Battipaglia e Banco alimentare: Ancora 633 famiglie senza Buoni Spesa

Buoni spesa e Banco alimentare, CivicaMente accusa l’Amministrazione: ha mostrato la propria inadeguatezza

Ad oggi il 40% di domande inevase è la diretta conseguenza di un bando scellerato. 633 domande di buoni spesa “non compilate o incomplete” vogliono dire 633 famiglie senza beni di prima necessità, private della possibilità di “mettere il piatto a tavola”.

banco alimentare

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – Il 29 Marzo il Governo nazionale, per fare fronte all’emergenza alimentare provocata dall’interruzione delle attività economiche, prevedeva il riparto di risorse extra ai Comuni; Battipaglia riceveva a tale scopo 416.707,30 euro. Tale somma è stata poi distribuita con apposita Ordinanza della Protezione Civile (n. 658/2020). Secondo le disposizioni sono state date due possibilità ai comuni: la distribuzione dei buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari oppure acquisto l’diretto dei generi alimentari (Art.2 comma 4).

Il Comune di Battipaglia ha optato solo per la prima modalità, ed ha emanato nei giorni successivi un bando con requisiti piuttosto stringenti, richiedendo una modulistica di partecipazione composta da 3 pagine di informazioni da trasmettere. Gli altri comuni, tra cui quelli limitrofi, hanno richiesto un modello di domanda anche di una sola pagina. L’ANCI Campania – e ricordiamo che il nostro Sindaco, come ricorda sempre, è membro del Consiglio Nazionale – aveva predisposto un modello di domanda (http://www.ancicampania.it/wp-content/uploads/2020/03/Modulo-richiesta-.pdf) di due sole pagine. La scelta dell’Ente di Battipaglia, non facendo tesoro né dei modelli proposti da ANCI, né “copiando” da Comuni più efficienti, è andata in controtendenza e ieri, ad un mese dall’ordinanza governativa, abbiamo potuto leggerne i primi risultati.

Con Determina Dirigenziale n. 427 del 27 Aprile apprendiamo che al momento sono state accettate ed evase 963 domande, mentre ne sono “congelate” 633; allo stato, sono stati utilizzati dopo un mese 182.000 Euro con un residuo da utilizzare di 234.707,30 Euro. La stessa dirigente del settore Politiche Sociali, ha dichiarato nello stesso documento che “la percentuale di domande non compilate o da integrare è risultata altissima ed i buoni emessi, sino alla data odierna, sono il frutto di un contatto continuo con gli utenti (via email, telefonico, via sms, tramite appuntamento con il servizio sociale professionale) per ottenere le dichiarazioni mancanti o incomplete”.

Se a questo aggiungiamo che l’intera macchina amministrativa ha destinato a questo processo, e citiamo dalla determina, “un gruppo di lavoro costituito da 9 dipendenti del Settore Politiche Scolastiche e Sociali, che hanno garantito le proprie prestazioni in modalità lavoro agile, compilando apposito report giornaliero da cui emerge che il tempo di lavoro dedicato a tale attività è andato molto oltre l’orario ordinario con lavoro svolto anche di sabato e domenica e nei festivi”, appare evidente che le misure adottate non sono sufficienti all’obiettivo prefissato.

Lo spirito e la ratio del provvedimento governativo sono stati completamente disattesi e sacrificati sull’altare della burocrazia e della formalità dal Comune di Battipaglia; si ricordano le parole del Presidente Conte: “Già dalla settimana prossima i sindaci dovrebbero essere nelle condizioni di distribuire dei buoni spesa e bonus a chi si trova in condizioni di bisogno, affinché possa ottenere subito somme spendibili. Stiamo facendo l’impossibile per azzerare la burocrazia”. Il Governo, e ci pare chiaro, non aveva fatto i conti con il nostro grigio e vecchio modello amministrativo.

È palese che avere ad oggi, dopo un mese, il 40% di domande inevase è diretta conseguenza di un bando scellerato e di un modello di domanda per la cui compilazione era richiesta una interpretazione, o quantomeno di un’organizzazione delle risorse e dei processi poco rappresentativa della necessità. 633 domande di buoni spesa “non compilate o incomplete” vogliono dire 633 famiglie senza beni di prima necessità, private della possibilità di “mettere il piatto a tavola”.

Ancora una volta l’Amministrazione Francese ha dimostrato la propria inadeguatezza e l’incapacità di farsi aiutare dalle decine di associazioni che lavorano nel sociale in questa città; qualunque CAF o Patronato avrebbe proposto un modello migliore di quello prodotto. Invitiamo, pertanto, la Giunta Comunale a provvedere al più presto a sbloccare i buoni congelati. Ogni giorno che passa vuol dire un giorno in più di mancato aiuto di beni alimentari, di cibo. Una sconfitta per la dignità umana.

Inoltre, apprendiamo da notizie oramai di dominio pubblico che il Banco Alimentare istituito presso le Scuole De Amicis, col supporto della Battipaglia bella, vive un momento di difficoltà.
Facciamo notare che il fondo stanziato per il Comune di Battipaglia può essere utilizzato anche per acquisti diretti dei beni alimentari e che, con un rapido calcolo, evadendo tutte le domande congelate, residuerebbero circa 100.000 Euro da impegnare. Invitiamo caldamente l’Amministrazione Francese a utilizzare al più presto questi fondi per sostenere il prezioso servizio del Banco Alimentare, strumento eccellente messo in campo in questo periodo di crisi per i concittadini in difficoltà, e non paravento per eventuali critiche.

È ora dei fatti, è ora di muoversi. Si parla di dignità delle persone, si parla di cibo, si parla di fondi emergenziali che ad un mese dalla loro disponibilità sono per il 65% non utilizzati. Nel pieno spirito collaborativo, consegniamo queste due umili proposte alla Sindaco e alla Giunta. Fate in fretta!

Nel frattempo, invitiamo ancora una volta i nostri concittadini che ne hanno possibilità, proseguendo la grandissima testimonianza del proprio senso di solidarietà e responsabilità, a sostenere le iniziative messe in campo a favore dei battipagliesi in difficoltà. Anche noi faremo la nostra parte.

Battipaglia, 29 aprile 2020

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