Niente Infiorata. Un altro colpo alla tradizione ebolitana. La mancata realizzazione dell’Infiorata per il Corpus Domini accende polemiche e critiche. Dopo la nota di Fratelli d’Italia, decine di cittadini intervengono online tra delusione, amarezza e riflessioni in vista delle prossime elezioni amministrative.

da POLITICAdeMENTE il di Massimo Del Mese
EBOLI – L’assenza dell’Infiorata in occasione del Corpus Domini continua a far discutere la città. Nelle ultime ore, dopo la presa di posizione di Fratelli d’Italia – Città di Eboli, che ha definito il mancato svolgimento della manifestazione «un’ennesima ferita inflitta all’identità cittadina», il dibattito si è rapidamente spostato sui social network, dove numerosi cittadini hanno espresso delusione e preoccupazione.
L’Infiorata non rappresenta infatti soltanto un appuntamento religioso. In tutta Italia, soprattutto nei centri medio-piccoli e nei borghi storici, questa tradizione accompagna da secoli le celebrazioni del Corpus Domini, trasformando strade e piazze in vere e proprie opere d’arte effimera realizzate con petali, foglie e materiali naturali. Da Spello a Genzano, da Noto a Bolsena, fino a decine di altre realtà locali, le Infiorate costituiscono un patrimonio culturale e devozionale che unisce spiritualità, arte e partecipazione popolare.
Le origini della tradizione affondano addirittura nel Seicento romano e nel tempo si sono diffuse in gran parte del mondo cattolico, diventando una delle espressioni più suggestive delle celebrazioni del Corpus Domini.
Ad Eboli, come in molte altre città italiane, l’Infiorata era il risultato di un lungo lavoro collettivo. Dietro quei tappeti floreali vi erano settimane di preparazione, la raccolta e la selezione dei fiori, la realizzazione dei bozzetti, il coinvolgimento di associazioni, volontari, studenti e artisti. Un’opera corale che richiedeva soprattutto passione, sacrificio e senso di appartenenza più che ingenti risorse economiche. Le fasi preparatorie, dalla progettazione alla composizione dei petali, sono infatti elementi comuni alle più importanti Infiorate italiane.
Molti cittadini intervenuti online hanno evidenziato che il cuore della festività resta naturalmente quello religioso. Altri, però, fanno notare come proprio la forza dell’Infiorata sia sempre stata quella di fondere la dimensione spirituale con quella artistica. Una sintesi che ha consentito negli anni di avvicinare alla celebrazione anche persone meno coinvolte negli aspetti strettamente liturgici, contribuendo a rafforzare il senso di comunità.
Non pochi commentatori hanno inoltre paragonato queste composizioni floreali ai mandala della tradizione orientale. Il riferimento riguarda soprattutto il carattere effimero delle opere: creazioni realizzate con estrema pazienza e destinate a durare soltanto poche ore, prima di essere attraversate dalla processione religiosa o dissolte dal tempo. Un’arte temporanea che trova il proprio significato proprio nella bellezza del momento condiviso.
Sui social, tuttavia, il tono prevalente resta quello della critica politica. Diversi utenti accusano l’amministrazione comunale di aver progressivamente perso attenzione verso alcune delle tradizioni storiche della città. C’è chi parla di una politica più attenta alle iniziative di immagine e alle passerelle istituzionali che alla salvaguardia delle manifestazioni identitarie costruite negli anni grazie all’impegno spontaneo della cittadinanza.
Nella nota diffusa da Fratelli d’Italia emerge anche una riflessione sul futuro del Borgo antico e sulla mancanza di una strategia complessiva per la valorizzazione del patrimonio culturale cittadino. Un tema che trova riscontro in numerosi commenti pubblicati nelle ultime ore, nei quali si evidenzia il rischio di un progressivo impoverimento delle tradizioni locali.
Per molti ebolitani, dunque, la mancata realizzazione dell‘Infiorata non rappresenta una semplice rinuncia organizzativa ma un vero e proprio vulnus al cuore identitario della città. Un’assenza che va oltre il singolo evento e che viene percepita come il simbolo di una più generale difficoltà nel custodire e tramandare la memoria collettiva.
E mentre il dibattito continua ad animare le piattaforme social, qualcuno guarda già al prossimo appuntamento elettorale. Tra meno di un anno gli ebolitani saranno chiamati a scegliere la futura amministrazione comunale e diversi cittadini invitano a valutare attentamente anche queste vicende, ritenendo che la capacità di preservare tradizioni, cultura e senso di appartenenza sia parte integrante del giudizio politico su chi governa la città.
Se le polemiche siano destinate a spegnersi o a produrre ulteriori strascichi lo diranno i prossimi mesi. Di certo, l’assenza dell’Infiorata 2026 rischia di lasciare un segno ben oltre la ricorrenza del Corpus Domini, trasformandosi in uno dei temi simbolici del confronto politico che accompagnerà Eboli verso le prossime elezioni amministrative.

Eboli, 7 giugno 2026





