Nuovi casi di meningite in Italia: Tra prevenzione e allarmismo

Meningite: Tra Prevenzione ed Allarmismo; dopo i nuovi casi che si sono registrati in tutta Italia.

Dopo che in Campania come nel resto d’Italia, e i ricoveri di pazienti appartenenti a ogni fascia di età affetti da Meningite, resta da chiarire se il pericolo di una epidemia sia reale o è un allarmismo creato ad arte dalla disinformazione attraverso i social-network. Vergognoso  associazione dei “migranti-Untori” a una battaglia pseudo-ideologica sull’opportunità di vaccinazioni.

meningite

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di Manuela Citarella
per POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

ROMA – Il Ministero lo aveva ribadito: Non creiamo allarmismi! Ed in effetti corrobora questa affermazione la logica fredda della Statistica descrittiva, la quale ci informa che di meningite C siano morte solo 36 persone negli ultimi 4 anni, parliamo dell’unico ceppo veramente letale su una popolazione residente di oltre 60 milioni di residenti, il dato quindi è tranquillizzante. Ma si sa che lo show-business della meta-informazione, cavalca a piè sospinto le recondite paure degli italiani, un po per ottenere facili ascolti/visualizzazioni, ma in specie per attuare una becera politica contro il diverso, l’estraneo, per dirla in parole semplici il migrante da sempre: povero, lurido e naturalmente malato e dunque agente patogeno.

meningite-battero killer

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In Campania, per venire alle nostre terre il caso più recente sarebbe quello di un uomo di 50 anni, ricoverato tra il 16 e 17 Febbraio all’ospedale civico Umberto I di Nocera Inferiore, per poi  essere trasferito all’Ospedale di Salerno, San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona. Nel nosocomio Nocerino è già stata messa in atto la profilassi necessaria, secondo i precisi protocolli ministeriali, per evitare contagi tra reparti e tra degenti degli stessi. Nelle altre Regioni italiane invece la casistica aggiornata riguarda la Regione Lombardia, nella fattispecie Milano e Provincia, dove negli ultimi sette giorni ci sono stati diversi ricoveri, non collegati per motivi di frequentazione tra di loro, ma che hanno messo in allarme la Regione intera ed alcuni politici di stampo xenofobo, per la loro gioia, ci hanno sguazzato per sperare in facili consensi futuri.

A Milano in effetti ci sono stati degli episodi virali: una donna di 49 anni di Trucazzano ricoverata, già in gravi condizioni, il 14 Febbraio all’Ospedale San Raffaele del capoluogo Lombardo è morta la notte del 15 Febbraio per infezione meningococcica, lesito degli esami di laboratorio hanno accertato che il ceppo di meningococco che ne ha causatola morte appartiene al gruppo B.

meningite-dati

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Sempre a Milano, questa volta all‘Ospedale Buzzi, è stata ricoverata una bambina di sette mesi rumena, non iscritta al servizio sanitario nazionale,senza alcun pediatra di riferimento e purtroppo non aveva ricevuto nessuna vaccinazione per i bambini della sua età, e qui entriamo nel campo “vaccini si vaccini no”, oggetto di perniciose speculazioni ideologiche che poco hanno a che fare con un corretto approccio scientifico. Le sue condizioni cliniche, ritornando al fatto in oggetto, sono al momento ancora critiche ma stabili, ma anche in questo caso l’infezione è stata causata dal meningococco appartenente sempre al ceppo B. Ad ogni buon conto dobbiamo porre in essere una doverosa precisazione di profilassi: La bambina in questione non avrebbe comunque potuto essere vaccinata contro il meningococco del ceppo C, in quanto questo viene somministrato a partire dai 12-15 mesi di vita. Mentre il vaccino contro il ceppo B, il molto meno pericoloso ma potenzialmente letale anch’esso, è quello responsabile dell’infezione della bimba, in Lombardia quest’anno viene somministrato gratuitamente solo ai nati a partire dal 2017, quindi per una scelta di mera politica sanitaria, esso non poteva essere usufruibile da parte della bambina nata nel 2016.

Ministero Salute

Ministero Salute

In entrambi i casi è stata attuata la profilassi antibiotica come da protocollo nei confronti dei familiari e delle persone che sono state in stretto contatto con i pazienti ricoverati, spiega l’assessore regionale lombardo al Welfare, Giulio Gallera, precisando che sono in attesa degli esiti dell’indagine epidemiologica per un eventuale ampliamento dei contatti da sottoporre a profilassi e che ATS città metropolitana di Milano, in accordo con il sindaco di Truccazzano, ha provveduto ad inviare una nota perla cittadinanza con informazioni sulla malattia e sugli interventi di profilassi previsti! Specificando inoltre: ”La profilassi riguardante la bambina rumena è limitata a familiari e parenti membri della comunità con la quale la bimba è stata i contatto!. Difatti il caso più recente riguarda un quattordicenne di Segrate hinterland milanese, ricoverato come riportato dall’ATS metropolitana di Milano, sabato 18 febbraio, nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Raffaele. Attualmente ancora non è stato purtroppo individuato il ceppo di meningococco, ma il protocollo di profilassi è stato immediatamente attivato.

Altri eventi similari, dall’inizio del 2017 si sono riscontrati oltre che in Toscana la regione più colpita, in Emilia Romagna, in Veneto ed In Sicilia, e tutte le infezioni sono state causate dai ceppi B e C. Dunque i casi di Meningite che si sono verificati rientrano nella normalità.

meningite _1

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Tutti questi report affastellati, porterebbero effettivamente a pensare ad una eventuale pandemia italica di Meningite, ma fortunatamente non è per nulla così. Le casistiche riportate dalla cronaca parlano esclusivamente di infezione da meningococco di tipo B o C: i ceppi predominanti in Europa,mentre i ceppi diffusi in Africa sono di tipo A, W-135 ed X. Invece di accusare persone innocenti, sarebbe il caso di sottolineare che per combattere questo meningococco disponiamo da tempo di un vaccino efficaci ente in tutti i casi , ma in particolar modo potremmo far sparire tale perniciosa patologie dall’intera popolazione, come accaduto in diverse nazioni civili del Nord-Europa, se tutti quanti i genitori avessero l’accortezza di far vaccinare la propria prole.

migranti-vaccinazione

migranti-vaccinazione

In conclusione e per questo motivo è inverosimile che i migranti siano responsabili del presunto aumento di casi di infezioni meningee, ma che questo evento, per nulla straordinario sia stato grottescamente quanto ripetutamente strumentalizzato, da chi invece di informarsi in maniera preventiva, preferisce incolpare persone del tutto estranee, peccando più che di superficialità, forse di cinismo. Il risultato ovvio e di diffondere cosi informazioni false e tendenziose, a volte un po per paura ma altre volte in maniera consapevole da alcuni siti-bufale sui socials e dai soliti politici interessati a creare la paura, come volano di gratuito consenso su un procurato allarme.

Roma, 21 febbraio 2017

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