Regolamento polizia mortuaria: Maggioranza alla deriva

Fido e Cardiello: “Regolamento polizia mortuaria: porte aperte a tutti, camorristi compresi. L’ennesimo passo falso di una maggioranza alla deriva“.

I capogruppi di Forza Italia e Eboli 3.0 analizzano il testo approvato ieri sera in consiglio comunale e accusano. 

Santo Venerando Fido- Damiano Cardiello

Santo Venerando Fido- Damiano Cardiello

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – “Cariello e compagni non smettono di stupire in negativo sul tema della legalità. – scrivono Santo Venerando Fido di Eboli 3.0 e Damiano Cardiello di Forza Italia – Una parola che tengono lontano dall’aula consiliare, creando corti circuiti senza precedenti con la cittadinanza. Eppure questa volta il tema era uno dei più delicati, dove sapevano bene di non dover commettere errori.

Dopo quattro anni di gestione padronale della casa comunale, cambiare la rotta su legalità, trasparenza amministrativa ed imparzialità della P.A. era forse troppo per loro. – proseguono Fido e Cardiello – Intanto il segnale che è stato lanciato all’esterno è a tratti devastante,  e non è la prima volta, Basti pensare al voto contrario che hanno espresso circa un omologo emendamento al regolamento per la gestione dei beni patrimoniali che prevedeva per chi avesse subito estorsioni di denunciare alle forze dell’ordine tali richieste.

Ieri sera hanno fatto il bis, con strafalcioni che difficilmente verranno dimenticati da chi ha a cuore il concetto di legalità quale bussola dell’azione politica. – aggiungono Fido e Cardiello – Avevamo presentato dodici emendamenti ad un testo confuso e scritto male dal duo Cariello-Bruno (Resp. Settore Cimitero). Tra questi quelli relativi ad una maggiore trasparenza sugli operatori cimiteriali e altri che miravano ad apportare correzioni, fornendo il giusto presupposto per una lotta senza quartiere alla camorra che, in un settore come quello delle onoranze funebri, tarda ad essere sconfitta.

Il primo prendeva spunto dalla recente inchiesta della Procura di Salerno, denominata “morti viventi” che ha smascherato una fitta rete di relazioni illecite. – aggiungono ancora i due capigruppo Consiliari di opposizione – La magistratura e le forze dell’ordine nel 2016 hanno scoperto che dimettevano i pazienti dall’ospedale, dichiarando che erano in fin di vita, ma in realtà gli stessi erano già morti e dall’Ospedale di Eboli, teatro delle irregolarità, non potevano uscire. Non in quel modo, non da morti. Sette persone indagate, tre medici e quattro volontari di una croce privata, con un compendio di intercettazioni ambientali che lascia rabbrividire, ricco di frasi del tipo: “C’è un paziente in reparto. È morto. Lo dimettiamo come malato in pessime condizioni. Venite a prenderlo». La conversazione ricorrente era questa, il tutto per portare la salma a casa dai familiari in lacrime.

Per questi motivi e al fine di scongiurare il ripetersi di queste scene l’emendamento prevedeva il divieto di trasportare salme dal luogo di decesso nelle private abitazioni, poiché non c’erano i requisiti delle camere mortuaria. – dicono Fido e Cardiello – Cariello e compagni, invece hanno votato contro mantenendo il testo che consente all’art. 36 addirittura al Sindaco di decidere, con la massima discrezionalità e sentita l’ASL competente, di trasferire defunti in private abitazioni, una norma in aperta violazione del DPR 285/90.

Il secondo emendamento escludeva la possibilità ad Eboli di rilasciare autorizzazioni a soggetti aventi condanne definitive per reati gravissimi, quali associazione per delinquere di stampo mafioso, corruzione, frode, estorsione, tratta di esseri umani o terrorismo, tanto per citarne qualcuno. – fanno notare Cardiello e Fido – In pratica tra i requisiti per il rilascio dell’abilitazione alla sede principale o della filiale dell’impresa funebre,  nel pieno rispetto della normativa in materia di lotta alla corruzione, l’operatore economico doveva avere un certificato penale pulito da questo tipo di reati, come peraltro previsto dall’art. 80 del Codice degli appalti.

Con il testo approvato ieri sera anche una filiale di onoranze funebri del noto imprenditore Squecco di Capaccio (condannato in via definitiva a un anno e mezzo per tentata estorsione con l’aggravante della matrice camorristica) potrà essere aperta in Città. – evidenziano i due capigruppo di Eboli 3.0 e Forza Italia – Non ultimo l’emendamento, anch’ esso bocciato, che garantiva agli uffici comunali, grazie all’ acquisizione dei certificati dei carichi pendenti e casellario giudiziale, di sapere se tra gli operatori funebri assunti da una ditta privata vi fossero affiliati ai clan.

Anche in questo caso il voto è stato contrario. Ogni commento ulteriore resta superfluo, ma deve far riflettere il silenzio di tutti i  consiglieri comunali di maggioranza e l’assenza di altri al momento del voto, imbarazzati profondamente da una decisione che nulla ha di politico, ovvero quella di non sbarrare le porte ai camorristi. – concludono Cardiello e Fido – Nel ricordare con fermezza al Sindaco e tutta la compagine di maggioranza che la legalità non si predica soltanto sui quotidiani ma si attua in concreto, invitiamo il Prefetto di Salerno, a cui invieremo il testo, ad intervenire in merito».

Eboli, 09 luglio 2019

Damiano Cardiello Capogruppo FI, Fido Santo Venerando Capogruppo Eboli 3.0

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  1. Art. 2 Delibera della Giunta Regionale n. 731 del 27/11/2017 regolante il rilascio della abilitazione all’esercizo delle attività funebri

    Abilitazione Sede Principale dell’Impresa Funebre

    1. L’impresa che intende richiedere il rilascio del titolo abilitativo di cui al punto 2 per
    l’apertura della sede principale deve presentare all’ufficio S.U.A.P. del Comune di pertinenza
    apposita istanza allegando la documentazione di seguito specificata:
    a) copia delle buste paga del direttore tecnico e degli operatori funebri utilizzati e copia
    dei modelli Unilav, dai quali si evincono le rispettive date di assunzione, le qualifiche
    nonché la tipologia di contratto di lavoro subordinato e continuativo a tempo pieno.
    La carica di Direttore Tecnico può essere ricoperta dal titolare dell’impresa, se trattasi
    di impresa individuale o dall’amministratore p.t. se trattasi di società di persone o di
    capitali;
    b) copia degli attestati di formazione professionale in corso di validità, rilasciati da ente
    di formazione convenzionato e vistati con protocollo della Regione Campania
    Assessorato al Lavoro e copia degli attestati di iscrizione al registro regionale,
    seconda sezione;
    c) copia del documento d’identità di tutti i lavoratori dipendenti, ivi compreso il Direttore
    Tecnico dedicato;
    d) contratto di locazione o titolo di proprietà della sede dove si svolge l’attività funebre
    che deve rispettare le norme urbanistiche e quelle relative alla destinazione d’uso.
    e) contratto di locazione o titolo di proprietà dell’autorimessa, da ubicare
    necessariamente nel Comune ovvero in altro Comune confinante e/o limitrofo, dotata
    di attrezzature per la pulizia e la sanificazione, in conformità alle prescrizioni del
    regolamento comunale assunto dal Comune di pertinenza, del Decreto del
    Presidente della Repubblica n. 285/1990 e delle disposizioni normative in materia di
    rimesse di veicoli, di pubblica sicurezza e di previsione antincendio nel rispetto delle
    norme urbanistiche e quelle relative alla destinazione d’uso.
    2
    fonte: http://burc.regione.campania.it
    f) titolo di proprietà dei carri funebri e dei mezzi utilizzati dall’impresa per lo svolgimento
    dell’attività, con caratteristiche conformi alle prescrizioni del regolamento comunale
    assunto dal Comune di pertinenza, del Decreto del Presidente della Repubblica n.
    285/1990 e del Codice della Strada;
    g) comunicazione e valutazione del rischio sicurezza e salute dei lavoratori nei luoghi di
    lavoro ai sensi e per gli effetti del d.lgs. 81/08 e s.m.i.;
    h) documento di nomina del medico competente per la sorveglianza sanitaria dei
    lavoratori (81 del 2008);
    i) casellario giudiziario dell’amministratore e del direttore tecnico.
    j) S.C.I.A. per l’esercizio dell’attività di commercio di vicinato per la vendita di casse
    funebri e articoli funebri, svolta nello stesso locale in cui si svolge l’attività funebre;
    k) S.C.I.A. per l’esercizio di agenzia affari e commissioni, art. 115 TULPS, per il disbrigo
    pratiche inerenti al decesso di persona, svolta nello stesso locale in cui si svolge
    l’attività funebre;
    l) Copia degli attestati di regolarità contributiva previdenziali e fiscale;
    m) Copia del tariffario in cui vengono elencate le tariffe dei servizi standardizzati forniti
    dall’impresa, di cui ai commi 2 e 3 dell’art.3 dell’allegato A alla L.R. 12/2001,
    modificata dalla L.R. 7/2013.
    2. L’Ufficio S.U.A.P., verificata la sussistenza di tutti i requisiti sopra indicati, provvede al
    rilascio del Titolo Abilitativo per la Sede principale per la quale è stata proposta istanza. In
    caso contrario, ove ravvisi la mancanza, anche solo di uno dei requisiti prescritti ex lege,
    nega il rilascio del titolo abilitativo.
    3. Eventuali carenze istruttorie potranno essere sanate dall’istante entro 30 giorni dal
    deposito della richiesta di rilascio del titolo abilitativo o da eventuale richiesta di integrazione
    da parte del competente ufficio comunale, pena l’archiviazione della pratica da parte del
    competente ufficio comunale.

    Basta leggere il punto I che indica la presentazione del casellario giudiziale.
    Ed è intrinseco che chi ha avuto determinate condanne (associazione,corruzione, frode, estorsione), non avrà MAI l’abilitazione allo svolgimento delle attività funebri.

    Posso affermare che la regione Campania stà ponendo molta attenzione su questo settore.
    Quindi ritengo che le preoccupazioni dei due consiglieri siano fugati alla base.

  2. ma il nuovo regolamento cosa prevede?
    quello approvato ieri in data 8 luglio 2019.

  3. Infatti lascia molto perplesso l’uscita di alcuni consiglieri di maggioranza durante la votazione dell’emendamento numero tre di Cardiello.
    Questa maggioranza un serio esame di coscienza dovrebbe farlo, qualcosa non va in questo regolamento ed alcuni lo hanno compreso e dovrebbero spiegarlo ai cittadini non si può bocciare tutto per il solo piacere di andare contro.

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