Eboli: Una Città in “affitto”

Parcheggi a pagamento in spregio al Codice della Strada, marciappiedi, piazze strade occupate indiscriminatamente: Eboli è una Città in “affitto”.

Di seguito l’articolo “Eboli:Una Citta in affitto”, il contributo di POLITICAdeMENTE per il 12° numero di “In Eboli”, il mensile di “eventi e promozioni, che da oggi è in distribuzione gratuitamente in oltre 5mila copie.

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Sono anni che in tutti i Comuni d’Italia, anche in quelli più piccoli, le Amministrazioni comunali per fare cassa investono in strisce blu. Investono per modo di dire, poiché non sono loro a gestirle ma società che a loro volta rispondono alle gare e ne ricavano degli utili, e così accade che nel pieno centro urbano e in tutti i luoghi più accorsati si è sommersi da strisce blu, indiscriminatamente e senza nemmeno rispondere al Codice della Strada che al contrario regola i parcheggi obbligando le Amministrazioni a lasciarne anche di liberi. Di qui la domanda: quanti parcheggi con strisce bianche deve garantire il Comune? La risposta proviene, in parte, dal comma 8 dell’Art. 7 del Codice della Strada e in parte dalla giurisprudenza. Il comma 8 infatti stabilisce che se il Comune decide di predisporre delle aree da destinare a parcheggio con custodia o li dia in concessione o se dispone l’installazione dei dispositivi che ne controllano la durata della sosta deve riservare una adeguata area, destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta. La giurisprudenza poi ha fatto il resto con una miriade di sentenze emanate dai TAR su ricorsi dei singoli automobilisti.

Va da se che una “adeguata area di sosta libera” noi non riusciamo ad individuarla poiché vi è un’assoluta prevalenza di strisce blu. La Città di Eboli non si distingue anzi fa sicuramente storia e “giurisprudenza“, seguendo l’articolo 5 quello che recita “chi ten man è vint“, anche perché sembra che le aree a pagamento siano state scientificamente scelte: laddove c’è un ufficio pubblico, il Comune, gli ambulatori dell’ASL, e la scure della Parking a pagamento non risparmia nemmeno l’Ospedale, figuriamoci il Cimitero, a questi poi si aggiungono anche i parcheggiatori abusivi; Insomma non c’è scampo basta fare cassa o meglio far fare cassa alla Società che cestisce le aree di sosta.

La logica è così ferrea che anche la segnaletica orizzontale risponde ed è funzionale a non sottrarre parcheggi a pagamento, tant’è che le strisce pedonali in alcuni casi sono state realizzate di sbiego e storte e poi accortisi del macroscopico sfregio, si è raddrizzato, peccato che le strisce pedonali finiscono su entrambi i marciappiedi di fronte a due panchine e senza nemmeno gli scivoli. Questo perché non si poteva spostare più a nord inquanto si perdeva un parcheggio e nemmeno più a Sud poiché c’era un incrocio, di qui la brillante idea di metterle tra due panchine.

La mania delle strisce blu, tra l’altro, oltre ad affascinare i vari Sindaci che si sono susseguiti ha preso anche il Commissario Prefettizio, il quale non ha fatto una beata minchia nel corso del suo anno disatroso per la Città se non danni, pensò bene anche lui di ampliare le aree di sosta a pagamendo sottraendole drasticamente a quelle libere. Chi glielo suggerì? Sicuramente la “Zingara” o qualche “follettino” organico alla concezione del parcheggio blu sfrenato.

Purtroppo sono anni che con questa storia dei parcheggi ne abbiamo visto di tutti i colori, si dice che in passato addirittura le colonnine non erano fiscalizzate, e la stampa lo raccontò anche, così come raccontò che da un giorno all’altro passando dai Vigili Urbani ad altri l’onere di raccogliere i soldi nelle colonnine, da un momento all’altro gli incassi da circa 30mila euro passarono a poco più di 4mila.

Sempre purtroppo, Eboli è una città in affitto, è una Città sfortunata e anche quando sembra sia cambiato qualcosa ti accorgi “gattopardescamente” che tutto è rimasto come era: Peccato. Peccato davvero se poi si pensa all’occupazione selvaggia di spazi, aree e marciapiedi pubblici, centuplicata dalle norme Covid, ora permanenti, sebbene sia finita la fase emergenziale, tra bar circoli, ristoranti, pizzerie e fruttivendoli che disordinatamente rendono la Città visibilmente scomposta, precaria, un accampamento. Ma che fa, assolutamente niente, basta che pagano: Ma pagano?

Eboli, 28 aprile 2022

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