Rifondazione. Eboli Città in ostaggio: Spettacolo indecoroso

ANCORA UN CONSIGLIO DESERTO. ANCORA UNA FUGA. PER RIFONDAZIONE COMUNISTA EBOLI: È ORA DI METTERE FINE ALLO SPETTACOLO INDECOROSO DI UNA MAGGIORANZA SPROVVEDUTA CHE TIENE IN OSTAGGIO LA CITTÀ.

Comune di Eboli-Rifondazione Comunista

POLITICAdeMENTE

EBOLI – «Sappiamo bene a quali rischi ci esponga l’arrivo di un commissario, ma conosciamo ancor meglio il prezzo amaro dell’immobilismo a cui questa amministrazione ci ha condannati. Quella che stiamo vivendo a Eboli non è solo una normale crisi amministrativa, ma la triste cronaca di un disinteresse profondo verso la nostra comunità. Da tempo i cittadini pongono domande, mostrano urgenze, e in cambio ricevono solo un silenzio assordante. – Si legge in una nota di Rifondazione Comunista – Eboli – Giorno dopo giorno, abbiamo dovuto assistere al logoramento di una coalizione ormai a pezzi. Invece di governare la città, l’amministrazione si è ripiegata su se stessa, assorbita in una perenne “campagna acquisti” pur di garantirsi una sopravvivenza precaria. Una navigazione a vista, politicamente sprovveduta, pensata solo per tirare a campare e arrivare a fine mandato, dimenticando le vere priorità delle persone.

Il capolinea di questa storia si è consumato nel Consiglio Comunale del 13 luglio, dove è andato in scena il vuoto. Il Sindaco ha scelto di non presentarsi, lasciando la sua sedia vuota nel momento istituzionale più alto e sfuggendo al confronto con la città fino all’ultimo secondo utile. A questa sedia vuota si è aggiunta l’incoerenza di chi ha materialmente gestito il bilancio per poi rifiutarsi di approvarlo, senza avere la decenza di spiegarne i motivi. Abbiamo visto consiglieri che per anni hanno negato l’evidenza, improvvisamente folgorati dai problemi, intenti a scappare dalla nave che affonda nella speranza di rifarsi una “verginità” politica. Ma sulla pelle degli ebolitani non si gioca.

Davanti a un’aula disertata dal suo stesso vertice, a un bilancio senza padri e all’evidente impossibilità di governare, viene naturale chiedersi fino a quando si potrà tollerare questa paralisi istituzionale prima che le autorità territoriali di garanzia del Governo intervengano per prendere atto della situazione e staccare la spina a uno stallo inaccettabile.

Il tempo degli alibi è finito: è il momento delle dimissioni. Noi crediamo che sia vitale affermare un altro modo di fare politica, l’esatto opposto di questa ultima esperienza amministrativa, che rappresenta il perfetto manuale di ciò che non andrà mai più replicato. Serve un taglio netto col passato, all’insegna di un reale rinnovamento e di una profonda discontinuità. Per questo chiediamo alle forze politiche e sociali della città di costruire insieme un nuovo percorso, basato finalmente sui temi concreti e sulle risposte da dare a Eboli, e non sui personaggi o sui personalismi. – Conclude Rifondazione Comunista – Eboli – Eboli non è un ostaggio e non c’è più un minuto da perdere per restituirle il futuro che merita».

Eboli, 14 luglio 2026

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