I pericoli dell’Accordo UE–Mercosur. Appello PDE/Renew alla Meloni

Per il PDE/Renew l’accordo UE–Mercosur nasconde troppe insidie, non ci sono ristori che tengono a compensare i danni e per salvaguardare i prodotti e le eccellenze italiane. Mullooly (PDE/Renew) alla Meloni, “Non vendete la salute degli europei per un piatto di lenticchie”. 

Consiglio Europeo

POLITICAdeMENTE

BRUXELLES – “Alla luce delle gravi evidenze emerse sull’uso di antibiotici illegali e promotori della crescita in parte della produzione zootecnica brasiliana, sarebbe irresponsabile accelerare l’approvazione politica dell’accordo UE–Mercosur senza garanzie solide, verificabili e vincolanti”, ha dichiarato Ciaran Mullooly, membro della Presidenza del Partito Democratico Europeo ed eurodeputato irlandese di Renew Europe.

“Gli agricoltori europei, e in particolare quelli italiani, rispettano standard tra i più elevati al mondo in materia di sicurezza alimentare, benessere animale e salute pubblica. Non possono essere messi in concorrenza con prodotti ottenuti secondo regole più deboli, a scapito dei consumatori e delle eccellenze europee.”

Mullooly ha rivolto un appello diretto al governo italiano, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida: “L’Italia ha una voce forte in Europa. La utilizzi oggi. Non si venda la salute degli italiani e degli europei per un piatto di lenticchie, sotto forma di compensazioni finanziarie di breve periodo.

L’idea della Commissione europea di spostare risorse dalla politica di coesione – fondi che appartengono ai cittadini e ai territori – per ‘indennizzare’ gli agricoltori è un campanello d’allarme, non una soluzione. Se per far accettare un accordo bisogna pagare chi ne subisce gli effetti, significa che quell’accordo non è equilibrato.

La firma dell’accordo UE–Mercosur è stata rinviata aggiornando la discussione al 20 gennaio prossimo: a chiederlo è stata l’Italia, appoggiata dalla Francia, che invoca tempi e garanzie maggiori per l’agricoltura Nazionale. Roma ha chiesto più tempo per rispondere alle pressioni interne del mondo agricolo e per ottenere delle salvaguardie ritenute necessarie per proteggere alcuni prodotti italiani e la Francia si è accordata. 

Ma Cos’è l’accordo sul Mercosur (blocco sudamericano composto da Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay)?

Si tratta di un partenariato che in prospettiva liberalizza una quota molto ampia degli scambi: l’intesa prevede la rimozione progressiva di dazi su larga parte dei beni industriali e agricoli (con soglie che nei negoziati prevedono percentuali molto elevate di liberalizzazione entro un arco temporale da definire), e l’apertura di appalti pubblici con impegni su sostenibilità, lavoro e ambiente.

Le obiezioni più forti arrivano dal settore agricolo italiano e francese dagli allevatori e coltivatori i quali temono concorrenza da prodotti (carne, zucchero, cereali) che potrebbero entrare in Europa a prezzi più bassi e ancora più grave con standard diversi da quelli europei su uso di pesticidi, tracciabilità o benessere animale. Di conseguenza a seguito delle numerose e partecipate proteste che hanno toccato larghi settori sia vicini alle destre e sia vicine alle sinistre, invocando clausole di salvaguardia si é pensato a strumenti di compensazione per i settori che si prevede siano i più colpiti.

Di qui l’appello di Ciaran Mullooly, membro della Presidenza del Partito Democratico Europeo ed eurodeputato irlandese di Renew Europe, rivolto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, a rivedere ed in maniera più approfondita l’accordo che se da un lato può aiutare quei mercati a risollevarsi dall’altra inevitabilmente danneggia I mercati europei ed inispecialmodo danneggia l’Italia è I Produttori italiani. Purtroppo quando si parla di “salvaguardia” di “compensazioni” di “ristori” inevitabilmente si ammette vi siano dei danni, danni che a catena ricadono sul sistema Paese Italia, sulla Produzione, sui consumatori, vieppiú favorendo i grandi gruppi di acquisto che regolano prezzi e mercato, purtroppo ahinoi sempre a rialzo e in danno dei consumatori.

Ma la cosa più grave che a sollevare questo problema sia stato un eurodeputato irlandese e non uno italiano.

Bruxelles, 7 gennaio 2026

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