Battipaglia. “Voci dal Carcere”, lettere di Sauchella al garante Ciambriello

“Voci dal carcere tra diritti, salute e speranze” nelle lettere al garante dei detenuti della Regione Campania Samuele Ciambriello e nella testimonianza di Antonio Sauchella.

POLITICAdeMENTE

BATTIPAGLIA – Nell’ambito del Picentia Short Film Festival diretto da Luca Capacchione, in programma fino a domenica 27 settembre, la Picentia Short Film Festival diretto da Luca Capacchione ha dedicato un pomeriggio ai temi della limitazione della libertà personale.

Ospiti presso la Sala Conferenze Domenico Vicinanza del Municipio di Battipaglia Antonio Sauchella e il garante dei detenuti della Regione Campania Samuele Ciambriello.

Nel suo “Alba di carta. Memorie di una prigionia”, Antonio Sauchella ripercorre le tappe della sua detenzione, dall’arresto in Francia al rientro in Italia, fornendo una testimonianza particolarmente interessante non solo per la sua personale vicenda di riscatto personale che negli ultimi dieci anni lo ha portato a lavorare proprio a stretto contatto con giovani in condizioni di emarginazione, ma anche e soprattutto perché ci permette di confrontare la situazione delle carceri italiane con quella delle carceri francesi. A uscirne sconfitte sono le prime, incapaci di garantire né le stesse occasioni di reinserimento sociale attraverso il lavoro, né le stesse possibilità di restare in contatto con i propri congiunti.

In “Lettere al garante. Voci dal carcere tra diritti, salute e speranze”, invece, Samuele Ciambriello riporta una serie di missive inviategli dai detenuti delle carceri campane e non solo. Alle lettere purtroppo “scontate” riguardo gli abusi subiti dai detenuti o le condizioni inumane di celle occupate dal doppio delle persone che potrebbero contenere si affiancano quelle che rivendicano la necessità di una pena da scontarsi nei propri territori di origine, per facilitare tanto il reinserimento sociale, quanto la continuità affettiva.

«Se chiedessimo a chiunque di completare la frase “Chi sbaglia deve…”, tutti risponderebbero “Pagare!”. Io, invece, sono convinto che chi sbaglia debba cambiare, perché questo è l’unico modo perché il tasso di recidiva italiano di oltre il 70 % scenda verso i livelli degli altri paesi europei.» Afferma Ciambriello.

A dialogare con i due autori sono i responsabili di Picentia Books Donato D’Aiuto, avvocato da tempo impegnato sul tema, e Vincenzo Cennamo, Presidente dell’Associazione Culturale Eos, che dichiarano: «Ogni giorno Antonio Sauchella e Samuele Ciambriello rispettivamente ci dimostrano e ci ricordano che l’Articolo 27 della nostra Costituzione dispone che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. Nella pratica, però, sembra che tutti ci siamo abituati all’idea che le carceri siano solo e soltanto dei tappeti sotto cui nascondere la polvere, dimenticando che la polvere in questione sono degli esseri umani. Questa polvere, però, finisce con il riemergere a ogni richiamo proveniente dalle istituzioni europee.»

Battipaglia incontro con Sauchella-Ciambriello-Cennamo

Battipaglia, 26 settembre 2026 

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