Affittopoli a Milano: Tutto il mondo è paese

Affittopoli milanese

Case a Vip a prezzi di favore e in Italia si arranca mese mese e la gente si fa il mazzo.

La Procura ha aperto un fascicolo, la Corte dei Conti già indaga. C’è di tutto: stilisti, politici (soprattutto del PdL), attrici, magistrati, giornalisti. Dei poveri neanche l’ombra. Altro che Roma ladrona.

Pio Albergo Trivulzio

MILANO – Iniziano ad uscire i nomi degli inquilini degli appartamenti di proprietà del Pio Albergo Trivulzio di Milano. Dagli stilisti ai politici, soprattutto del Pdl, da dirigenti sportivi ad attrici, tutti nelle case del Pio Albergo Trivulzio, c’è proprio di tutto, altro che i poveri. Appartamenti di pregio e nel centro di Milano affittati a prezzi stracciati a vip.

Sono trascorsi solo 19 anni da quando proprio dal Pio Albergo Trivulzio, dalla confessione del “MariuoloMario Chiesa, come lo chiamò Bettino Craxi, beccato in flagranza di reato che intascava una tangente di 15 milioni, che partì Tangentopoli che travolse il PSI e poi tutti gli altri partiti e un’intera classe politica, e sancì la fine della prima Repubblica dando vita all’aborto della seconda repubblica, quella dove c’è di tutto e che in questi giorni ne stiamo verificando il fondo morale.

Questo Istituto è proprio il bidone dell’immondizia milanese, quello evidentemente dove tutto è possibile. Sembrerebbe il crocevia di tutte le schifezze. Al momento le case sono 67 di cui si conosce con precisione il fitto, ma ce ne sarebbero altre 150, che sarebbero state affittate a prezzi irrisori, ad equo canone, cosa veramente eccezionale a Milano.

La Procura ha aperto un fascicolo sugli affitti “più che equi” degli appartamenti del patrimonio immobiliare dell’ente dati ai vip, anche se per ora non si avvisano ipotesi di reato, ma la Corte dei Conti della Lombardia, reati a parte, ha già aperto un’indagine. Ma già si profila un’affittopoli milanese.

Dal canto suo il Pio Albergo Trivulzio è sicuro della propria trasparenza ed ha annunciato che il 21 consegnerà l’elenco degli immobili alienati negli ultimi 5 anni.

I moralisti milanesi, guidati dalla Lega Nord e dal PdL, gli infaticabili, quelli che lavorano dalla mattina alla sera e mantengono l’Italia, si sono fatti beccare, altro che Roma ladrona, è il caso di dire Milano ladrona. E dire che la Lega ha fatto la sua fortuna su Roma Ladrona e sui meridionali che vivono di assistenza, il PdL sulla efficienza, gli sprechi e le clientele della “Politica politicante“.

Non poteva mancare un collegamento con Aldo Brancher l’onorevole del Pdl costretto alle dimissioni da ministro per l’Attuazione del programma dopo essere stato condannato in primo grado per appropriazione indebita e ricettazione, nell’ambito dell’inchiesta Antonveneta, infatti c’è la compagna Luana Maniezzo.

Ma chi sono gli altri fortunati della lista, che è stata consegnata alla commissione casa del Comune? di tutto:

Pio Albergo Trivulzio uno dei palazzi in Via Paolo Bassi

Ariedo Braida, direttore generale del Milan  che in piazza del Carmine 1, dall’altra parte di Brera, paga 1.441 euro al mese per 84 metri quadrati;
Pier Filippo Giuggioli, figlio del presidente dell’Ordine degli avvocati che paga 870 euro per 74 metri;
Piero Testoni
, parlamentare del Pdl e nipote del presidente emerito Francesco Cossiga, per 80 metri quadrati nella centralissima via Santa Marta paga meno di 1.000 euro al mese;
Sergio Bonelli
, editore di fumetti, paga invece per 82 metri quadri in via Alfieri poco più di 600 euro al mese;
Guido Manca, ex assessore comunale oggi consigliere, paga circa 7 mila euro l’anno per circa 60 metri quadrati;
Vincenzo Giudice, esponente del Pdl e dipendente del Pat, nell’elenco mancherebbero gli immobili di via Sottocorno e di via Menotti;
Massimo Corsaro, vicepresidente vicario dei deputati del Pdl;
Giulio Gallera, capogruppo del partito in comune, in una abitazione del Trivulzio ci ha persino domiciliato il suo studio legale, in una delle zone di maggior pregio della città: Porta Romana, civico 116. Oltre cento metri quadrati per poche migliaia di euro annui;
Maria Josè Falcicchia, funzionario della Squadra mobile di Milano, che per un appartamento di 75,20 metri quadri in via San Marco, angolo Montebello, a pochi passi dalla Questura, paga all’anno 11.262 euro più 980 di spese;
Daniele Cordero di Montezemolo, fratello di Luca Cordero, ha un ufficio in piazza Mirabello di 43,10 metri quadri, affittato ad ufficio con un canone di 9.100 euro (758 euro al mese), a cui vanno aggiunte 1.804 euro di spese;
Claudia Peroni,  la giornalista di Mediaset  che sempre in Piazza Mirabello spende 1.267 euro al mese per 136 metri quadrati di appartamento;
Daniela Volpi, presidente dell’Ordine degli architetti, che per 282 metri paga 2.626 euro mensili;
Giorgio Galli, il politologo, per 127 metri quadrati, paga 910 euro al mese;
Fabio Ghioni, ex capo del Tiger Team di Telecom divenuto celebre per il processo sui dossier illeciti della security di Giuliano Tavaroli: ha patteggiato tre anni e quattro mesi per le incursioni nel server del Corriere della Sera. Dallo scorso anno spende 583 euro al mese per 69 metri in via Angera;
Domenico Lo Jucco, ex tesoriere di Forza Italia, paga 850 euro mensili per 119 metri quadri in corso di Porta Romana 116/A.
Cinzia Negri Chinaglia, dottoressa del Trivulzio, abita in 135 metri in via Curtatone 14 per 1.105 euro, e alla Baggina è dirigente del nucleo Alzheimer.
Gilberto Bragonzi, manager della Sanità occupa 82 metri per 4.500 euro l’anno, in via Gaudenzio Ferrari;
Martino Pillitteri, nipote dell’ex sindaco socialista, dallo scorso anno abita in via Lomellina 25, dove spende 534 euro per 59 metri;
Luciano Buonocore,
presidente del consiglio comunale a Peschiera Borromeo,  477 euro al mese per 128 metri quadri in via Moscova 25;
Graziano Basso e Maurizia Serra, titolari della Immobiliare della Spiga, agenzia specializzata in immobili di pregio, che in via della Spiga hanno uno spazio di 174 metri, per un canone di 42mila 702 euro l’anno;  Giulia Maria Ligresti, figlia del costruttore Salvatore, che paga 20.416 euro per due negozi e un ufficio: 263 metri quadrati complessivi, sempre in via della Spiga ha in affitto tre spazi per la griffe di moda Gilli Srl;
La Hmp Srl, è la società  che occupa cinque spazi in corso di Porta Romana 91, con 526 metri quadrati per 13.770 euro al mese, più spese, la società è parte di una fiduciaria che ne detiene il 98 per cento del capitale, ma una società con lo stesso nome risulta consolidata nel bilancio 2009 del gruppo Prada;
Anna Guglielmina Landriani, Magistrato del tribunale di Milano, ha un appartamento di 115 metri. A tutti gli affitti vanno aggiunte le spese, spesso gli inquilini devono ristrutturare l’appartamento.

E dire che il Sindaco di Milano, Letizia Moratti, accampando motivazioni afferenti la privacy non era intenzionata a che si rendessero pubblici tutti gli elenchi degli inquilini con i relativi canoni di locazione,  e l’elenco degli acquirenti degli immobili venduti dal Trivulzio ivi compreso il prezzo pagato. C’è voluto l’intervento del Garante per avere gli elenchi degli immobili affittati, sperando nelle more di conoscere anche l’elenco delle vendite del Trivulzio. E’ bene fare subito chiarezza, perché si fanno tanti nomi, tra cui anche quello del Ministro Ignazio La Russa. La chiarezza serve ad evitare che insieme a tante verità qualche inesattezza faccia passare la cosa come una “invenzione”, specie per chi si vuole mettere il prosciutto sugli occhi.

In relazione alle dismissioni degli immobili del Trivulzio, ben presto si renderà pubblico anche questo elenco, per ilo momento se ne conosce qualcuno, come per esempio:
Domenico Zambetti, assessore regionale alla Casa, che con 540mila euro acquista un appartamento.
Antonio Mobilia, direttore generale dell’ospedale San Carlo, che ha comprato per 518mila euro un appartamento in largo Rio De Janeiro.

A sentire gli interessati, sicuramente non hanno avuto nessun vantaggio e nessun prezzo di favore, sono solo maldicenze, dei “comunisti” che sono abituati a buttare fango, loro hanno pagato il prezzo giusto, loro lavorano a Roma si ruba.

La verità è che il Trivulzio per 1.064 appartamenti percepisce 7,3 milioni di euro l’anno per canoni da 400 euro o 545 euro  mensili al mese in strade centralissime. Una gestione più oculata e  più accorta, sicuramente tenderebbe a valorizzare meglio tutto il suo patrimonio immobiliare, che ammonta a oltre 500 milioni di euro, consentendo di offrire un’assistenza migliore ai quasi mille anziani ospitati ogni anno  al Pio Albergo Trivulzio, e magari consentirebbe di ospitarne di più, e magari destinare molti appartamenti che sono negli stessi stabili ad anziani autosufficienti, realizzando un servizio di assistenza sanitaria domiciliare.

In ogni caso spetterà alla Procura stabilire se si sono commessi dei reati, e alla magistratura contabile se si sono commessi abusi che hanno determinato mancati introiti all’ente o all’erario dello Stato. Non si dirà anche in questo caso che è una speculazione contro il Centro-destra e la Lega Nord e che i magistrati sono tutti comunisti? Si spera proprio di no. Resta da fare solo una considerazione: Il potere corrompe e crea mostri, di questo ne facciano ammenda leghisti e berlusconiani.

18 febbraio 2011

La lista degli affittuari del Pio Albergo Trivulzio

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Certo tanta “disarmonia” nei canoni tutt’altro che EQUO,come voleva la legge del lontano ’78,dovrebbe far riflettere ancor prima che irritare.Gli inquilini lamentano di aver dovuto far fronte,”manu propria” alle ristrutturazioni, ma certo le scelte manageriali di questo ENTE BENEFICO,sono da biasimare, come biasimabile è il velo di segretezza che ha accompagnato la vicenda sino ad oggi, non depone senz’altro a favore dei locatari e dei conduttori.La lista degli inquilini del Pio Albergo Trivulzio consegnata al Comune di Milano potrebbe non essere completa: è il sospetto sollevato durante i lavori della commissione consiliare Casa. Ad avanzare il dubbio è Barbara Ciabò. “Sembra che manchino 150 immobili – ha attaccato la consigliera futurista – se questo sospetto trovasse fondamento sarebbe gravissimo: un vero affronto al consiglio comunale di Milano”. Ad alimentare i sospetti è stato anche Vincenzo Giudice, esponente del Pdl e dipendente del Pat: nell’elenco mancherebbero gli immobili di via Sottocorno e di via Menotti. Una chiave del giallo potrebbe essere legata al fatto che in questi anni i beni non presenti nell’elenco potrebbero essere stati venduti. Ed è proprio sul piano delle dismissioni immobiliari che il Pd e’ pronto a dar battaglia. Affittopoli? No, è artigliopoli,il donante,Tolomeo Trivulzio, si aspettava ,Nel 1766, un diverso tipo di beneficenza…

  2. CARA PADANIA MI STAI DELUDENDO!!! E’ questo il risultato dopo 19 anni di Berlusconismo e di bossismo che ci troviamo a gestire??E’ questo che hai ottenuto vendendo la dignità per difendere un premier inquisito e straarricchito sulle spalle degli italiani e dei padani?? E’ questa l’immagine ,(che hai difeso ad oltranza con tante belle parole )che il berlusconismo ed il bossismo hanno portato nel mondo?? Quanti rospi e trote avete dovuto ingoiare per portare un federalismo che berlusconi vuole alla sua maniera? Sono stato un LEGHISTA CONVINTO, ma adesso mi vien solo da piangere nel vedere che amarezza circola al Nord. Felice c’è solo il premier che ha incassato un mare di euro alla faccia dei giovani senza lavoro, cicipi, cocopro, ecc ecc. ,alla faccia dei lavoratori con le fabbriche chiuse, alla faccia dei futuri pensionati che moriranno di fame e voi…ci fate vedere le mutande di ferrara o le donnette di berlusconi. Non riesco più a sperare nella giustizia terrena ,che il piccolo re nudo ha violentato, ma spero ancora nella NEMESI STORICA: punendo l’arroganza dell’uomo che crede di poter travalicare tutti i limiti della decenza e che da del cog..ne a chi non la pensa come lui. E la Chiesa si è venduta al peggior offerente dimenticando che il potere terreno passa , ma che restano le impronte sopratutto quelle sporche che danneggiano l’immagine di un popolo!!!

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