San Valentino a Salerno in Piazza dell’Amore

San Valentino a Salerno: Dal 14 al 16 febbraio, in Piazza Flavio Gioia, tre serate di eventi dedicati agli innamorati, tra arte, storia e concerti.

Il 14, presentazione della “panchina dell’amore”… e domenica 16 febbraio partenza alle ore 10.00 dal Comune di Salerno un tour particolare alla scoperta dei tesori nascosti della Città, nel suo “cuore” antico, per conoscere i suoi misteri, le sue leggende e le sue struggenti storie d’amore!

Salerno-Piazza-Amore

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – Nella mattinata di ieri, presso la Sala Giunta del Palazzo di Città, l’Assessore Comunale al Turismo Enzo Maraio ha illustrato il programma de “La piazza dell’amore“, una tre giorni di iniziative organizzate in occasione del San Valentino. La ormai tradizionale rassegna dedicata agli innamorati si terrà da venerdì 14 a domenica 16 febbraio in Piazza Flavio Gioia.

La piazza dell’amore
Piazza Flavio Gioia 14, 15 e 16 febbraio 2014

14 Febbraio
ore 19,00 : presentazione della Panchina dell’Amore realizzata dagli artisti Olga Marciano e Giuseppe Gorga dell’Associazione Salerno in Arte
ore 19,15. posa del I lucchetto
ore 19,30 Lettera d’Amore di R. Santamaria: lettura di Cinzia Ugatti e Matteo Amaturo
ore 20,30 Concerto di Yvonne Mondany

15 febbraio
ore 20,30 concerto dell’Associazione New Generation Music Team

16 febbraio
ore 10,00 Visita Guidata “Storie d’Amore nella Salerno Medievale” a cura delle Associazioni Erchemperto ed Arteria. Partenza ore 10,00 da Palazzo di Città
ore 20,30 concerto Salbora.- band strumentale dell’Associazione Numeri Primi.

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Domenica 16 febbraio

partenza ore 10 dal Comune di Salerno

Ogni città nasconde, nel suo “cuore” antico, misteri, leggende e struggenti storie d’amore!

Il quartiere dell’Hortus Magnus, definito così dai documenti per la presenza di ampi giardini, nasconde nelle sue stradine e nei suoi palazzi storie e leggende che ci parlano di un Medioevo lontano.

Il palazzo che,oggi, ospita il Museo Archeologico ci racconta la triste vicenda di Antonella e Raimondo. Antonella era una delle damigelle della regina Margherita di Durazzo. La regina, rifugiatasi a Salerno dopo l’uccisione del marito Carlo III, avvenuta il 7 febbraio 1386, aveva ricostruito parte del Castel Terracena e ne aveva fatto la sua dimora. Antonella era una delle più belle damigelle che componevano la corte della regina. Un giorno il figlio di Margherita, Ladislao, di ritorno dalla guerra si fermò a Salerno per salutare la madre. Ladislao era accompagnato da valorosi guerrieri e tra questi vi era Raimondo, figlio di una nobile famiglia ungherese. Il destino volle che Antonella e Raimondo si incontrassero nel giardino della reggia, nei pressi di una fontana e si innamorassero perdutamente. Una perfida damigella, invidiosa di Antonella, avvertì Ladislao dell’accaduto. Ladislao proibì ai due di incontrarsi, perché Antonella era figlia di un umile fabbro, chiamato mastro Matteo del Convento. Antonella fu rinchiusa nel vicino monastero di San Michele, mentre Raimondo fu inviato in guerra. Trascorsi due anni, il re, per premiare il valore dimostrato da Raimondo in guerra, gli diede il permesso che si celebrasse, di nascosto, il matrimonio. Nell’anno 1412, durante una terribile epidemia di peste, la regina si ammalò. Il figlio accorse al suo capezzale accompagnato da Raimondo e dalla sua sposa. La regina nel vederla la accusò di non essere Antonella ma la sua gemella Vanna, che si era a lei sostituita per sposare il nobile ungherese. Antonella purtroppo si trovava, anch’essa moribonda nella stanza contigua a quella della regina. Raimondo riuscì appena in tempo ed ella spirò tra le sue braccia. Il povero Raimondo perse il senno, spogliatosi di tutti i suoi averi, si rivestì con un saio e iniziò a vagare per la città e poi tra i monti e le valli circostanti alla ricerca della sua amata. Pare che ancora oggi, nelle notti invernali tempestose, il fantasma si aggiri bussando alla porte e chiedendo con voce fioca: “Per carità di Dio, dici al misero Raimondo, stanco e pio, in quale parte del mondo, o mia buona sorella, si trova Antonella bella”. Accanto ai resti del castello c’è ancora la fontana presso la quale s’incontrarono la prima volta i due sventurati giovani. La leggenda vuole che se una giovane, salernitana di nascita, un certo giorno di agosto si accosti alla fonte e dopo essersi bagnata le labbra dica sottovoce:” Anima della fontanella di Margherita, La regina bella, caccia le lacrime di Antonella, tradita dall’infame gemella”, vedrà all’improvviso arrestarsi il getto d’acqua e dopo poco cadere solo sei gocce, che sono, in realtà, le lacrime di Antonella. Se avrà la fortuna di raccoglierle e serbarle potrà vedere avverarsi il suo sogno d’amore. 

Il vicino Castel Terracena, costruito da Roberto il Guiscardo, echeggia ancora dei litigi della nobile coppia: la principessa Sighelgaita e Roberto. La leggenda racconta che fu proprio Sighelgaita a volerne la costruzione, non sopportando di dimorare nel palazzo dove aveva vissuto con il fratello, spodestato dal marito. L’amore tra i due fu molto tormentato, perché entrambi dotati di carattere fiero e tendente alla furia. Si racconta che Sighelgaita, tra le tante, avesse tentato di avvelenare il figliastro Boemondo, nato dal primo matrimonio di Roberto, per fare ereditare il trono a suo figlio Ruggero. 

Anche la vicina Cattedrale serba una triste storia d’amore. Una leggenda vuole, il duca Guglielmo, morto assassinato, fu pianto lungamente dalla vedova Guaidalgrima che, in segno di lutto e seguita da tutte le sue damigelle, si recise i capelli sul di lui sepolcro nell’atrio. Da allora, ogni 4 agosto (anniversario dell’evento), alcuni visitatori giurano di aver visto il fantasma della principessa aggirarsi, disperato, nei pressi della tomba del marito

Non solo l’Hortus Magnus, ma anche gli altri antichi quartieri della Salerno medievale celano echi e ricordi d’illustri personaggi e pare che, nelle notti buie e senza luna, qualcuno li abbia visti aggirarsi nei luoghi dove avevano vissuto. Nel quartiere del Plaium Montis, la zona alta del Centro storico, dove la china del monte Bonadies si rompe allargandosi e degradando più dolcemente si trova il convento della Maddalena.

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Salerno, 13 febbraio 2014

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