AVS Eboli: È resa dei conti nella maggioranza Conte

Il Consiglio Comunale boicottato e deserto per Alleanza Verdi Sinistra di Eboli, è la naturale conseguenza di una resa dei conti di una coalizione a guida Conte ormai esaurita.

POLITICAdeMENTE

EBOLI – «La seduta del Consiglio comunale di ieri rappresenta un fatto politicamente molto grave, non solo per quanto accaduto in aula, ma soprattutto per ciò che questo episodio rivela sullo stato reale della maggioranza che governa Eboli. – si legge in una nota stampa di Alleanza Verdi Sinistra di Eboli – Il Consiglio era stato convocato per l’approvazione del rendiconto di gestione, uno degli atti più importanti nella vita amministrativa di un ente locale. Non si tratta di un adempimento ordinario, ma del documento con cui l’amministrazione rende conto alla città di come sono state impiegate le risorse pubbliche e presenta una fotografia della situazione finanziaria del Comune. Il rendiconto avrebbe dovuto essere approvato entro il 30 aprile. Già questo termine era stato abbondantemente superato. A ciò si è aggiunta la diffida del Prefetto del 9 giugno 2026, con cui si intimava all’ente di provvedere entro venti giorni.

A quasi cinquanta giorni dalla scadenza naturale, il Consiglio viene finalmente convocato. Eppure la seduta salta per mancanza del numero legale. A determinare la caduta del Consiglio è stato il gruppo “Eboli Domani”, cioè una componente della stessa maggioranza che sostiene il sindaco e che è espressione diretta del vicesindaco, titolare della delega al bilancio.

Qui emerge tutta la portata paradossale della vicenda. Il gruppo politico che esprime l’assessore al bilancio decide di far venir meno il numero legale proprio sulla discussione del rendiconto, vale a dire sull’atto politicamente più importante che un assessore al bilancio presenta all’assemblea cittadina. È difficile immaginare una contraddizione più evidente. Perché il rendiconto non è un semplice documento tecnico, è la sintesi dell’attività svolta, il momento nel quale si esplicitano gli indirizzi politici e si verifica la coerenza tra programmi annunciati e risultati conseguiti.

Su questo punto il sindaco ha ragione quando parla di una responsabilità politica enorme. Tuttavia, si tratta di una crisi che arriva tardi. Gli elementi di fragilità della maggioranza erano già evidenti da anni. Continui rimpasti di giunta senza mai affrontare una vera discussione politica, senza un confronto trasparente tra le forze che sostengono la maggioranza e senza consentire agli assessori in carica di fare un bilancio dell’attività svolta. Le tensioni sono state gestite con accordi contingenti, senza affrontarne le cause politiche. Le divergenze sono rimaste irrisolte e sono emerse in maniera sempre più evidente. Quello che è accaduto ieri non è dunque un fulmine a ciel sereno, ma l’epilogo di una crisi politica che viene da lontano.

Ed è un epilogo che assume un significato ancora più evidente se si guarda al bilancio politico di questi anni. La maggioranza si sfalda senza aver portato a termine il Piano Urbanistico Comunale, uno strumento strategico fondamentale per programmare lo sviluppo della città, atteso da anni e più volte annunciato come imminente. Allo stesso tempo, non è stato ancora dato concreto avvio all’utilizzo delle risorse del Programma PRIUS, che rappresentano una delle più importanti opportunità di investimento e rigenerazione urbana per Eboli.

La verità è che la maggioranza che vinse le elezioni nel 2021, nei fatti, non esiste più. Esiste un insieme di gruppi e di interessi che faticano a trovare una sintesi e che non riescono più a garantire nemmeno l’approvazione di un atto fondamentale come il rendiconto. Quando una maggioranza non riesce a discutere e approvare il documento che certifica la propria gestione amministrativa, significa che si è consumata una rottura profonda del rapporto politico che l’aveva tenuta insieme.

La vicenda di ieri segna la fine. È il segnale che la fase politica del falso civismo e delle aggregazioni costruite solo per vincere si è esaurita. E se la maggioranza non è più in grado di assicurare l’approvazione degli atti fondamentali dell’ente, allora si pone inevitabilmente una questione di verità e di chiarezza nei confronti della città, prendere atto che l’esperienza nata nel 2021 si è progressivamente consumata e che non bastano più formule numeriche o accordi dell’ultima ora per nascondere una crisi che ormai è sotto gli occhi di tutti.

Sinistra Italiana Europa Verde

Eboli, 20 giugno 2026

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