Cariello destina l’ex Ortopedia all’ISES e convoca un “Tavolo di crisi”

Incontro in Comune sul “Caso ISES”, tra Sindaco, soci lavoratori e sindacati: Si va verso un “Tavolo Istituzionale”.

Il Sindaco Cariello, condividendo le preoccupazioni degli operatori, delle famiglie e soprattutto dei pazienti del centro, allerta la Prefettura, destina l’immobile comunale “ex Ortopedia” e convoca un “Tavolo di crisi” per il recupero dell’accreditamento.

Ex Reparto Ortopedia-Eboli
Ex Reparto Ortopedia-Eboli

da (POLITICAdeMENTE) il Blog di Massimo Del Mese

EBOLI – E’ appena cominciata quella che POLITICAdeMENTE ha definito “L’era di Cariello” e ad una ad una le “tegole” delle rovine causate dall’Amministrazione Melchionda cadono addosso al neo-Sindaco Cariello e la sua Amministrazione. Rovine, sebbene annunciate negli anni, che comunque non appartengono a questa amministrazione ma che comunque ha ereditato alla grande e che sono quella “eredità” che non si accetta nemmeno con riserva. Un “patrimonio” che nemmeno il Partito Democratico e le opposizioni di centrosinistra, eredi naturali dell’ex Sindaco Martino Melchionda, vogliono accettare, ritenendo sia ingombrante e addirittura dannoso riconoscerne l’eredità.

Disavanzi di Bilancio milionari, Multiservizi, Eboli Patrimonio, contenziosi vari ed “eventuali” come il Caso Aracne, Crisi Sanitaria e pericolo di chiusura dell’Ospede, il Caso ISES: questa sembra essere la declinazione del più grande fallimento politico che ha attraversato la Città di Eboli. Una declinazione che porta solo un nome e che appunto riceve la più grande delle umiliazioni: quella di essere sconfessati da tutti.

Massimo Cariello-Sindaco di Eboli
Massimo Cariello-Sindaco di Eboli

Ma dalle rovine si può anche pensare di costruire qualcosa di nuovo. La storia ce lo insegna con tutte le sue sovrapposizioni e tutte le testimonianze, che ancora oggi arricchiscono il nostro Paese e ne fanno la culla della conservazione del 75% del patrimonio mondiale architettonico, artistico, monumentale e paesaggistico. Bellezze che ancora sono a testimonianza che non c’é potuto Attila e non c’è potuta nessuna dominazione per cancellare quella “EREDITÀ” comunque continuamente depredata, figuriamoci se un “Attila moderno“, sebbene ci abbia lasciato macerie in ogni campo può mai pensare che il suo intervento demolitorio sia assoluto e perenne piuttosto che di lezione e di monito per le future generazioni che ricorderanno “quell’Attila” e ne riserveranno solo disprezzo.

Ma la vita continua e gli impegni anche continuano. E prescindendo dalla storia del Centro ISES e di quello che ha rappresentato nel tempo, esempio inconfutabile di “carrozzone” politico “plurale”, dove si è praticato mala gestione, clientelismo e familismo lavorativo, oggi ci troviamo a doverlo difendere, sicuri di compiere un’impresa difficile ma possibilissima, difendendo innanzitutto i pazienti, ma difendendo anche quei posti di lavoro clientelari e una struttura che comunque eroga servizi e produce un indotto economico non indifferente, dilapidato negli anni senza nemmeno aver apportato delle migliorie e senza aver realizzato una propria struttura, come invece è avvenuto per l’altro centro di riabilitazione ebolitano, la Cooperativa Elaion, divenuto vero e proprio fiore all’occhiello della Città per i servizi che dispensa e per le strutture ultra moderne che ha realizzato.

Ed è sulle basi di queste motivazioni che la difesa dell’ISES assume un altro significato quello che in questo momento deve muovere chi ha la responsabilità della gestione della cosa pubblica, indipendentemente dal ruolo che in questo momento riveste, dando il massimo dell’impegno e portando a termine una “missione” che serva di monito per le generazioni future perché comprendano che le strade delle clientele portano sempre alla rovina e che praticandole si può incorrere negli incontri di quegli “Attila” antichi e moderni che vivono di questo e di questo si cibano lasciando macerie e deserto politico.

ISES
ISES

E proprio sul “Caso Ises” che ci è pervenuto dall’Ufficio stampa del Comune di Eboli che ci informa degli ultimi eventi che lo riguardano. «In attesa che si apra un ampio tavolo istituzionale in Prefettura, – si legge nella nota politica – al quale possano sedere i sindacati dei lavoratori, il Comune di Eboli e l’Asl, la vertenza ISES trova un’ipotesi di soluzione. I soci-lavoratori, ed i sindacati hanno chiesto espressamente al sindaco di Eboli, di condividere il loro percorso e, soprattutto, hanno chiesto la disponibilità di locali comunali da poter adibire alle finalità di delocalizzazione dell’ISES.

Il sindaco Massimo Cariello, preoccupato che persone affette da disabilità possano subire l’interruzione del servizio e preoccupato per il futuro dei lavoratori, si è dichiarato disponibile a farsi parte attiva nel tavolo di crisi per individuare una soluzione al problema ed ha immediatamente messo a disposizione una struttura comunale conosciuta come “ex ortopedia”, nel rione Pescara, affinché l’ISES possa in tempi rapidi realizzare la delocalizzazione ed operare l’assistenza.

Il sindaco Cariello – aggiunge la nota – ha sottolineato che in ogni caso occorrerà una verifica circa i minimi adeguamenti da realizzare e le eventuali deliberazioni in ordine alla destinazione d’uso, rendendosi comunque disponibile a porre in essere, nel rispetto della normativa vigente, ogni atto ed opera utile perché la struttura possa essere utilizzata.

Il primo cittadino di Eboli – si prosegue – ha anche precisato che l’utilizzazione della struttura comunale rimane subordinata e collegata al mantenimento dell’accreditamento, il provvedimento che consentirebbe alla cooperativa ISES di proseguire nell’attività; proprio per questo ha anche richiesto ai vertici della cooperativa una relazione sullo stato attuale degli accreditamenti. Sindacati, lavoratori ed amministratori dell’ISES hanno espresso pieno gradimento per la proposta formulata loro dal sindaco di Eboli, attraverso la quale si punta alla salvaguardia sia dell’assistenza, sia dei livelli occupazionali.

«Stiamo tentando, insieme con sindacati e lavoratori, di trovare una soluzione possibile – ha spiegato il sindaco, Massimo Cariello -. Da parte mia ancora una volta c’è stata condivisione massima per le preoccupazioni degli operatori e delle famiglie dei pazienti del centro, a cui, rispettivamente, dobbiamo garantire, ognuno per la loro parte, lavoro ed assistenza. Le recenti decisioni in tribunale non lasciano margine di intervento: la struttura di via Pendino va chiusa. Abbiamo garantito un’alternativa possibile, pur tra mille difficoltà e percorsi burocratici da portare avanti, ma è chiaro che tutto rimane subordinato al recupero dell’accreditamento che deve accompagnare necessariamente la delocalizzazione dell’Ises. L’Amministrazione comunale rimane al fianco dei lavoratori e degli assistiti, nel rispetto delle leggi e nella salvaguardia dei diritti».

Intanto il 6 agosto 2015 il Presidente del Consiglio comunale Fausto Vecchio ha convocato un Consiglio Comunale monotematico urgente con all’Ordine del Giorno: Sanità – Analisi e discussione; anche alla luce dei recenti avvenimenti che hanno interessato l’Ospedale di Eboli, sotto tiro di un’Azienda Sanitaria Locale e la sua Direzione Generale, che incurante di ogni richiamo a leggi e regolamenti continua nella sua azione demolitrice, tendente come i più temono alla chiusura del Presidio ospedaliero ebolitano.

Eboli, 4 agosto 2015

2 commenti su “Cariello destina l’ex Ortopedia all’ISES e convoca un “Tavolo di crisi””

  1. bisogna fare presto, riattare i locali e non perdere il credito dalla regione, altrimenti avremo 102 persone sul lastrico e dei pazienti gravi abbandonati, un brutto segnale per eboli enon solo.

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  2. Monitorate alcuni consiglieri di opposizione che fanno gli interessi di analoghe strutture presenti sul territorio. Dalle loro parole si potrà capire se sono favorevoli alla tutela dei posti di lavoro o a favorire gli interessi di qualcuno

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