Ecco la Gomorra battipagliese: Un quadro raccapricciante

Note le motivazioni dello scioglimento: Un quadro raccapricciante di collusioni e favori ai Clan. Tollerati abusi e rimossi dirigenti sgraditi all’amministrazione.

Ci sono i nomi e i fatti di chi ha etichettato Battipaglia e i suoi cittadini come “mafiosi”: Dalla Camorra di Casal di Principe alla Ndrangheta calabrese, dalla gestione delle partecipate alle opere pubbliche, dal SIAD all’ASI e al Piano Urbanistico.

Sindaco di Battipaglia Giovanni Santomauro

Sindaco di Battipaglia Giovanni Santomauro

di Oreste Vassalluzzo
Giornalista professionista
per  (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – Ci sono i fatti, ci sono i nomi. Ecco chi ha etichettato il Comune di Battipaglia e i suoi cittadini come “mafiosi”. C’è il consigliere comunale Orlando Pastina, c’è il sindaco Giovanni Santomauro, ci sono i tecnici del Comune, il vicecomandante dei vigili urbani Gerardo Iuliano, il presidente di Alba Srl Vito Santese e ci sono imprenditori, faccendieri e i referenti dei clan camorristici della Piana. Tutti hanno contribuito al “sistema” che era in vigore al palazzo comunale per gestire appalti pubblici, favori, evitare la scoperta di abusi edilizi, il favore di un piano urbanistico ad hoc e le assunzioni in cooperative e molto altro.

Tutto contenuto nella relazione del prefetto di Salerno Gerarda Maria Pantalone al Ministro Angelino Alfano e pubblicata sulla gazzetta ufficiale all’interno del decreto di scioglimento per infiltrazioni mafiose del Consiglio comunale di Battipaglia. Un vero e proprio “clan” che gestiva gli interessi di pochi invece che quelli della collettività. Un quadro assai più grave di quello che si era ipotizzato anche con l’inchiesta della DDA di Salerno che portò all’arresto, un anno fa, dell’ex sindaco Giovanni Santomauro, imprenditori legati al clan dei Casalesi, ex assessori e tecnici comunali.

I collegamenti si spingono fino alla Calabria con la questione della Gam Spa del commercialista in odore di ngrangheta Antonino Gatto, introdotto negli ambienti dell’amministrazione comunale Santomauro dall’ex assessore e presidente della commissione edilizia comunale Alberto Francese. L’architetto ha poi ottenuto anche un incarico tecnico per gli interventi lungo la fascia litoranea ricadenti nel PUC e nel SIAD. Nella relazione dei tre membri della commissione d’accesso antimafia (presieduta dal viceprefetto Rosanna  Bonadies e dai due commissari Collaboratori Pasquale Gallo, capitano dell’Arma dei Carabinieri e l’ingegnere Marcello Romano del Provveditorato alle Opere Pubbliche), inviata a Battipaglia all’indomani dell’inchiesta della DDA di Salerno, si fa riferimento alla gestione degli uffici comunali portata avanti proprio per “nascondere” le illegittimità che venivano compiute al Comune nel periodo di amministrazione Santomauro.

E ancora gli affari dell’area ASI, con i favori fatti ai fratelli Antonio e Gennaro Lanzetta, al mancato abbattimento delle strutture costruite nell’ex azienda Valsecchi di proprietà del cavaliere Marano. Molto di più che l’accusa di concussione sessuale piovuta addosso all’ex sindaco.

Un sistema a delinquere delineato dai commissari della commissione d’accesso che non lascia spazio ad equivoci. Dalla relazione, contenuta nel decreto, emerge che i tre commissari hanno continuato l’attività di indagine avviata già dalla DDA di Salerno acquisendo le dichiarazioni di tanti dipendenti comunali in merito alle specifiche delibere approvate dalla giunta Santomauro dal 2009 al 2013.

In questo quadro emerge anche che l’atteggiamento del commissario prefettizio Mario Rosario Ruffo di non intervenire in maniera netta e decisiva sugli apparati burocratici dell’Ente e delle società partecipate, è stato dettato da questa circostanza. Insomma, si è continuato ad indagare sui dirigenti del Comune e sui rapporti esterni. Ed ecco perché in molti, dalla segretaria generale Maria Tripodi, al vicecomandante della Polizia Municipale Gerardo Iuliano all’architetto Antonio Parente, abbiano chiesto ed ottenuto trasferimenti ad altre amministrazioni pubbliche.

Battipaglia, 1 maggio 2014

4 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. OTTIMO “PEZZO,ALMENO A BATTIPAGLIA IL VASO E’ STATO SCOPERCHIATO,MA IN ALTRE REALTA’ LA PERVASIVA AZIONE DEL MALAFFARE CONTINUA,NELLA SFORTUNA I BATTIPAGLIESI SON STATI FORTUNATI,INIZIA LA PULIZIA NEL MONDO INQUINATO DELLA POLITICA,DEI DIRIGENTI INFEDELI,E ANCHE DI TANTI FINTI IMPRENDITORI.

  2. Battipaglia è stata per anni l’incubatrice di fortune tanto raipe quanto sospette,intendo da un punto di vista patrimoniale,persone senza apparenti grosse capacità hanno creato dei veri e propri imperi provinciali degni di tal nome,di seguito non si è avuta una grande stabilità negli ultimi ventina d’anni e anche questo è di sospetto,forse gruppi di potere si son sempre fronteggiati l’un l’altro per il predominio cittadino,e il centro capofila del distretto del sele risentendone ne ha fatto risentire a tutti gli altri,son certo che la storia di brutta cronaca sia solo ad una fase iniziale!

  3. Pensate solo questo dato amorale:A BATTIPAGLIA,NEL COMUNE IL 30% DEI DIPENDENTI CON PRECEDENTI,C’E’ SCRITTO ANCHE NELLA SENTENZA DI SCIOGLIMENTO, LO STESSO NELLE SOCIETA’ PARTECIPATE O IN HOUSE.
    Fonte Agropolinews
    Le considerazioni si ricavano di conseguenza.

  4. complimenti per l’articolo, spero che la magistratura vada piu’ a fondo su tutto quello che e’accaduto alla citta’ negli ultimi anni ,incominciando dai falsi paladini ed i falsi difensori del popolo

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