“Unlearning” a Casa di Angiù: Alla ricerca di nuovi stili di vita “Disimparando”

Appuntamento al B&B Casa di Angiù con “Unlearding” e “Disimparando” si va alla ricerca di nuovi stili di vita.

Protagonisti della serata la bella esperienza di Lucio Basadonne, Anna Pollio e la loro piccola Gaia, la famiglia che, “disimparando”, ha dato un taglio netto alla propria vita e oggi in un posto domani in un altro ricambiano l’ospitalità con il lavoro.

Unlearning-Anna Pollio-Lucio Basadonne-Antonella Dell'Orto-Casa di Angiù

Unlearning-Anna Pollio-Lucio Basadonne-Antonella Dell’Orto-Casa di Angiù

da (POLITICAdeMENTE) il Blog di Massimo Del Mese

EBOLI – L’appuntamento con “Unlearding” era alle 20.30 su un bel pianoro tra le colline di Eboli, presso la Casa di Angiù il B&B rural-culturale di proprietà e gestito dalle sorelle Giusi e Antonella Dell’Orto. Ma che cosa è “Unlearning“? La sua traduzione letterale è: Disimparando, dimenticando; proprio quello che gli ospiti speciali di Casa di Angiù vogliono rappresentare attraverso la loro testimonianza, cioè “disimparare” i protocolli, “dimenticare” le mille cose spiacevoli legate alla modernità e alla rincorsa effimera del soddisfacimento di beni che la società dei consumi ci costringe ad accettare come fosse indispensabile, per non restare indietro.

Unlearning-Lucio Basadonne-Anna Pollio-Gaia Basadonne-1

Unlearning-Lucio Basadonne-Anna Pollio-Gaia Basadonne-1

Ovviamente prima che si preparassero gli strumenti per proiettare il filmato di quella bella esperienza di Lucio Basadonne, Anna Pollio e la piccola Gaia Basadonne, la famiglia che, appunto “disimparando“, ha dato un taglio netto alla propria vita, e ai conti della vita frenetica quotidiana, e si è proiettata per sei mesi in un’altra dimensione, sperimentando un nuovo modo di vivere, nuove emozioni e nuove sensazioni, e così girando girando ha vissuto la sua esperienza nuova fuori dai protocolli tradizionali: insomma vivendo alla giornata; ma dando un senso alla propria vita, trasferendosi da un posto all’altro, ospiti di famiglie, di comunità, o come nel caso di Antonella e Giusi Dell’Orto di un B&B alternativo come la Casa di Angiù.

Ospiti attivi, poichè sia Lucio che Anna e la piccola Gaia ricambiano l’ospitalità con il lavoro e magari oggi si miete, un altro giorno si zappa o si raccolgono pomodori o si sistema la vigna, ma instaurando con l’ospitante un rapporto gioviale e comunitario, privo di protocolli, basato solo sulla semplicità, ricorrendo alla forma più antica: quella del baratto; ma aggiungendovi il rapporto umano semplice, quello che la società moderna ha seppellito con la forma.

E così dopo aver degustato pietanze semplici e genuine preparate per l’occorrenza per gli ospiti intervenuti, una 30tina circa, interessati almeno sognando per un po di volerli imitare, è stato proiettato il film che ha raccontato i sei mesi vissuti, da soli o con altri, in condizioni estreme o in momenti di convivialità straordinari. Un racconto dialogante che se non apre a chi lo vede, direttamente alla voglia di vivere la stessa esperienza, almeno mette in discussione la vita che facciamo e “apre” a possibili riflessioni, che anche se non ci riportano a viverla nello stesso modo, invitano a soffermarsi un pò e appunto “disimparare” e “dimenticare” tutte quelle cattive e spesso inutili e superflue brutte abitudini che ci incartano in questo mondo moderno.

Fermate il Mondo…. Voglio scendere” e chi non lo ha pensato guardando il filmato e ascoltando le storie semplici, raccontate con la stessa semplicità da Lucio e Anna con il sigillo della verità della piccola Gaia, che chiude rappresentando una straordinaria verità, quando mette a confronto il vivere nella sua casa in Città e il vivere in ogni luogo associandolo all’umore dei genitori straordinariamente diverso o quando con la sintesi che solo i piccoli sanno rappresentare quando immagina di vivere nella sua casa ma aprendola porta trovarsi in un prato.

Unlearning

Unlearning

Fermate il Mondo…. Voglio scendere” raccontava nel suo romanzo Caroline Plaisted, ripercorrendo il diario di una tredicenne che sognava come famiglia ideale quella della sua migliore amica, confrontandola con la realtà del suo nucleo parentale, per dire che spesso si è sempre portati a vedere l’erba del vicino sempre più verde, fino al punto da desiderarla e talvolta anche a nutrire una sana invidia perché si ritiene non poterla raggiungere.

E a termine del filmato il racconto di altri particolari, il confronto con gli ospiti, il dibattito e lo scambio di vedute, facorevoli i più, pur riconoscendo che è una scelta di vita che necessariamente ti porta a rompere con il mondo, quella dal quale si intende scendere, ma anche a riflettere e pensare che se non si può raggiungere, e adesso Lucio, Anna e la piccola Gaia girano raccontando il loro nuovo modo di vivere con la semplicità dell’adattamento e mai presentandolo come stile assoluto, ma come una esperienza che ci deve far riflettere.

E raccontano quella che era la loro vita: «Otto ore di lavoro al giorno a testa, bambina a scuola fino alle quattro del pomeriggio, babysitter… Quando arriva il momento più importante della giornata, la cena, in cui finalmente si può stare insieme ci ritroviamo sfiniti a parlare di mutuo e bollette, organizzando un’altra giornata di sopravvivenza.

Questo è il modello comune che finora abbiamo vissuto, – aggiungono – il modello che la maggior parte delle famiglie vive ogni giorno; che ci confina in uno stile di vita che a nostra volta stiamo trasmettendo ai nostri figli come assunto di verità.

E qui la “sfida” – Ma se lasciassimo la zona comfort della nostra esistenza, “disimparando” la religione del comfort per condividere i tempi, gli spazi, le logiche e i meccanismi di relazione con chi ha un concetto diverso di famiglia? Come vedremo la nostra vecchia vita al nostro ritorno? E, soprattutto, la vorremmo ancora?

Unlearning – concludono Lucio, Anna e Gaia – è un invito gentile alla disobbedienza, una proposta per tutte le famiglie stanche della propria vita ripetitiva che da sempre si chiedono se un’altra vita è possibile».

E noi che facciamo? Fermiamo il Mondo e scendiamo? o ………..

Unlearning-Casa di Angiù Eboli-Anna Pollio

Unlearning-Casa di Angiù Eboli-Anna Pollio

Unlearning-Casa di Angiù-Gaia Basadonne

Unlearning-Casa di Angiù-Gaia Basadonne

Eboli, 23 luglio 2015

5 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Una bellissima esperienza, ma se tutti vivessimo così cosa succederebbe?
    Ritornare al passato é contro la storia degli uomini.
    Dare invece una piccola sterzata e far conciliare i tempi moderni con le tradizioni e l’umanizzazzione della societá allora forse staremmo tutti meglio.

  2. E se fermiamo il mondo e facciamo scendere quelli che lo hanno rovinato?

  3. CHIEDO SCUSA AD ANTONELLA, MA USO IL SUO ARTICOLO PER RICORDARE AD ADMIN QUANTO HO SOSTENUTO SUL FISCHELLO BATTIPAGLIESE E A TAL RIGUARDO GLI CONSIGLIO : http://salernocronaca.it/2015/07/23/la-vera-storia-del-fiaschello-battipagliese/. è SOLO L’INIZIO . IL POMODORO COME SOSTENEVO ERA IL MEZZO NON IL FINE!!!

  4. Una location straordinaria, di classe ma che rispetta i criteri della tradizione e della ruralità, tuttavia, a mio avviso, il contenuto dell’incontro non é stato da me condiviso e apprezzato, come pubblicamente ho manifestato.
    Per meglio esprimere un giudizio ho anche approfondito quella esperienza dal web. Ebbene avrei al contrario condiviso quella scelta se fosse stata una scelta a tempo indeterminata e non semestrale e programmata.
    Questa esperienza, che non ha nessun carattere di straordinarietà, da vantarsi e pubblicizzare, viene vissuta ordinariamente “unlearning” e senza programmarla da senza tetto, disoccupati, divorziati, clochard , che sicuramente non si selfano, e non vengono nemmeno ospitati benché si propongano di lavorare, pertanto questa esperienza, per quanto mi riguarda, rappresenta uno schiaffo a tutte quelle persone che soffrono obbligatoriamente delle sofferenze quotidiane, e trovare qualche cosa di interessante per me diventa veramente difficile.
    Mi chiedo in ultimo, se questa famiglia non avesse avuto una casa o un lavoro a cui poter far ritorno, sarebbe stato possibile?

  5. purtroppo è un sogno da cui prima o poi ci si deve svegliare

1 pingback on this post
Lascia il tuo commento

Inserisci il tuo nome

Il tuo nome

Inserisci una email valida.

Inserisci una email valida (non viene pubblicata)

Inserisci il tuo commento

POLITICAdeMENTE – Il blog di Massimo Del Mese © 2020 All Rights Reserved

2009-2016 Fluidworks Web & Media Solutions

2009-2012 by Fluidworks Web Agency Eboli (Salerno)

PoliticaDeMente