Barriere architettoniche in Città: Allarme di Cardiello(PdL)

Il Consigliere comunale PDL Cardiello lancia l’allarme per la presenza di numerose barriere architettoniche nelle strade cittadine.

A Eboli le leggi non vengono rispettate: basta farsi un giro in Piazza della Repubblica, simbolo della città, per rendersi conto del problema. Nei pressi della Chiesa S. Maria, non vi sono scivoli in corrispondenza delle striscie pedonali costringendo i disabili a pericolosi attraversamenti.

Damiano Cardiello PDL

EBOLI - Cardiello: “Le barriere architettoniche a Eboli sono un ostacolo per la società!”. Il Consigliere comunale PDL Damiano Cardiello lancia l’allarme per la presenza di numerose barriere architettoniche nelle strade cittadine e spiega quali sono e gauali si intendono per  barriera architettonica, infatti, qualunque elemento che impedisce, limita o rende difficoltoso (se non impossibile) spostamenti, o l’uso di servizi, da parte di persone con limitata capacità motoriao sensoriale.

“L’eliminazione delle barriere architettoniche costituisce un diritto del cittadino sancito dalla Costituzione” – scrive Cardiello – . Secondo recenti statistiche effettuate dall’Unione Europea sono circatre milioni gli italiani praticamente “reclusi” a causa della presenza di barriere architettoniche, ovvero quasi il 20% delle popolazione dell’UE. “La legge italiana 13 del 1989 - continua Cardiello – ha introdotto tre condizioni, che dovrebbero essere rispettate soprattutto nei luoghi pubblici ma anche in qualsiasi edificio privato: l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità“.

Ebbene a Eboli le leggi non vengono rispettate minimamente – continua Cardiello -: basta farsi un giro in Piazza della Repubblica, simbolo della città, per rendersi conto che questo è un problema serio e insoluto. Nei pressi della Chiesa S. Maria, ad esempio non vi sono scivoli in corrispondenza delle striscie pedonali e i diversamente abili devono attraversare l’intera strada per trovare un accesso.

La situazione – conclude Damiano Cariellooramai è intollerabile e pertinente perchè non tutti siamo fortunati a svolgere una vita agevole. Si segnalano inoltre via Pio XII e i marciapiedi della SS 18 che vanno immediatamente messi a norma per garantire l’accesso a chi non può. Solo con un intervento di messa a norma degli scivoli esistenti e la creazione di altri la nostra città garantirebbe pari dignità a tutti, diversamente abili compresi. Si comprendono le problematiche finanziarie che attanagliano l’Italia e in particolare la nostra città, ma non si può tirare a campare (politicamente) senza garantire i servizi essenziali a chi ne ha bisogno.

Eboli, 10 luglio 2012

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Sono la classica “cartina di tornasole” che misura il grado di civiltà di un popolo,le cosiddette barriere architettoniche,rappresentano un infuocato oggetto di discussione,e di pratica discriminazione,da decenni nel nostro Paese ma mai realmente affrontato.Le barriere architettoniche possono essere rappresentate da elementi architettonici (parcheggi, porte, scale, corridoi), da oggetti ed arredi (lavandini, armadi, tazze WC), da mancanza di taluni accorgimenti (scorrimano, segnaletica opportuna) o da elementi che possono essere causa di infortuni (materiali sdrucciolevoli, porte in vetro non evidenziate, spigoli vivi…).
    Nelle nostre città italiane sono ancora presenti tante barriere architettoniche, malgrado le leggi che ne impongono l’eliminazione.
    È necessario, perciò, insistere contemporaneamente nell’opera d’informazione e in quella di sensibilizzazione, allo scopo di ridurre le vere barriere, quelle psicologiche, che mantengono lo stato di emarginazione sociale, civile e lavorativa dei soggetti disabili.
    Quello delle barriere architettoniche è un annoso problema; già dall’agosto 1989, una legge dello stato (Legge 13/1989) dispone regole ben precise circa gli adeguamenti per gli edifici esistenti e gli obblighi per i nuovi edifici, al fine di eliminare le barriere architettoniche. Esistono tre gradi di adeguamento che la legge prevede a seconda dell’uso e destinazione dei vari edifici pubblici e privati:
    ADATTABILITA’- tutti gli edifici ad uso abitativo privato devono essere adattabili, occorre dimostrare che in caso di necessità si può rendere idoneo l’edificio ai fini dell’eliminazione delle barriere architettoniche, facendo degli interventi minimi ed economici di adattamento;
    VISITABILITA’- le parti comuni degli edifici e di alcuni locali pubblici o di uso pubblico, devono essere visitabili; in sostanza devono avere accessibili le parti essenziali, (servizi, atri d’ingresso etc..)
    ACCESSIBILITA’ – tutti i locali pubblici e di interesse pubblico devono essere integralmente accessibili, privi cioè di barriere.
    FORSE LE VERE BARRIERE, SON QUELLE DIMORANTI NELLE NOSTRE MENTI!

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