Franco Papace, l’uomo che amava i Gatti è spirato

L’uomo dei gatti Franco Papace, quello che amava i gatti, questa mattina dopo anni di resistenza si è spento: Ha vinto il “Maligno”.

Lo chiamavano l’uomo dei Gatti. L’uomo che amava i gatti e Franco Papace, li amava, li accudiva a decine e tutti lo ricordano  d’estate o d’inverno, di giorno o di notte, con un secchio e una tanica d’acqua che alimentava la colonia felina del Centro Storico. Ora resta la sua ombra e i suoi gatti tristi.

Franco Papace con un gatto nero

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EBOLI – Lo chiamavano l’uomo dei Gatti. Franco Paace, li amava i gatti, li accudiva a decine e tutti lo ricordano con un secchio e una tanica d’acqua che alimentava la colonia felina del Centro Storico. Lui avanti e i gatti dietro. Era l’ora del cibo e ad uno ad uno rimpinguava di croccantini e di acqua le varie postazioni che aveva individuato e che i gatti frequentavano. Li accudiva, li sterilizzava, li curava, oltre ad avere il pollice verde era come il “pifferaio” magico, solo che anziché allontanarli dalla gente e dalla Città li proteggeva dalle insidie degli uomini e della Città. Aveva attrezzato un terraneo di fronte casa sua e li si rifugiavano molti di loro, gli altri scorazzavano ma sempre pronti a vigilare su via Castello, a Santa Sofia, a via dei Mulini, al vicolo Barbacani. Dei topi nemmeno una traccia. Si contendevano i territori, e li difendevano dai nuovi e giovani membri fino poi a convivrrci, proprio grazie a Franco Papace che li accomunava.

Franco, l’uomo che amava i gatti, sebbene da anni combatteva il “Maligno” era sempre sorridente e sempre in attività da un po’ si era aggravato e tutti i suoi gatti hanno sofferto e vagavano silenziosi in quei luoghi sperando di incontrarlo. Sempre silenziosamente tutto il vicinato si è adoperato e si è sostituito a lui e sono stati riattivati tutti i punti di approvvigionamento di acqua e di croccantini che Franco aveva sostemato. Non è la stessa cosa per loro, ma per noi tutti invece il miglior modo per ricordarlo immaginando sempre la sua ombra lunga che si aggirava tra i vicoli.

La fine di una sofferenza e l’inizio di un altro viaggio, quello tra i giusti. E noi vogliamo ricordarlo sempre con quel sorriso. Mi mancherà e mi mancherà il suo affetto dimostratomi attraverso il profumato origano che raccoglieva sui monti di Eboli del quale me ne faceva dono. Buon viaggio Franco e non manca la nostra vicinanza a tua moglie Raffaella, a tua figlia Rosa, a tua mamma, alle tue sorelle e a tuo fratello.

la Casa dei Gatti a Santa Sofia

Eboli, 5 luglio 2022

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