto politiche schizofreniche; preoccupazione, perché nessun comune ha colto la validità della proposta e si rischia di sprecare un’ennesima occasione di amministrare bene.

Vincenza Filippi

Vincenza Filippi

Nella nostra regione, – prosegue Cecilia Francese – i Comuni (salvo poche straordinarie eccezioni come Teora), sono da sempre costretti, per smaltire l’umido, a recarsi fuori Regione con costi di trasporto elevatissimi che, ovviamente, poi vengono scaricati sui cittadini (ricordiamo che i costi del servizio di raccolta dei rifiuti devono essere, per legge, interamente coperti dalla relativa tassa, che si chiami TARSU, o TARES o TARI il concetto non cambia: quanto spende il comune per la raccolta rifiuti tanto deve essere recuperato dal prelievo dalle tasche dei cittadini).

In un momento in cui le tasse locali sono al livello massimo (e ci resteranno per 10 anni per via del doloroso piano di riequilibrio pluriennale cui ci hanno condotto  i “miracoli” finanziari  di Santomauro) occorre ridurre il prelievo dai cittadini e perciò bisogna ridurre i costi, attraverso la razionalizzazione del servizio e l’eliminazione degli sprechi.

Conferire l’umido a pochi chilometri da Battipaglia – sottolinea la leader di Etica per il Buongoverno – riduce il costo del trasporto dei rifiuti e questo rende possibile ridurre la relativa tassa e dare un po’ di respiro ai cittadini, anche per avviare una ripresa economica della Città. Inoltre ha ricadute positive anche sull’ambiente, perché costituisce un ulteriore sprone a differenziare i rifiuti e riduce l’inquinamento atmosferico con il trattamento dei rifiuti akm zero”. Altre alchimie non hanno senso né sarebbero legali, come la ventilata idea di utilizzare i risparmi nella gestione dei rifiuti per finanziare altri servizi: i cittadini potrebbero ricorrere ed ottenere, a ragione, il rimborso.

Picone-Ferrara-Iorio

Picone-Ferrara-Iorio

Chiediamo, pertanto, – aggiunge la Francese che si rivolge a chi guida in questo momento le sorti amministrative e politiche di Battipaglia perché prenda una immediata decisione in merito – alla Commissione Straordinaria di Battipaglia, di valutare attentamente l’opportunità di conferire l’umido presso l’impianto di compostaggio di Eboli. Al tempo stesso chiediamo alla Commissaria di Eboli di garantire la massima trasparenza nella gestione di quell’impianto. Siano chiari i costi, siano chiari i criteri di riparto fra i Comuni, sia chiara la competenza alla gestione e la ripartizione dei costi.

Chi dovrà gestire quell’impianto? – Si chiede ancora Cecilia Francese dopo che sono trascorsi i 365 giorni dell’avvio dell’Impianto perché vi siano reali garanzie in merito – Il Sistema Territoriale Operativo (STO), organismo previsto dalla legge regionale ma ancora non costituito? Ma quanto tempo ci vorrà per costituirlo, viste le resistenze politiche e le ambiguità legislative in merito?

Non sarebbe il caso, nel frattempo, – suggerisce e conclude il suo comunicato stampa la Francese – di avviare una gestione associata tra tutti i Comuni della Piana del Sele? Non sarebbe il caso che ognuno di questi Comuni si faccia protagonista della gestione di un impianto di  fondamentale importanza ambientale ed economica per tutti i centri di quell’area vasta che è la Piana del Sele? E noi oggi, sempre di più, abbiamo l’obbligo di ragionare in termini sovracomunali. Attendiamo risposte, e ci proponiamo di discutere di questa vicenda anche nei prossimi incontri con la Commissione».

Battipaglia, 14 aprile 2015

 

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