Calici in Borgo 2026: Tre giorni di Enoturismo a Olevano sul Tusciano

Calici in Borgo 2026: la sfida dell’Enoturismo. Ad Olevano sul Tusciano (SA) tre giorni tra grandi etichette, cultura e bellezza. Il Sindaco Michele Ciliberti: “Il vino può diventare il motore della rinascita dei borghi. Vincenzo Cicatelli: “Ogni calice è un incontro tra persone e territori“. 

POLITICAdeMENTE

OLEVANO SUL TUSCIANOCi sono luoghi che sembrano nati per raccontare il vino. Non solo perché custodiscono antiche tradizioni agricole, ma perché possiedono quella capacità rara di trasformare ogni calice in un’esperienza fatta di paesaggio, storia, incontri e identità.

È da questa visione che prende forma “Calici in Borgo“, il Wine Festival che, dal “31 luglio al 2 agosto 2026”, tornerà ad animare l’Antico Borgo di Porta di Olevano sul Tusciano, nel cuore dei Monti Picentini, confermandosi tra gli appuntamenti enogastronomici più interessanti dell’estate del Mezzogiorno.

Giunto alla sua seconda edizione consecutiva, il festival nasce dall’impegno dell’APS I MULINI, presieduta da Vincenzo Cicatelli, e dalla volontà condivisa di fare del vino un potente strumento di valorizzazione territoriale. Un progetto che, già al suo esordio, ha saputo conquistare pubblico e operatori, registrando oltre 5.000 presenze in sole due giornate nell’edizione 2025.

Per il 2026 la manifestazione cresce in numeri, contenuti e prestigio.

Saranno oltre cento le etichette protagoniste, presentate da cinquanta cantine provenienti da tutta Italia, chiamate a raccontare i propri territori direttamente ai visitatori, ai professionisti del settore, ai ristoratori, ai sommelier e agli operatori dell’enoturismo.

La vera novità sarà però l’apertura internazionale del festival.

Per la prima volta approderanno a Calici in Borgo anche cantine francesi e spagnole, dando vita a un dialogo tra alcune delle più importanti culture vitivinicole europee. Un confronto che arricchirà l’esperienza del pubblico e contribuirà a rafforzare il profilo della manifestazione nel panorama nazionale.

Calici in Borgo non è una semplice rassegna di degustazioni.

È un viaggio attraverso il vino come linguaggio universale, capace di unire produttori e appassionati, territori e tradizioni, innovazione e memoria. Le antiche stradine in pietra del Borgo di Porta, i vicoli, le piazze e gli scorci panoramici diventano per tre giorni una grande cantina a cielo aperto, dove ogni banco d’assaggio è un racconto e ogni calice custodisce la storia di una terra.

Una formula che intercetta una delle tendenze più significative del turismo contemporaneo: quella di chi sceglie di viaggiare alla ricerca di autenticità, esperienze e identità locali.

In questo scenario Olevano sul Tusciano assume un ruolo strategico.

Situato in una posizione privilegiata, tra la Costiera Amalfitana e il Parco Nazionale del Cilento, il borgo rappresenta una porta naturale verso le aree interne della provincia di Salerno. La vicinanza all’uscita autostradale di Battipaglia, distante appena sette chilometri, e all’Aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi, raggiungibile in circa dieci chilometri, rende il festival facilmente accessibile anche ai visitatori provenienti da altre regioni e dall’estero.

Una centralità geografica che si traduce in una concreta opportunità di sviluppo turistico.

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è infatti quello di trasformare Calici in Borgo in un punto di riferimento per l’enoturismo delle aree interne, dimostrando come anche i piccoli borghi possano diventare protagonisti di un’offerta culturale capace di attrarre un pubblico qualificato e destagionalizzare i flussi turistici.

Non è un caso che la manifestazione possa contare sul patrocinio della Regione Campania, della Provincia di Salerno, del Comune di Olevano sul Tusciano, della Camera di Commercio di Salerno e della CNA Salerno rappresentata da Simona Paolillo, istituzioni che hanno riconosciuto nel festival un’importante occasione di promozione del territorio e delle sue eccellenze produttive. Main sponsor dell’evento l’azienda Ottica Amato.

Tra gli ideatori del progetto figura il Sindaco di Olevano sul Tusciano e Consigliere Provinciale, dott. Michele Ciliberti, che fin dall’inizio ha creduto nella capacità del vino di diventare uno strumento di sviluppo locale e di valorizzazione del patrimonio storico e culturale del borgo.

Vincenzo Cicatelli: “Ogni calice è un incontro tra persone e territori

«Calici in Borgo nasce da un’idea semplice ma ambiziosa: fare del vino un’occasione di incontro. Non volevamo organizzare soltanto un evento, ma costruire un’esperienza capace di lasciare un ricordo. Per questo ogni dettaglio è pensato per mettere al centro il produttore, il visitatore e il territorio che li accoglie. Dopo il successo della prima edizione abbiamo scelto di alzare ulteriormente l’asticella, aprendo il festival anche alle cantine francesi e spagnole. È un passo importante che conferma la crescita della manifestazione e la sua capacità di dialogare con una dimensione sempre più internazionale, senza perdere il legame profondo con le nostre radici.»

Michele Ciliberti: “Il vino può diventare il motore della rinascita dei borghi

«Calici in Borgo rappresenta perfettamente la visione di sviluppo che immaginiamo per Olevano sul Tusciano e per l’intero comprensorio dei Picentini. Viviamo in un territorio straordinario, ricco di storia, cultura, paesaggi e produzioni di qualità, che per troppo tempo è rimasto ai margini dei grandi circuiti turistici. Attraverso questo festival vogliamo dimostrare che anche un borgo può diventare destinazione, se è capace di raccontarsi con autenticità e di fare sistema.

I numeri della prima edizione ci hanno restituito entusiasmo e fiducia, ma ciò che ci rende più orgogliosi è aver visto migliaia di persone scoprire il nostro patrimonio storico, fermarsi nelle attività locali, conoscere i produttori e vivere il borgo in maniera autentica.

L’edizione 2026 segna una nuova fase di crescita. L’arrivo delle cantine internazionali amplia gli orizzonti della manifestazione e testimonia che Calici in Borgo sta conquistando credibilità anche oltre i confini regionali. Il nostro obiettivo è continuare a investire sulla qualità, affinché questo appuntamento diventi uno dei principali eventi dedicati al vino del Sud Italia e un modello di come cultura, turismo ed enogastronomia possano generare sviluppo duraturo per le aree interne.»

Dal tramonto fino a notte inoltrata, tra i vicoli in pietra dell‘Antico Borgo di Porta, il vino diventerà il filo conduttore di un racconto che attraversa territori, persone e culture. Per tre giorni Olevano sul Tusciano offrirà ai visitatori un’esperienza capace di unire degustazione, paesaggio, ospitalità e identità, dimostrando come il futuro dell’enoturismo possa nascere anche dai piccoli borghi, quando la qualità dell’accoglienza incontra la forza di una visione condivisa.

Perché, in fondo, ogni grande vino racconta un luogo. E Calici in Borgo racconta un territorio che ha scelto di farsi conoscere attraverso il linguaggio più universale che esista: quello dell’ospitalità.

Infine, a rafforzare ulteriormente il profilo della manifestazione sarà anche la collaborazione con Paestum Wine Fest, il format ideato dal founder Angelo Zarra, riconosciuto come il più grande e affermato evento business dedicato al mondo del vino italiano. Una sinergia che rappresenta un importante valore aggiunto per Calici in Borgo 2026, favorendo nuove opportunità di networking tra produttori, operatori del settore, buyer e professionisti, e confermando la volontà degli organizzatori di far crescere il festival all’interno dei principali circuiti dell’enologia nazionale.

Olevano sul Tusciano, 28 luglio 2026

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