Elezioni. Cicia (OPInfermieristiche) pronto ad incontrare i candidati 

Gli infermieri alla politica: “non è più tempo di attese, per la professione e per la salute dei cittadini” .

Cosimo Cicia Presidente dell’Ordine delle professioni Infermieristiche di Salerno e Vicepresidente della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche pronto ad incontrare i candidati. “Ecco la ricetta dell’Ordine di Salerno”. 

Cosimo Cicia

POLITICAdeMENTE

SALERNO – La politica che verrà – per Cosimo Cicia Presidente dell’Ordine delle professioni Infermieristiche di Salerno e Vicepresidente della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche – con le elezioni di settembre deve ben comprendere e risolvere la situazione degli infermieri in Campania e di conseguenza migliorare l’assistenza ai cittadini.

Abbiamo la necessità primaria di realizzare una vera assistenza sul territorio, la cui assenza penalizza oggi non solo i professionisti, ma soprattutto gli assistiti; di  valorizzare la professione sia prevedendo per gli infermieri ruoli dirigenziali soprattutto per le strutture assistenziali, ma anche docenze per la formazione: gli infermieri li devono formare e dirigere gli infermieri che conoscono la professione e le sue peculiarità, di cui soprattutto durante la pandemia si è dimostrato il ruolo essenziale; di colmare la carenza di personale che in Campania sfiora le 9.000 unità, soprattutto per realizzare le strutture previste dal PNRR, ma anche per poter assistere al meglio i cittadini: oggi l’assistenza è un’impresa difficile (soprattutto sul territorio) e chi ne fa le spese maggiori sono proprio i pazienti”. 

Non ha dubbi Cosimo Cicia, presidente dell’ordine degli infermieri di Salerno e vicepresidente nazionale della Federazione degli ordini delle professioni infermieristiche che lancia un preciso appello alla politica in vista delle elezioni e degli impegni che le forze politiche prenderanno nei confronti dei cittadini.

La carenza e la mancanza di una nuova organizzazione, spiega Cicia, portano anche a un altro dato più allarmante: secondo studi internazionali quando in media si ha un infermiere ogni 6 assistiti il rischio di mortalità scende del 30%, ma l’Italia è sulla media di 11 e la Campania, in particolare, arriva intorno ai 18, il triplo cioè dello standard indicato come ottimale.

Anche sul versante retribuzioni non va meglio. Gli infermieri che lavorano in Italia sono al 25° posto come media annuale 2021 tra i paesi OCSE (dopo di loro solo altri otto paesi) e nelle buste paga degli infermieri campani dopo un decennio di assenza dei contratti è arrivato un incremento medio dovuto ad automatismi vari, di poco meno di 300 euro (circa 23 euro al mese su 13 mensilità), che tuttavia, applicando la parità di potere d’acquisto tra il lordo del contratto 2009 (l’ultimo rinnovato regolarmente) e la busta paga 2019, si traducono in una “perdita” di oltre 3.700 euro annui lordi (285 euro al mese, sempre su tredici mensilità, di minor potere di acquisto, quindi).

“Le nostre richieste sono chiare –  spiega Cicia – : un incremento della base contrattuale e il riconoscimento economico dell’esclusività delle professioni infermieristiche  superando i vincoli del D.lgs. n. 165/2001 che stabilisce le regole per i dipendenti del pubblico impiego,ma è ormai obsoleto rispetto alle nuove esigenze dell’assistenza e allo sviluppo delle professioni; riconoscimento delle competenze specialistiche con l’inserimento all’interno dei Lea, i livelli essenziali di assistenza, della branca specialistica assistenziale per uniformare la codifica delle prestazioni sanitarie a livello Regionale oltre che centrale, con il riconoscimento della figura dell’infermiere di famiglia e di comunità quale professionista responsabile dei processi infermieristici in ambito familiare e comunitario; evoluzione del percorso formativo universitario che la Regione può facilitare con nuovi accordi con gli Atenei, anche con l’istituzione delle lauree magistrali a indirizzo clinico e delle scuole di specializzazione, sostenendo anche la docenza universitaria e aumentando il numero dei professori-infermieri per rendere qualitativamente sostenibile il nuovo percorso formativo (oggi il rapporto docente incardinato/studente è circa di 1:1.350, contro quello di altre facoltà sanitarie di 1:6)”.

La politica è avvisata – conclude Cicia -: senza infermieri non c’è salute e la nostra categoria non è più disposta a restare a guardare con danni evidente alla professione, ma soprattutto all’assistenza e alla salute dei cittadini

Cosimo Cicia Presidente Ordine delle professioni Infermieristiche di Salerno e Vicepresidente Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche

Salerno, 11 agosto 2022

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