Venerdì 10 aprile, ore 18.00, Auditorium “San Bartolomeo”, Viale Amendola 81, Eboli, organizzato dal Rotary Club di Eboli presieduto da Elio Rocco, si terrà l’incontro “Il Caporalato: Una storia antica. ….. e oggi???”; una videoinchiesta di Vito Pompeo Pindozzi.

POLITICAdeMENTE
EBOLI – Venerdì 10 aprile 2026, alle ore 18.00, nell’Auditorium della Parrocchia di “San Bartolomeo Apostolo”, sul Viale Amendola al n. civico 81 di Eboli, si terrà un incontro su “Il Caporalato: Una storia antica. ….. e oggi???“; una videoinchiesta del 1981 del Giornalista Vito Pompeo Pindozzi. Nel corso dell’incontro, organizzato dal Rotary Club di Eboli presieduto da Elio Rocco, discuteranno con l’autore il Giornalista Geppino D’amico e Alferio Bottiglieria Segretario Generale FLAI-CGIL Salerno.
Il tema del Caporalato, è quanto mai attuale e dalle sueforme primitive si è poi consolidato e trasformato fino poi ad essere assorbito e quindi “coperto” dalla “modernità” che regola le pratiche del lavoro che riguardano tutti gli aspetti dell’agricoltura e della intera filiera afferente i prodotti Agricoli fino alla loro trasformazione e la loro commercializzazione.
E se il caporalato è identificabile in quel sistema illegale di reclutamento e sfruttamento della manodopera, soprattutto in agricoltura ed edilizia, il “caporale” invece è quella figura illegale che fa da intermediario, recluta braccianti (ormai quasi totalmente stranieri e molti senza nemmeno il permesso di soggiorno) per conto dell’imprenditore Agricolo o delle grandi Aziente Agricole che ne hanno bisogno per i raccolti delle loro produzioni. Manodopera vulnerabile e quindi bisognosa sottoposta a dure giornate di lavoro (10-12 ore pagate a 2/3 euro l’ora) e parte della paga viene trattenuta a compensazione della mediazione.
È inutile sottolineare che il Caporalato dal 2016 è un reato, ma che per “ragion di Mercato” viene ignorato e poco perseguito, anche perché poco denunciato, ma anche poco “indagato” e così nelle aree di maggiore raccolta dei prodotti orticoli di cui alla così detta quarta e quinta gamma e fragole, di cui la nostra Piana del Sele ne è leader indiscussa. Infatti centinaia e centinaia di aziende Agricole, buona parte delle quali oltre i 100 ettari ne sono principali produttrici di rucola, insalata, fragole, carciofi ecc. contribuendo con i loro fatturati ad uno dei PIL più alti d’Italia.
Tuttavia, questo primato stride con l’altro primato del “Caporalato” e a quella pratica odiosa del reclutamento, dello sfruttamento, delle condizioni di lavoro disumano e delle poche garanzie di sicurezza e di tutela del lavoro in tutte le sue forme, non escludendo le condizioni disumane nelle quali sono costretti a vivere come nei ghetti o in casolari abbandonati senza acqua né luce. Eppure, sarebbe semplice effettuare dei controlli e venire a capo di chi fa grossi numeri, grossi fatturati e ha pochi braccianti, basterebbe applicare le regole stabilite per legge e verificare “L’indice di congruità” per controllare se la manodopera è proporzionata agli ettari coltivati.
Ma tutto questo è troppo semplice e purtroppo per quella “ragion di mercato” dobbiamo registrare ob torto collo che chi fa grossi numeri e grossi affari decide le regole, offre il meglio e nasconde il peggio.
Val la pena ricordare una delle ultime operazioni che individuarono centinaia di braccianti, (quasi tutti senza permessi di soggiorno) che fu portata a compimento svuotando l’ex Mercato ortofrutticolo di San Nicola Varco di Eboli. Una operazione che portó a disperdere i circa 800 extracomunitari che vivevano in quella struttura, ma non individuó chi ne usufruiva di quelle braccia. Ascolteremo Vito Pompeo Pindozzi e in quell’ “… e oggi?” attenderemo quel che ne pensa.

Vito Pompeo Pindozzi, è nato ad Eboli e vanta un curriculum di assoluto prestigio. Con oltre quarant’anni di esperienza nel giornalismo, ha iniziato il suo percorso nella carta stampata per poi affermarsi nella RAI – Giornale Radio, dove ha ricoperto il ruolo di caporedattore dei servizi scientifici dei GR-Rai unificati. È inoltre autore di numerose e apprezzate pubblicazioni medico-scientifiche ed è membro storico della Federazione Internazionale dei Giornalisti.
Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali: dalla sua Città il prestigioso riconoscimento cittadino illustre 2017; il titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2017, l’Università di Bari Aldo Moro gli ha conferito la Laurea Honoris Causa in Medicina e Chirurgia, a suggello del suo contributo alla divulgazione scientifica e alla comunicazione medica.
Eboli, 9 aprile 2026






