Roma. Stati Generali di Progetto Civico per l’Italia

Laboratorio “Crescita del Mezzogiorno”. Con Alessandro Onorato gli Stati Generali di Progetto Civico per L’Italia del 25/26/27 Ottobre di Roma. 

Alessandro Onorato Stati Generali Progetto Civico per l’Italia

POLITICAdeMENTE

ROMA – L’intento del laboratorio è combattere gli stereotipi sul mezzogiorno: superare la visione meramente “assistenzialistica” o denigratoria del sud Italia, valorizzare i “talenti” e individuare delle misure che possano rendere “normale” la crescita del Mezzogiorno.

«Dal lavoro del nostro Laboratorio – Si legge nella nota stampa pervenutaci – è emersa una priorità chiara: il capitale umano come driver di sviluppo del sud. Secondo i dati Svimez richiamati nel rapporto preparatorio, tra il 2022 e il 2024 oltre 175.000 giovani di 25-34 anni hanno lasciato il Mezzogiorno; ogni anno circa 40.000 laureati si trasferiscono al Centro-Nord. La perdita netta di capitale umano formato ed emigrato costa al Mezzogiorno circa 8 miliardi l’anno. Bisogna invertire la rotta: creare lavoro qualificato e mettere i giovani nelle condizioni di scegliere di restare.

Logica delle 3 R: Radicare le imprese; Retribuire i giovani; Restare dare un futuro solido e autonomo alle comunità attraverso la permanenza dei giovani qualificati.

La logica delle 3 R collega imprese, lavoro e comunità: Radicare le imprese nel territorio; Retribuire i giovani valorizzandone le competenze; Restare, dando un futuro solido e autonomo alle comunità attraverso la permanenza dei giovani qualificati.

Vincenzo Inverso Roma Stati Generali Progetto Civico per l’Italia

La nostra proposta in tre punti – prosegue la nota di Progetto Civico per Italia –

1) Lavoro di qualità e sviluppo territoriale nella ZES Unica

Proponiamo – prosegue – tre strumenti distinti e complementari: il credito d’imposta ZES sostiene gli investimenti; la decontribuzione riduce il costo delle assunzioni per le imprese; la detassazione aumenta il reddito netto dei giovani lavoratori.

Premiare gli investimenti che radicano lo sviluppo

Rafforzare il collegamento tra credito d’imposta ZES e benefici per il territorio, introducendo criteri premiali per gli investimenti che creano occupazione stabile e qualificata, soprattutto per giovani e donne; rafforzano le filiere produttive e le imprese locali; investono nella formazione e collaborano con università e ITS Academy.

Alle premialità vanno associati il monitoraggio dei risultati e impegni di permanenza dell’attività e dell’occupazione sul territorio, con clausole contro la delocalizzazione. L’obiettivo è garantire che il sostegno pubblico produca benefici duraturi per lavoratori, imprese e comunità, dando continuità alle agevolazioni e verificandone gli effetti.

Per le piccole e medie imprese meridionali, il laboratorio approfondirà strumenti per facilitare l’accesso effettivo alle agevolazioni ZES e rafforzarne il coinvolgimento nelle filiere produttive e nei progetti di investimento.

Sostenere le assunzioni stabili e qualificate

Introdurre uno sgravio contributivo fino a tre anni per le imprese che assumono a tempo indeterminato giovani under 35 qualificati nel Mezzogiorno, con attenzione a laureati, diplomati ITS Academy e figure tecnico-specialistiche. L’incentivo deve favorire occupazione aggiuntiva, valorizzazione delle competenze e permanenza dei posti di lavoro sul territorio, evitando la sostituzione di lavoratori già occupati.

Aumentare il reddito netto dei giovani

Riprendere la proposta SVIMEZ di detassazione parziale dei redditi da lavoro dei giovani neolaureati neoassunti nelle regioni meridionali: detassazione del 60% per i primi cinque anni. La proposta si ispira alla misura portoghese IRS Jovem e alla logica degli incentivi al rientro dei cervelli, valorizzando anche chi sceglie di costruire il proprio futuro nel Mezzogiorno.

Alessandro Onorato Stati Generali Progetto Civico per l’Italia

Per sostenere la misura, proponiamo di destinare risorse della nuova programmazione europea 2028–2034, in coerenza con l’obiettivo del diritto a restare e con l’indirizzo “Right to stay – your region, your future”. La priorità politica è orientare la futura coesione verso occupazione qualificata, valorizzazione del capitale umano e sviluppo territoriale, in raccordo con la strategia della ZES Unica.

2) Potenziamento dei servizi essenziali c.d. “di cittadinanza”

Rafforzare sanità, istruzione, scuola, con particolare attenzione alle periferie delle grandi città e alle aree interne. Il diritto a restare richiede opportunità di lavoro e condizioni di vita che permettano alle persone e alle famiglie di costruire il proprio futuro nel territorio.

3) Collegare le infrastrutture allo sviluppo delle aree interne: le grandi infrastrutture ferroviarie che si stanno realizzando al sud: Napoli-Bari, Salerno-Reggio Calabria e Palermo-Catania non devono solo collegare due città ma devono essere pensate come trasversali di sviluppo, capaci di coinvolgere anche le aree interne. Occorre collegare gli assi principali alle reti locali e ai servizi di mobilità, migliorando l’accesso a lavoro, formazione e servizi e mettendo in relazione imprese, città e territori. – Conclude la nota di Progetto Civico per l’Italia – Investimenti, lavoro e servizi devono concorrere allo stesso obiettivo: rendere il Mezzogiorno un luogo in cui le competenze trovino riconoscimento, le imprese possano crescere e restare sia una scelta concreta».

Roma, 27 ottobre 2026

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