Malaburocrazia in Campania blocca le strutture di Riabilitazione

I Centri di Riabilitazione, Strutture Sociosanitarie e Fisioterapiche in Regione Campania bloccati dalla malaburocrazia. È allarme nel settore.

Le Associazioni rappresentative dell’Assistenza Riabilitativa, Sociosanitaria e Fisiokinesiterapica denunciano l’estrema difficoltà delle strutture che hanno aderito al Decreto Dirigenziale n. 83 / 04/2020 dell’aprile del 2020 denominato “La Campania riparte”. Antonio Gambardella AISIC: «la Regione durante la pandemia ci ha fatto rinunciare alla cassa integrazione e ci ha obbligati a pagare dipendenti e consulenti e oggi ci richiedono indietro per problemi solo ed unicamente a loro».

Antonio Gambardella Aisic

POLITICAdeMENTE

NAPOLI – I Centri di Riabilitazione, le Strutture Sociosanitarie e i presidi di Fisioterapia in Regione Campania bloccati dalla malaburocrazia. Le Associazioni rappresentative della Macroarea Assistenza Riabilitativa (ex art. 26), Sociosanitaria e Fisiokinesiterapica guidate da Antonio Gambardella, Salvatore Parisi, Bruno, Giuseppe Verticilo, Silvana Papa, Mauro Mastroberardino denunciano la condizione di estrema difficoltà in cui versano le strutture che hanno aderito al Decreto Dirigenziale n. 83 dell’aprile del 2020 denomina denominato “La Campania riparte”.

I servizi riabilitativi, sociosanitari e di fisioterapia accreditati della Campania sono stati i primi in Italia a ripristinare in maniera organica e strutturata i percorsi assistenziali, di sostegno e di cura a favoredelle persone anziane e con disabilità e anche quando hanno dovuto adeguarsi all’ordinanza di chiusura del Presidente De Luca, hanno regolarmente corrisposto gli stipendi ai dipendenti e consulenti, evitando di ricorrere alla cassa integrazione.

Queste strutture, a distanza di più di un anno, si sono viste revocare il contributo regionale, ricevuto per aver riaperto in sicurezza, già a partire dal mese di aprile 2020 e per aver corrisposto in maniera continuativa gli stipendi a tutti gli operatori. In sostituzione, la Regione Campania ha normato un’altra tipologia di contributo che, ad oggi, non è stato erogato.

Addirittura ai Presidi di fisiochinesiterapia, aderenti al Decreto Regionale, la Regione non ha riconosciuto alcun contributo e non ha previsto nessuna misura compensativa, richiedendo la restituzione dell’intere somme legittimamente percepite a titolo di indennizzo.

Le Associazioni denunciano la grave inadempienza delle AASSLL della Regione Campania nel rispettare tutte le procedure previste dalla successiva regolamentazione intervenuta che di fatto blocca l’operatività finanziaria dei Centri di Riabilitazione ex art. 26, dei Centri Diurni sociosanitari e dei Presidi di FKT, con grave danno non solo in termini finanziari ma anche in termini fiscali, con ricadute sui bilanci aziendali.

Inutilmente e più volte le scriventi Associazioni hanno richiesto in Regione un incontro con gli stessi Funzionari regionali che avevano sottoscritto l’accordo “riparatorio” e successiva delibera attuativa
(DGRC 531/21). Ma il silenzio è stato assordante!

Le Associazioni di Categoria della riabilitazione sociosanitaria e della fisiochinesiterapia pretendono la giusta considerazione e la massima attenzione per un comparto affidato completamente agli erogatori accreditati che garantiscono con gli 11.000 addetti ai lavori altamente formati e specializzati le cure riabilitative, sociosanitarie e fisioterapiche, necessarie ai cittadini della Regione Campania.

Richiediamo un netto, celere e soprattutto condiviso intervento della Regione Campania per correggere una condizione di “malaburocrazia” che ha determinato l’ingessamento delle AASSLL a causa dell’alternarsi delle mutevoli disposizioni regionali.

«E’ davvero una situazione grottesca dover richiedere attenzione per errori di malaburocrazia causati dalla Regione e dalle Asl, mentre i  Centri di Riabilitazione , le strutture sociosanitarie e i presidi di fisioterapia accreditati, che hanno convintamente risposto in piena pandemia al Decreto “la Campania riparte” sono in evidente sofferenza attesa le richieste di recupero di somme che legittimamente abbiamo percepito. – ha dichiarato il Presidente di AISIC Antonio Gambardella commentando lo stato di difficoltà in cui versa il settore – Durante i mesi più critici della pandemia, a seguito dell’ordinanza di chiusura del Presidente De Luca, la Regione ci ha fatto rinunciare alla cassa integrazione e ci ha obbligati a pagare dipendenti e consulenti a fronte di un contributo che oggi hanno richiesto indietro per problematiche che afferiscono solo ed unicamente a loro. Eppure il decreto è stato pubblicato sul BURC e nella sezione Casa di Vetro della Regione Campania».

Napoli, 1 luglio 2022

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