Incarico UE a Luigi Di Maio: Interrogazione al Consiglio d’Europa

Greens/Efa su Di Maio consulente UE nel Golfo: “Nomina UE sarebbe esempio peggiore per giovani che credono nella meritocrazia”

L’europarlamentare Pedicini con i due colleghi D’Amato e Corrao, raccolta l’adesione anche di Verdi, Socialisti, Liberali e Gruppo Misto ha proposto un’interrogazione sull’incarico a Luigi Di Maio: “Non può rappresentarci nel Golfo uno che a malapena ha i titoli per uno stage”. 

Luigi Di Maio-Piernicola Pedicini

POLITICAdeMENTE

BRUXELLESBruxelles, 5 dicembre – “Un diploma universitario e dai tre ai sei anni di esperienza professionale rilevante, sono requisiti che il Servizio europeo di azione esterna richiede ai propri funzionari. Com’è possibile che non soddisfi gli stessi requisiti un rappresentante speciale UE?” È quanto scrivono i parlamentari europei Piernicola PediciniIgnazio Corrao e Rosa D’Amato, in un’interrogazione rivolta al Consiglio dell’Unione europea, che ha successivamente raccolto l’adesione anche di deputati dei Verdi, dei Socialisti, dei Liberali e del Gruppo Misto, dopo indiscrezioni che davano l’ex ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio in pole per il ruolo di inviato speciale per il Golfo. “Perché – si chiedono i tre eurodeputati – una persona come Di Maio, che avrebbe a malapena i titoli per uno stage, dovrebbe rappresentarci in un’area strategica come quella del Golfo?”. Una nomina per la quale l’ultima parola sarebbe spettata all’Alto rappresentante UE Josep Borrell, che avrebbe ora deciso di passare la palla al Consiglio, alla luce delle polemiche sollevate in queste settimane.

“Non sono chiare le dinamiche che hanno portato a proporre un nome sprovvisto di credibilità, titolo di studio e competenze specifiche – sottolinea il deputato Piernicola Pedicini – ma è evidente che ci siano ragioni di bottega che risalgono all’esperienza Draghi. Un patto da Prima Repubblica, probabilmente il prezzo pagato per il tentativo, miseramente fallito, di affossare Conte e il M5S. Senza alcun requisito, l’ex capo grillino si potrebbe ritrovare a scalzare candidati che, a differenza sua, vantano lauree, titoli, competenze acquisite sul campo, conoscenza delle lingue straniere e anni di esperienze diplomatiche. Sarebbe l’esempio peggiore, l’ennesimo, che può dare il nostro Paese agli occhi del mondo intero, oltre che a quelli di tantissimi ragazzi che credono nella meritocrazia e, per questo, fanno sacrifici enormi per maturare una formazione adeguata con la speranza di avere successo nel mercato del lavoro”.

Bruxelles, 5 dicembre 2022

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