Classe politica sotto accusa: Distanti da Battipaglia

“Amministratori e politici locali distanti anni luce da questa battaglia. Ancora una volta, tocca difenderci da soli”.

L’accusa è precisa e viene dal Comitato spontaneo “Battipaglia dice NO” e dal suo portavoce Cucco Petrone che punta il dito sui Sindaci, il Governatore De Luca, il suo vice Bonavitacola e il Governo “deluchista”, che ha deciso di rasformare la Piana del Sele in una discarica.

Passeggiata No compostaggio Battipaglia51

Passeggiata No compostaggio Battipaglia51

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – E oggi e a poche ore da quel Consiglio Comunale monotematico di “area” che si terrà a Palazzo di Città, arriva la “stoccata” del Comitato spontaneo “Battipaglia dice NO“, comitato che si è costituito all’indomani della notizia del progetto di trasformazione dello STIR di Battipaglia in Impianto di Compostaggio, sebbene a sole poche centinaia di metri vi è il Sito di Compostaggio di Eboli. Aquel tempo i giochi non erano stati ancora conclusi e anzichè cercare di dialogare con i territori il “fido scudiero” deluchiano Bonavitacola accellerava i processi e in pochissimi mesi bandiva, espletava, affidava la gara e avviava i lavori della realizzazione del nuovo impianto di Compostaggio nello STIR: Mai un’opera pubblica da queste parti ha avuto un iter così breve; c’è da comprenderlo se l’intera operazione impiega 9milioni e mezzo di euro di cui solo 5 e mezzo per l’impianto e il resto a disposizione della Stazione appaltante.

Un Consiglio comunale monotematico, che è stato preceduto da polemiche politiche, polemiche “burocratiche”, formali e posticce, che non solo non hanno fatto bene ma addirittura hanno indebolito l’azione, ove mai i consigli della Piana ne esercitassrero una e con forza, dal momento che molti partecipanti, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, non hanno essuna intenzione di “inimicarsi” il duo De Luca-Bonavitacola, e non hanno nessuna intenzione di guastare la Campagna elettorale salernitana al capo del Partito della Filiera Istituzionale, che dovrebbe portare il suo pargolo a Montecitorio.

Questa condizione è la molla che fa scattare al Comitato Battipaglia dice NO per accusare tutti i partecipanti Istituzionali di esercitare un’azione “formale” attraverso lo svolgimento di un Consiglio comunale monotematico “inutile”, se questi non si conclude con una richiesta ferma e senza equivoci di bloccare i lavori e pretendere nel contempo si ridiscuta del Piano Regionale, ponendo qualsiasi decisione sull’effettivo carico dei territori e l’effettivo impiego rispondendo a quei carichi degli impianti. Intanto se così non sarà la protesta resta orfana e i vari partecipanti a quel consiglio potranno esere additati per sempre come quelli contro la Piana del Sele e i suoi abitanti.

Raffaele (Cucco)-Petrone

Raffaele (Cucco)-Petrone

“Dopo mesi e mesi e mesi di richiesta – si legge nella nota del Comitato – da più parti (comitati, gruppi di cittadini, politici sia battipagliesi che ebolitani) di un Consiglio Comunale congiunto almeno fra Eboli e Battipaglia. Dopo aver accettato pazientemente numerosi rinvii perché si arrivasse al Consiglio Comunale congiunto dell’intero comprensorio (perché per settimane ci è stata raccontata la favola che bisognava “fare le cose in grande e non limitarsi ad Eboli e Battipaglia), la montagna di sforzi e di menti supreme, di “superesperti amministrativisti“, di principi del Foro e di politici di lungo corso che amministrano Battipaglia ed Eboli, hanno partorito il terzo, inutile e ridondante Consiglio Monotematico sui rifiuti con annesso “invito a partecipare” ai sindaci. «Non sappiamo se si tratta di insipienza, di scempiaggine, di incompetenza suprema o di colpevole e maliziosa finta incapacità che maschera una sempre più evidente connivenza nei fatti con le scelte di De Luca e Bonavitacola, coperta da una contrapposizione che, a chiacchiere, è sempre stata durissima» afferma Raffaele Cucco Petrone, portavoce del comitato.

Si grida nelle piazze, s’ingannano migliaia di cittadini trascinandoli in piazza, si sbandiera sui giornali una ferma opposizione senza poi far seguire “Un solo atto amministrativo reale”: non si rallentano i camion, non si presidia lo STIR, non si convoca un Consiglio Comunale Congiunto. I “cuor di leone” Francese e Cariello ruggiscono una serie di “no” e poi si nascondono dietro errori e incomprensioni per nascondere la loro proverbiale pavidità: la paura di scontentare il “padrone della Regione”, la paura di perdere qualche fondo europeo, qualche elemosina regionale, qualche briciola della sempre millantata “attenzione” del governo ‘deluchista‘ a questo territorio.

«Vien voglia di dire – prosegue Petrone – che almeno i Volpe e gli Iosca hanno il coraggio di scodinzolare come cani da salotto, senza interpretare la ridicola parte dei leoni che ruggiscono ma poi si accucciano come agnellini tremanti».

Il Comitato “Battipaglia dice NO” resta un comitato di lotta e chiama a raccolta i cittadini – di destra, di sinistra, di centrobattipagliesi, ebolitani e di tutta la Piana del Sele che non si rassegnano a vedere la nostra terra diventare la capitale industriale dell’immondizia per decidere come continuare nella resistenza, dicendo loro che la nostra città o ce la difendiamo da soli o non la difenderà nessuno di chi dovrebbe farlo per decisione del corpo elettorale. Incontriamoci, contiamoci, parliamoci e difendiamoci “DA SOLI“.

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Battipaglia, 16 gennaio 2018

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