Conferenza stampa sul PUC di Civica Mente e Prima Battipaglia

Incontro congiunto Civica Mente e Prima Battipaglia in Comune sul Piano Urbanistico Comunale. Ne hanno discusso: Valerio Giampaola, Aniello Boccia, Fortunato Ricco, Valerio Pesce, Giovanni Montella, Maurizio Mirra.

Valerio Giampaola-Aniello Boccia-Fortunato Ricco-Valerio Pesce-Giovanni Montella

POLITICAdeMENTE

BATTIPAGLIA – Sabato 10 dicembre, presso la sala “Vicinanza” della Casa Comunale, si è svolta una conferenza stampa congiunta del movimento Civica Mente e del comitato Prima Battipaglia. Focus dell’incontro il Piano Urbanistico Comunale, sul quale è stato prodotto un approfondito studio da parte dei tecnici delle due realtà associative, e che ha visto un vivo ed entusiasmante dibattito nei quartieri, dove il PUC è stato esposto e, soprattutto, raccolte le richieste ed osservazioni dei cittadini, rimasti invece inascoltati dall’Amministrazione. 

A moderare la “tavola” dei tecnici è stato il segretario di Civica Mente, Valerio Giampaola, che ha aperto il suo intervento sottolineando come il PUC abbia il peccato originale nell’iter amministrativo che ha portato all’adozione, per nulla rispondente ai dettami nazionali ed europei in tema di partecipazione, ma soprattutto non in linea con quanto previsto dallo Statuto Comunale. Una scelta, quella dell’Amministrazione Francese, inopportuna e inconcepibile: “Il Piano Urbanistico Comunale non è uno strumento a disposizione dell’amministrazione, è lo strumento di amministrazione. Il PUC è lo strumento di governo del territorio: incide sull’ambiente, sui beni culturali, incide sugli aspetti sociali e di aggregazione, ma soprattutto sulla vita quotidiana dei cittadini. Il modo in cui il PUC non è stato presentato alla cittadinanza è vergognoso. Non si può parlare di Piano Urbanistico nelle stanze del consiglio comunale poche manciate di volte, oppure in una conferenza stampa successiva a quella delle associazioni del territorio, e senza andare nei quartieri, tra i cittadini. Il potere di rappresentanza risiede nel ruolo dei consiglieri comunali e questo percorso di adozione doveva essere sviluppato in Consiglio Comunale e nei quartieri. Non lo diciamo noi ma lo dice lo statuto del comune di Battipaglia che agli art. 26 e 65 definisce chiaramente queste attribuzioni, che per logica di rappresentanza non potrebbero essere altrimenti. Se qualcuno vorrà cambiare lo statuto, troverà dinanzi le barricate. Il nostro lavoro di questi 60 giorni è stato semplicemente quello di rispettare il nostro statuto: consiglieri comunali, movimenti, associazioni, cittadini, quartiere per quartiere, a confrontarsi e a fare osservazioni. Abbiamo fatto noi quello che avrebbe dovuto fare l’amministrazione”.

È stato Aniello Boccia, laureando in Pianificazione del Territorio al Politecnico di Milano, il primo tecnico ad intervenire. Boccia, sinceramente appassionato alla querelle tanto da farne lavoro di tesi per il conseguimento del titolo, ha apportato importanti contributi con i suoi studi, caratterizzati dalla tendenza mitteleuropea dell’urbanistica moderna. Il suo intervento si è soffermato sui numerosi errori cartografici, ovvero “errori di graficismo”, riscontrati su tutte le tavole del Puc. “Tali errori – spiega Boccia – non derivano da un (probabile) errore sistematico dall’utilizzo di una cartografia di base datata, poiché in alcuni casi, mentre compaiono ancora fabbricati e manufatti demoliti da decenni, contemporaneamente compaiono fabbricati ultimati di recente. Non si comprende il criterio adottato per l’adeguamento cartografico. Questi errori, risolvibili facilmente, hanno sicuramente potuto indurre i progettisti in errore sulle scelte progettuali ed hanno alterato anche qualsiasi (efficace) misurazione del carico urbanistico delle aree oggetto di intervento.”

Maurizio Mirra-Valerio Giampaola-Aniello Boccia-Fortunato Ricco-Valerio Pesce-Giovanni Montella

Errori cartografici che hanno portato alla scomparsa di 71 ettari di città (710.000mq), un “Rettangolo delle Bermuda”, dovuti al taglio in quattro quadranti mal sovrapposto, con una fascia centrale completamente rimossa dalle mappe. Un errore non da poco, considerando i soldi pubblici spesi e la riconosciuta professionalità dell’azienda che si è occupata della redazione del PUC, che configurerebbe gravi disservizi per tutte le persone interessate, ad esempio, a dei permessi a costruire in quell’area.

“A parte le “discutibili” scelte operate dai progettisti, che nello specifico hanno praticamente operato per “comparti”, ovvero per vecchi PUA (Piano Urbanistico Attuativo), ci si è dimenticati che il Puc vale più della somma delle singole parti, che tra l’altro come proposte, non sono nemmeno messe in relazione tra loro, né per logica (sostantiva) né per opportunità” – Dichiara l’arch. Valeriano Pesce, componente del Direttivo campano dell’Istituto Nazionale di Urbanistica – “Sono solo dei “vuoti” non costruiti, che vengono occupati da scellerate scelte edilizie, con ragionamenti “ragionieristici”, ovvero, con somme algebriche su un “presunto” fabbisogno e inondazioni di cemento in aree preservate, per decenni, dalle consecutive amministrazioni, per una migliore soluzione (vedi Villa Comunale Belvedere) che certamente non è quella qui proposta. Quello che si lamenta, infine, è la totale assenza di qualsiasi forma di programmazione futura per la città. Qual è l’indirizzo politico del PUC? In quali settori questa città punta per il suo sviluppo? Quale futuro occupazionale si propone per i giovani? Quali e quanti servizi si offrono ai cittadini, e dove e come sono localizzati?”

L’Istituto Nazionale Urbanistica, sezione Campania, sempre attento nel monitorare le dinamiche urbanistiche sul territorio, ha deciso di istituire, proprio su sollecitazione dell’Arch. Valeriano Pesce, un laboratorio a Battipaglia, proprio perché attenzionati dal notevole malcontento che vive la città, come evidenziato dai numerosi ricorsi amministrativi e dal mancato processo di osservazione.

A dar seguito alla presentazione delle osservazioni è stato l’arch. Giovanni Montella, membro della segreteria di Civica Mente, che ha presentato alcuni “casi scuola” presenti nel PUC, perfettamente rappresentativi della logica utilizzata. Un caso di “micro intervento”, relativo al sottopasso/sovrappasso di Via Ripa, sottolineando come l’assurdità dell’intervento stia già nella scelta di non definire se si tratti di un sopra o di un sottopasso, con conseguenze diametralmente opposte per la trasformazione cittadina (oltretutto collegando una strada a senso unico con una a doppio senso). Un caso di “macro intervento” riferibile al mancato ammagliamento del quartiere Belvedere, chiuso anche graficamente dalle mappe, senza alcun ragionamento di collegamento con la città. Infine, un caso strategico, con il mancato inserimento di oltre 20 immobili tra casali, masserie, ville e beni storici risalenti ad epoca romana tra i beni culturali di interesse da tutelare. Nessuna visione di città e di sostenibilità. Un PUC che non riesce nemmeno a valorizzare le bellezze del territorio, dimenticandosi quanto può essere importante pianificare le reti territoriali tra beni storici, beni ambientali, servizi e cittadini. Paradossalmente uno dei pochi beni presenti, la “Masseria dei Cinesi”, non esiste più ma non se ne sono accorti. Ho portato tre esempi di interventi che rappresentano a pieno questo piano: cinture verdi, pista ciclabile, beni storici da tutelare, collegamento tra quartieri e zona mare. Un’occasione persa per recuperare un’identità capace di ovviare al drammatico sfilacciamento della città

A chiudere il panel sulle osservazioni di natura tecnica è stato Fortunato Ricco, in rappresentanza del comitato Prima Battipaglia, che ormai da mesi combatte fianco a fianco con Civica Mente su diverse tematiche ambientali.

Il Puc rischia di essere l’ennesima occasione mancata per la città, vista la parziale realizzazione del Parco fluviale del Tusciano che doveva essere il polmone verde della città ed attuare il Progetto Sistema 5 del Masterplan Regione Campania: un ambizioso piano per valorizzare i 10 km di fiume che attraversano il territorio comunale, rendendolo fruibile con aree attrezzate e percorsi pedonali e ciclabili. Ennesima occasione mancata per Belvedere, tra i quartieri più popolosi della città, cresciuto rapidamente senza adeguati servizi. Unico quartiere non allacciato al depuratore e isolato dall’uscita autostradale, costipato fra statale 18 e autostrada. Il PUC della cosiddetta rigenerazione urbana prevede la costruzione di oltre 500 alloggi, centinaia di migliaia di metri cubi di cemento, senza adeguare i servizi anzi cancellando la villa comunale prevista con variante urbanistica approvata con delibera n. 125 del 22.11.2004 dal Consiglio Comunale di Battipaglia. Incomprensibilmente si cancella una villa comunale nonostante le precise e cogenti indicazioni della legge (n. 10 del 14.1.2013).”

In chiusura, l’intervento del consigliere comunale Maurizio Mirra che ha voluto manifestare il suo orgoglio per il percorso realizzato e il suo dispiacere per l’ennesimo schiaffo alla città. Porteremo avanti queste osservazioni come fatto finora e siamo pronti a fare battaglia in tutte le sedi se proveranno a toglierci il diritto di partecipare attivamente alla trasformazione urbana, spostando l’attribuzione in Giunta Comunale. Alla Politica dei nastri e delle inaugurazioni, alla Sindaco PR, vogliamo opporre la cultura dell’essere comunità partecipativa e propositiva, come Battipaglia è. Faccio il mio in bocca al lupo all’arch. Vitolo che ha intrapreso questo percorso come delegato, sperando che anche lui, come in passato l’assessore Lambiase, non sia costretto a lasciare un compito di responsabilità a causa dell’incapacità del governo cittadino. L’inizio di un cambio di passo per una città come la nostra parte da momenti come questo ed è per questo che abbiamo messo al centro questo percorso come esempio di città: costruttori, tecnici, imprenditori, associazioni, movimenti e cittadini al servizio del miglioramento della qualità della vita della città

Battipaglia, 12 domenica 2022

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