Nel Mondo “omicidi” di Stato. In Italia omicidi per “buchi nel casellario”

Da Nicole Good uccisa a Minneapolis dalla Polizia anti-immigrazione di Trump, all’assassinio brutale di Aurora Livoli in un cortile condominiale di Milano dal delinquente e violentatore seriale Emilio Gabriel Valdez Velazco, libero di uccidere per “buchi nel casellario”.

di Bianca Fasano Giornalista e Sociologa per POLITICAdeMENTE

ROMA – Alcuni giorni fa, precisamente il 7 gennaio 2026, molti italiani sono restati colpiti dall’omicidio perpetrato su Nicole Good, la donna di trentasette anni, uccisa a Minneapolis da un agente dell’ICE, ossia la polizia anti-immigrazione di Trump. Ci siamo detti che, inequivocabilmente, abbia sancito il declino della democrazia statunitense.

Ci siamo forse detti che il presidente americano non è molto differente, sotto certi aspetti, dalla Guida Suprema in Iran, cioè l’Ayatollah Ali Khamenei, che ha il potere di consentire a chi lo rappresenta di uccidere il popolo, in suo nome e in nome del mantenimento dello status quo.

Però sarebbe anche il caso di chiederci perché non ci scandalizziamo di fronte agli omicidi in cui, in qualche modo, dovrebbe sentirsi coinvolto lo Stato Italiano. Per i quali noi dovremmo scendere per le strade a protestare, mentre restiamo nelle nostre case ad additare l’America per i suoi errori.

Ecco un esempio che mi ha sconvolto non meno dell’omicidio di Nicole Good e per cui l’Italia è complice almeno per inadempienza:

la morte di Aurora Livoli, 19 anni, che è stata trovata priva di vita la mattina del 29 dicembre 2025, nel cortile di un condominio in via Paruta, a Milano, con dei lividi sul collo che facevano pensare fosse stata strangolata, ricorda l’omicidio di Pamela Mastropietro, caso di cronaca nera avvenuto il 30 gennaio 2018 a Macerata.

Per il decesso di Aurora Livoli è stato immediatamente indagato, anche a merito delle immagini di una telecamera della metropolitana che l’ha ripreso con la ragazza, Emilio Gabriel Valdez Velazco, che già aveva precedenti per violenza sessuale ed era irregolare; rintracciato e fermato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano e del Nucleo Operativo della Compagnia Milano Porta Monforte, anche con l’accusa di una precedente tentata rapina aggravata commessa ai danni di una 19enne peruviana, il 56enne ha confessato l’omicidio di Aurora Livoli e di aver abusato della ragazza prima di strangolarla.

Udite udite: la precedente tentata rapina aggravata di cui prima, era avvenuta la sera del 28 dicembre alla stazione della M2 di Cimiano, non lontano dal luogo in cui è stato trovato il giorno successivo il corpo di Aurora Livoli. Quello di Aurora è stato, quindi, un omicidio annunciato, visto che il 56enne, identificato come Emilio Gabriel Valdez Velazco, un giorno prima dell’omicidio, aveva aggredito violentemente alle spalle la giovane peruviana, rimasta sola sulla banchina, le aveva preso il cellulare stringendola al collo con un braccio e tenendole la bocca chiusa con l’altra mano. Identico in effetti il comportamento: aveva cercato di trascinarla in un angolo della stazione ma lei era riuscita a divincolarsi e riprendere il telefono mentre arrivava un treno. I viaggiatori scesi l’avevano soccorsa mentre lui, perfettamente lucido, scappava tentando di confondersi fra i passanti, persino cambiando aspetto, indossando il giubbotto double face al contrario.

Un uomo che non doveva essere libero.

A giugno 2025 difatti, una ragazza 19enne lo aveva denunciato. Aveva raccontato di aver bevuto e di essere stata portata con la forza in camera da letto in un appartamento di Cologno Monzese. Aveva spiegato di essere stata stuprata e la procura di Monza aveva inviato richiesta di rinvio a giudizio per violenza sessuale aggravata.

Il 56enne era inquisito ma a piede libero, nonostante un’ulteriore precedente condanna risalente al 2019 per fatti simili, già scontata. In giro, potendo uccidere a suo piacimento.

Ebbene: noi siamo a conoscenza del fatto che lo Stato italiano si esprime attraverso i suoi organi costituzionali (Parlamento, Governo, Presidente della Repubblica, Magistratura) e le istituzioni locali (Regioni, Province, Comuni), esercitando i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.

Non ne usciamo bene, visto che l’omicida era considerato incensurato per un errore di aggiornamento del casellario giudiziario. Sarebbe questo il motivo per cui, nonostante la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla procura di Monza per il caso di violenza sessuale aggravata commessa nel giugno scorso, successivo a quello per cui era stato condannato nel 2019, Emilio Gabriel Valdez Velazco ha evitato una misura cautelare, a causa di “un buco’ nel casellario”. È stata la gip di Milano, Nora Lisa Passoni, nel provvedimento con cui ha confermato il fermo di Valdez e l’applicazione della custodia cautelare in carcere per l’aggressione della ragazza il 28 dicembre a Cimiano, che ha fatto emergere il “buco” nella vicenda.

Infatti nel provvedimento, la Passoni ha scritto che è “più che probabile che la ragione della mancata indicazione di condanne nel certificato del casellario giudiziale” sia dovuta “al mancato aggiornamento”.

Gabriel Valdez Velazco è risultato ai fatti, avere precedenti per violenza sessuale ed essere irregolare in Italia. Certamente non vorremmo che gli immigrati che giungono in Italia fossero presi di mira da una polizia sul tipo di quella che insegue gli immigrati negli USA, quale è l’ICE (Immigration and Customs Enforcement) (un’agenzia federale che fa parte del Dipartimento della Sicurezza Interna, insieme alla CBP – Customs and Border Protection – che gestisce le frontiere) ma neanche è possibile accettare che in Italia un immigrato già inquisito se ne vada a piede libero a violentare ed uccidere le nostre donne.

Gabriel Valdez Velazco è entrato in Italia da Linate nel 2017 e si è trattenuto nel Paese oltre i termini consentiti, divenendo quindi irregolare il 4 agosto 2019. Il primo provvedimento di espulsione è stato emesso dal Questore di Milano – con decreto di accompagnamento coattivo alla frontiera, il 6 agosto del 2019. A giugno 2023 lo stesso ha chiesto il rilascio del permesso di soggiorno in quanto fratello di una cittadina italiana, che gli venne negato per pericolosità sociale. Il 25 marzo del 2024 è stato arrestato perché rientrato in Italia prima che fossero decorsi 5 anni dall’esecuzione dell’espulsione.

Nei suoi confronti è stato nuovamente adottato un provvedimento di espulsione, per motivi di pericolosità sociale il 26 marzo del 2024, ed eseguito con ordine a lasciare il territorio dal questore di Milano. Non era stato, però, possibile procedere al rimpatrio immediato perché il suo passaporto risultava scaduto il 2 maggio del 2022 (!!). A motivo di ciò, era stata richiesta l’assegnazione in un posto di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) (che avviene per cittadini stranieri irregolari in attesa di espulsione, e prevede un trattenimento amministrativo). Il posto, tuttavia, era stato rifiutato a causa “dell’inidoneità alla vita in comunità, decretata dal medico” e nei suoi confronti era stato emesso un ordine a lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni”. Tuttavia lui circolava, impunito e pericoloso, per le strade della nostra nazione, violentando e uccidendo.

In Italia, il numero di immigrati irregolari è stimato a circa 321.000 al 1° gennaio 2024, costituendo il 5,6% della presenza straniera e rimane una sfida, con i flussi di arrivi irregolari (sbarchi) che continuano a verificarsi, seppur in modo discontinuo. Nel terzo trimestre del 2025, 34155 persone sono state rimpatriate in paesi terzi; un aumento del 5,0 % rispetto al trimestre precedente e un aumento del 14,6 % rispetto allo stesso trimestre del 2024.

Il numero degli stranieri detenuti costituiscono un terzo di tutti i carcerati ma il fenomeno, non è facilmente inquadrabile e andrebbe approfondito. La popolazione straniera residente nel 2017 in Italia era di 5.144.440 persone, che rappresentavano l’8,5% del totale della popolazione. Da parte delle forze di polizia, nello stesso anno, c’è stato il riscontro di 262.235 segnalazioni, riferite a persone denunciate ed arrestate, a carico degli stranieri resisi responsabili di attività illecite, pari al 29,8% di tutte le persone denunciate ed arrestate in Italia; il dato risulta in aumento rispetto a quello del 2016 allorquando le segnalazioni erano state 261.244. La stessa percentuale delle denunce/segnalazioni di stranieri si registra anche fra le persone condannate. Infatti, gli stranieri condannati costituiscono il  30% del totale (2015).

Cosa stupisce? Il fatto che l’uccisione di una ragazza innocente da parte di un delinquente che non avrebbe dovuto essere in giro a violentare ed uccidere, perché già colpevole di altri delitti, non abbia attirato l’attenzione di molte persone sui social e che non ci sia stato un grido di indignazione, neanche proteste femministe, discorsi sui femminicidi.

Noi non siamo migliori dell’America di Trump quando taciamo e guardiamo altrove, lontano dalla nostra terra che è l’Italia.

Roma, 16 gennaio 2026

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