Variante PRG di Battipaglia: Ancora cemento?

Variazione al PRG: ancora cemento? A chiederselo è l’Associazione CivicaMente che fa le pulci alla gestione dello Strumento urbanistico.

E tra assenza di un qualsiasi indice urbanistico, aree a parcheggio occupate, aree verdi inesistenti o abusivamente occupate, Dotazioni di PRG mai acquisite al patrimonio dell’ente, un Piano Regolatore, ormai disatteso, una qualsiasi idea di variante è uno sberleffo.

Battipaglia-dallalto-scorcio

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – «Il nostro lavoro di associazione politica – si legge in una nota politica dell’Associazione battipagliese Civicamente – ci spinge spesso ad analizzare i documenti emessi dall’amministrazione, sia per motivi meramente formativi e conservativi degli iter procedimentali, sia per motivi legati alla funzione di “controllo” che ogni cittadino che si ritenga tale dovrebbe operare come diritto e come dovere.

Di recente, il gruppo di lavoro relativo al PUC ed all’urbanistica ha posto l’attenzione sul documento di approvazione della variante al P.R.G. in zona Serroni Alto, notando alcune incongruenze che hanno sollecitano la nostra curiosità e che abbiamo provveduto a manifestare all’amministrazione. Di seguito un elenco di esse:

Innanzi tutto le istanze pervenute all’Ente, con le quali l’Ing. Angione, dirigente dell’ufficio tecnico, introduce la necessità di intervenire con una Variante al PRG, sono datate 2010; sembrando insolito, a nostro avviso, il tempo trascorso per una risposta, abbiamo cercato nei nostri archivi, argomenti relativi al luogo di intervento per chiarirci le idee.

La stessa variante infatti, redatta dall’arch. Parente nel 2014, relativa agli stessi lotti di terreno, fu rigettata dall’ing. D’Aco, responsabile dell’UT durante il periodo di Commissariamento del Comune di Battipaglia. Ci pare inverosimile che tale precedente iter sia sfuggito all’ing. Angione.

Inoltre, nel documento di approvazione alla variante, si notano continui riferimenti all’art. 38 del L.R. 16/2004, ma mai un riferimento allo stesso articolo quando si rimanda alle previsioni sui limiti di edificabilità dettati dalla Legge Regionale n° 17 del 20/03/1982, così come chiarito anche dalla Delibera della Regione Campania n° 635 del 21/04/2005. Ciò ci pare strano, in ragion del fatto che i lotti in questione ricadono nel perimetro urbano (secondo la perimetrazione del centro urbano approvata dal Comune di Battipaglia con Delibera n° 116 del 01/07/1999) dove sono consentiti soltanto interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Siamo obbligati a far notare che degli interventi atti a stabilire i pur superati standard urbanistici, all’epoca del PRG, non vi è traccia nell’intero quartiere; anzi, dalle tavole relative alla variante redatta dall’Ing. Parente – molto più chiare di quelle in b/n allegate alla delibera in oggetto – si evincono una serie di incongruenze, probabilmente frutto di interventi, che hanno sicuramente saturato l’indice di edificabilità in C2.

Nessuna delle aree di servizio previste è stata mai realizzata: le aree di parcheggio sono state occupate da abitazioni, (una di queste è anche stata oggetto di revoca in autotutela dei Commissari di ben tre Permessi a Costruire); le aree verdi, inesistenti; un’area verde, parallela a via Serroni, è adibita a parcheggio privato di una serie di palazzine, presumibilmente, utilizzata per computo volumetrico; Via Lituania, che partendo da via Mosca dovrebbe raggiungere via Foggia, dopo aver attraversato via Brindisi, risulta in parte giardino privato, in parte terreno coltivato a vite; una palazzina della stessa strada, adibita a servizi, è da decenni residenziale.

Nella Tavola A2 della delibera 14/2014 viene presentata una sovrapposizione tra il PRG e lo stato di fatto: risultano evidenti i tanti interventi completati violando le disposizione dello strumento urbanistico vigente. In particolare tutto il lato perimetrale adiacente la viabilità principale, sulla Tav.A3, è descritto come “Dotazioni di PRG mai acquisite al patrimonio dell’ente” e, dalla sovrapposizione con l’aerofotogrammetria, spiccano diversi manufatti realizzati nel corso degli ultimi decenni. Alcune di esse non potranno mai essere acquisite dato lo stato di fatto.

A causa dell’assenza di un qualsiasi indice urbanistico e più in generale di una progettazione territoriale adeguata, negli ultimi tempi, nel quartiere, stanno prendendo forma tutti i tipi di abusi edilizi. Mancando un adeguato controllo, l’area Serroni Alto è diventata ormai terra di nessuno, dove chiunque può appendere un cartello sulla “cosa pubblica” con scritto “Questo è mio”. Comuni marciapiedi, sui quali si è transitato per 30 anni, improvvisamente diventano giardini privati, facendo bastare un fine settimana per trasformare un giardino in garage, un capanno degli attrezzi in dependance, un terrazzo in ampliamento in appartamento. Altrettanto poco serve per costruire complessivi 30/50 mq di tettoia al pian terreno ed all’ultimo piano, trasgredendo qualsiasi norma edilizia: nemmeno un cartello di inizio lavori! (Obbligatorio secondo l’art.27 DPR 380/2001 Testo Unico in Materia Edilizia).

Ciò detto, senza approfondire oltre, quanto elencato ci sembra già sufficiente a porsi qualche domanda:

  • Potranno ulteriori 7466 mc di cemento in questa area C2, priva di standard urbanistici, migliorare la vivibilità o contribuire a raggiungere gli standard odierni?
  • Perché le inadempienze degli uffici preposti al controllo del territorio devono gravare sulla vivibilità dei cittadini?
  • Se nel recente passato sono stati revocati ben tre Permessi a Costruire in via Budapest, 16, è lecito pensare che le nostre supposizioni abbiano un briciolo di fondamento?

In conclusione, siamo dell’idea che tali varianti ad un Piano Regolatore, ormai disatteso e di mero sberleffo, rappresentino l’esatta descrizione di una gestione troppo spesso legata all’improvvisazione ed agli interventi non programmatici, facendo registrare una carenza di visione futura e di rispetto delle decisioni tecniche prese in precedenza.

Ci chiediamo altresì, – conclude la nota di CivicaMente – visto il rapporto parentale che intercorre tra due degli interessati ed un assessore comunale, se, dinanzi alle tante necessità che vi sono in città, vi fosse una somma urgenza ad eseguire una variazione del genere, quantomeno fuori da ogni tipo di buon gusto; questione di stile».

Battipaglia, 2 aprile 2017

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