“NESSUN* È STRANIER*”, STRISCIONE SU BALCONE SCUOLA DI SALERNO, AURELIO TOMMASETTI EX RETTORE UNISA: «A SCUOLA SERVONO ITALIANO E INTEGRAZIONE, NON SLOGAN».

POLITICAdeMENTE
SALERNO – «“Qui nessun* è stranier*”. Una scuola pubblica dovrebbe affrontare un tema serio come l’integrazione con strumenti educativi, evitando slogan che sembrano fatti per la contrapposizione politica. E dovrebbe dare il buon esempio nell’uso della lingua italiana: il Ministero ha già raccomandato di evitare asterischi e schwa nelle comunicazioni in ambito scolastico». – ha dichiarato Aurelio Tommasetti, ex rettore dell’Università di Salerno, commentando lo striscione apparso all’Istituto comprensivo Rita Levi Montalcini di Salerno e pubblicato sulla pagina Facebook dell’istituzione scolastica. – «Ogni alunno deve sentirsi accolto e rispettato. Su questo non può esserci alcun equivoco. La critica riguarda gli adulti e la scelta dell’istituto di diffondere quel messaggio attraverso i propri canali. Chi rappresenta una scuola pubblica ha una responsabilità educativa e istituzionale: dovrebbe spiegare il senso delle misure sostenute dal ministro Valditara, anziché alimentare l’idea che si vogliano far sentire estranei gli studenti stranieri. È una rappresentazione capovolta dell’obiettivo dell’integrazione».
Il professore richiama quindi la centralità della lingua italiana e il contrasto alle classi ghetto nella linea sostenuta dal ministro.
«Il punto non è il passaporto: è la conoscenza dell’italiano. Un ragazzo deve poter comprendere le lezioni, studiare e crescere insieme agli altri. Per questo servono sostegno linguistico e condizioni che favoriscano una reale integrazione. Accogliere significa assumersi questa responsabilità fino in fondo. Lasciare uno studente con le sue difficoltà e limitarsi a uno striscione non gli offre gli strumenti di cui ha bisogno». – Tommasetti conclude con un richiamo al rispetto istituzionale e alla funzione della scuola pubblica. – «Le scelte del Ministero possono essere discusse, ma con rigore e rispetto istituzionale. L’autonomia scolastica richiede responsabilità anche nella comunicazione. La scuola deve insegnare ai ragazzi a pensare liberamente e usare correttamente la lingua italiana. Da un’istituzione educativa ci aspettiamo questo: meno slogan, più strumenti per dare a tutti le stesse opportunità».
Salerno, 3 ottobre 2026






