Battipaglia: Convegno sul Grande Progetto di ripascimento del litorale costiero

24 aprile, ore 18.00, Cinema Bertoni, Battipaglia, convegno sul Grande Progetto della Provincia di Salerno: “Interventi di difesa e ripascimento del litorale del Golfo di Salerno”.

Il convegno promosso da Legambiente punta a contrastare l’erosione costiera nella Piana del Sele, attraverso la realizzazione di opere rigide e barriere soffolte, che cambieranno per sempre la fruizione e la morfologia della costa.

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da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – Giovedì 24 aprile 2014, alle ore 18.00, presso il Cinema Teatro Bertoni di Battipaglia, si terrà un convegno pubblico, promosso da Legambiente, nel corso del quale si parlerà del Grande Progetto della Provincia di Salerno “Interventi di difesa e ripascimento del litorale del Golfo di SalernoPOR FESR 2007/2013, che punta a contrastare l‘erosione costiera lungo il litorale sabbioso della Piana del Sele, attraverso la realizzazione di opere rigide e barriere soffolte, che cambieranno per sempre la fruizione e la morfologia della costa.

Il convegno promosso da Legambiente nasce dalla necessità di informare e rendere consapevoli i cittadini su un progetto che costerà oltre 70 milioni di euro di risorse pubbliche e che, ad avviso di Legambiente e di tutte le Associazioni ambientaliste e tutte le persone sensibili rispetto ai temi della tutela ambientale, stravolgerà in maniera irreversibikle il territorio senza per altro fornire quelle garanzie di efficacia che si vorrebbe realizzare con il progetto e forse senza che si giunga ad una reale necessità si otterrebbe l’esatto opposto e di quì a qualche anno ci ritroveremmo nuovamente a discutere oltre che ad impegnare risorse importanti per poter reintervenire.

Ne discuteranno:

Francesco Stoppa
docente di geochimica Università degli studi di Chieti

Fabrizia Arduini
referente energia WWF Abruzzo

Rocco Tasso
geologo Legambiente Campania

M. Gabriella Alfano
presidente Riserva Foce Sele Tanagro-Monti Eremita Marzano

Michele Buonomo
presidente Legambiente Campania

Modera

Valerio Calabrese
presidente Legambiente Vento in faccia Battipaglia-Bellizzi

Il Grande Progetto ha appena ricevuto l’ok della Commissione regionale VAS la redazione definitiva del Grande Progetto per contrastare l’erosione costiera del litorale salernitano POR FESR 2007/2013. La Regione Campania si prepara a un investimento di 70 milioni di euro, in cofinanziamento con la Commissione Europea: l’ente avrebbe impegnato 35 milioni di euro dei contribuenti per “contrastare il mare”. Come se poi ce ne fosse bisogno. Senza subito entrare nel merito del ciclopico intervento previsto per il litorale tra Pontecagnano e Capaccio dai tecnici, guidati dal RUP Domenico Ranesi, il casus belli di questa sfida impari con il mare sarebbe l’erosione costiera, individuata come limite strutturale al rilancio turistico della piana del Sele e alla valorizzazione del suo capitale territoriale. Almeno stando al titolo del progetto. Il geologo G. Soucie nel 1973 scrive in proposito che “il vero conflitto non è tra il mare e la spiaggia – la loro è solo una baruffa tra innamorati – ma fra l’uomo e la natura”.

litorale-costiero-eboli-battipaglia

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E di fatto l’erosione è un fenomeno naturale, di scambio biodinamico di sabbia tra le onde e le coste: d’inverno le mareggiate tolgono, d’estate restituiscono, grazie anche all’apporto detritico dei fiumi. L’erosione lungo il litorale salernitano non è un fenomeno che investe in maniera tanto uniforme tutti i 40 km oggetto dell’intervento da giustificare la messa in opera di 48 barriere perpendicolari alla costa, di 150 m di lunghezza ciascuna, e chiuse da altrettante barriere ad essa parallele e di 100 m ciascuna. Quanti massi serviranno? 15.000 tonnellate. Trasportati come? Soprattutto con automezzi, che vuol dire traffico e smog. Da dove verranno estratti? Provincia di Napoli e Potenza. Scomparirà una montagna: completamente smontata e gettata a mare. Per contrastare un fenomeno che non interessa Capaccio, né il litorale ebolitano nella sua interezza, ma che è evidente in piccola parte a Battipaglia, in loc. foce del Tusciano, e soprattutto a Pontecagnano. Perché il problema è l’uomo.

Quanto i progettisti – che pare abbiano ricevuto i complimenti per questa trovata ingegneristica che dovrebbe attuarsi entro dicembre 2015 – omettono di dire nella redazione progettuale, è che l’erosione è accentuata laddove le onde del mare non dispongono dello spazio fisiologico di scambio, cioè della spiaggia, e quindi erodono il cemento. Il fenomeno dell’occupazione abusiva del demanio marittimo è noto a tutti, ma sembra non interessare i tecnici di Provincia e Regione, capo chino sul rilancio turistico della piana del Sele.

Schiere di lidi e piscine “costruite e non removibili”, strade costiere costellate di verande, terrazze, cabine per i bagnanti, se nulla toglierebbero all’appeal turistico dei luoghi, di sicuro hanno un credito aperto con il mare. A questo aggiungasi la pessima qualità delle acque, come a Battipaglia, in cui per metà della fascia costiera interessata vige il divieto di balneazione, dal momento che su circa 51.000 abitanti e 3 depuratori, ne funziona uno e solo per la metà delle sue capacità, oppure a Pontecagnano, in cui il degrado dell’offerta ricettiva cammina a braccetto con l’illegalità, come testimoniato dalle recenti indagini a carico di circa 30 balneatori per occupazione abusiva di un totale di 37 mila mq di demanio pubblico.

eboli litoranea

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Il progetto di 70 milioni di euro destina una fetta considerevole del bilancio di spesa all’approvvigionamento di materiale da estrazione, dunque alle cave; oltre alle parcelle dei progettisti, già costati circa 400.000 €, 500.000 € sarebbero destinati ai ripascimenti morbidi, perché occorrono comunque, nonostante l’impresa mastodontica; come se non bastasse, la Provincia di Salerno si è impegnata di recente con l’Autorità di bacino a gestire la manutenzione dei pennelli e delle barriere soffolte per 30 anni. Per 30 anni.

Secondo Legambiente, secondo la Comunità Europea, secondo i Comuni che già hanno praticato questo tipo di intervento (vedi Pescara), non sarebbe questo il modo riconosciuto migliore per contrastare l’erosione costiera: 

non con interventi rigidi, ma attraverso un approccio di sistema al territorio e alla sua complessità, che preveda interventi morbidi, arretramento delle strutture balneari a monte della strada litoranea, interventi sui fiumi per liberarne l’alveo e consentire un maggiore trasporto detritico a mare. Che implichi attenzione alle dinamiche intrinseche del territorio e non progetti calati dall’alto di una scrivania, per preservare interessi ben lontani dalla naturale potenzialità attrattiva di luoghi, oggi ancora belli, ma innegabili scenari di marginalità sociale. Impraticabili. Ci piacerebbe che i soldi dei contribuenti venissero spesi per i contribuenti e non per pochi, grandi, interessi (cave, trasporti, etc.). E che finalmente certi tecnici inizino a studiare i luoghi, non solo a progettare modifiche a volte irreversibili. Perché un paesaggio, una volta modificato, è perduto per sempre.

(fonte)

Battipaglia, 20 aprile 2014

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Gli ambientalisti si occupassero di cose più interessanti e concrete sul territorio. Un litorale devastato da prostituzione, delinquenza ed abbandono. Ora che ci sono le risorse … le buttiamo. Sono convinto che tutte queste persone che si occupano di questo problema, ne ci sono mai stati ne frequenteranno questi luoghi perché inadeguati.

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