Tra aumenti dei stalli, crisi generale, cittadini tartassati e commercianti del centro sempre più infuriati per la crisi irreversibile del settore, Eboli si interroga su un sistema che chiede sacrifici sempre agli stessi senza restituire niente di niente a nessuno. “È… io pago”.

POLITICAdeMENTE
EBOLI – La domanda nasce da un semplice intervento di un internauta, uno di quelli che non ha tessere di partito ma solo il portafogli sempre più leggero: “Ma a cosa servono le strisce blu e quali vantaggi reali portano ai cittadini?”.
Una mazza di niente.
Una domanda e una risposta tutt’altro che banale, soprattutto se posta a tutto il Consiglio comunale o a chi comanda, perché negli ultimi anni, dal periodo del commissario prefettizio, per intenderci, dopo Massimo Cariello, fino all’attuale amministrazione Conte, le strisce blu a Eboli non sono diminuite, anzi, sono aumentate. Si sa, aumentano gli stalli, aumentano i pagamenti, aumentano le spese per famiglie, professionisti, genitori che accompagnano i figli a scuola, cittadini che devono raggiungere uffici pubblici, anche perché il trasporto pubblico, che pure c’è, ma nessuno lo sa e nessuno conosce le tratte, gli orari e le fermate, e se non si ha tempo o niente da fare, si può aspettare anche che passi qualche bus e prenderlo, e magari chiedere all’autista che comunque fa il suo giro, trasportando “aria” dove va e che tragitto fa, e semmai anche quando si paga. Ma che quei Bus passano sempre vuoti e….
E io pago! Diceva Totò
E Pantaleone paga.
E paga sempre.
Si prova e si riesce, come si dice dalle nostre parti, a cavare sangue dalle rape, trasformando la sosta in un piccolo pedaggio quotidiano e quindi un grande business.
Quello dei parcheggi a pagamento, ossessivamente ed esageratamente presenti nel centro cittadino, sulla stessa Via San Bernardino (un centinaio), immediatamente vicino a questa strada tutta l’area del Municipio e per intero il Viale Amendola ora con “penetrazione” in via Cassese, in via Sisto e in aggiunta ancora tutti i passaggi pedonali (sperando paghino), è tutto oro, evidentemente, “oro” sottratto alla Ditta che gestisce i Parcheggi a Pagamento, tenuto conto che ogni singolo stallo produce per una giornata 10 €. Se facciamo due calcoli, per i circa 1000 stalli presenti nel centro cittadino sono 10mila euro al giorno, per 30 giorni sono 300mila € e per 12 mesi, fatelo voi il conto. Si dirà, certo non tutti gli stalli producono la stessa cifra, ecco perché prevalentemente sono stati individuati nei luoghi più frequentati, Comune, uffici, Ospedali, Chiese e lungo le strade più importanti del centro cittadino, Viale Amendola e Piazza compresi. Nessuno nelle periferie, figuriamoci a Santa Cecilia, gli Uffici, le Scuole e le Chiese ci sono anche li, ma anche se non ci fossero sarebbe giusto che anche le periferie dessero il proprio contributo, per alleggerire il salasso del Centro urbano.
Val la pena ricordare che la legge, pur non individuando una percentuale specifica, stabilisce che, quando si prevedono delle aree di sosta a pagamento o con limite di durata, deve essere altresí riservato anche un adeguato numero di stalli destinati a parcheggio gratuito o senza dispositivi di controllo del tempo. Questo ovvio richiamo o raccomandazione viene anche stabilito dalla Cassazione la quale “raccomanda” i Comuni di motivare in modo specifico le esigenze che giustificano l’istituzione di stalli a pagamento. La legge, pur non indicando le proporzioni, prevede anche che i parcheggi a pagamento debbano essere alternati a parcheggi gratuiti. Tra l’altro, per ricavare più parcheggi si sono delimitati a terra con misure striminzite, che appena si possono aprire gli sportelli. Vuoi vedere che per farne di più non rispondono nemmeno elle minime misure 2,30 X 4,50?
È così, forti di queste “genericità” si è interpretato in pejus la norma, tanto da far dichiarare al Sindaco di Eboli Mario Conte, a motivazione dell’incremento degli stalli a pagamento bollando come “sciocchezze” le proteste dei cittadini e le sottolineature della stampa dichiaró: «….. i nuovi stalli a pagamento in via Sisto e via Cassese che sono puntualmente contemplati dal bando, altro che intervento a sorpresa e irregolare e bando da annullare.
La scelta di prevedere le strisce blu a via Cassese e via Sisto si spiega con la necessità di garantire spazi di sosta ai tanti cittadini che ogni giorno devono raggiungere importanti uffici nella zona, come quelli comunali e lo stesso ufficio postale centrale.
Con gli stalli non a pagamento le auto rimanevano in sosta anche per l’intera giornata, creando difficoltà a quanti si rivolgono agli uffici pubblici; gli stalli a pagamento, invece, garantiscono in maniera naturale il ricambio delle auto in sosta, assicurando spazi ai cittadini».
Una dichiarazione, invero, fatta con la precisa intenzione, non di favorire i cittadini che non trovano il parcheggio sotto gli uffici, ma di “fotterli”, così trovano i posti e pagano.
Se veramente si vuole favorire i cittadini che devono raggiungere gli Uffici Pubblici, non era meglio prevedere in quelle aree il parcheggio orario? Ma che, pagano i “Pantalone”.
Il problema non riguarda purtroppo solo Eboli, è vero, ma solo in questa Città si è data una motivazione così gattopardesca. Questa Città purtroppo, è sull’orlo della miseria, e attraversa una fase delicata, soprattutto per il commercio di prossimità, che che ne dica l’Assessore alla Attività Produttive, anch’egli sostenitore dei “complotti” e degli “sciacallaggi”, già messo in ginocchio da crisi economica di livello nazionale e internazionale, con l’aggravante di una crisi Politica che ha paralizzato il Consiglio Comunale consegnando i una maggioranza che non è più maggioranza, ma che si è asserragliata nel Palazzo e mortifica la Città. In questo contesto, è quanto mai inopportuno pretendere una vera è propria tassa aggiuntiva per i cittadini del capoluogo, già tartassati dai Tributi, atteso che a pagare per gli oltre 5000 evasori della TARI Sono sempre i fessi.
I parcheggi e le soste a pagamento vanno sicuramente regolati, ma quando il sacrificio richiesto al cittadino va oltre ogni limite non si traduce in un beneficio ma si trasforma in una tassa mascherata. E allora, come sempre chiediamo: a chi giova tutto questo? Chi è che ci guadagna? E se quelle “migliorie” rappresentano una prepotenza è lecito sapere perché si prendono queste decisioni, si mantengono, si peggiorano e si difendono pur sapendo che sono contro i cittadini. In questa storia quando ci “guadagna” il Comune?
Fotogallery






Eboli, 3 febbraio 2026






