I Comitati di quartiere chiedono maggiore attenzione

Per attrarre nuovi flussi è necessario ottenere e realizzare maggiore autonomia sul territorio nel campo del commercio e continuità territoriali con Capaccio e Battipaglia.

I comitati di quartiere Santa Cecilia, Corno d’Oro, Campolongo e Cioffi puntano a sviluppare le potenzialità del territorio.

Bivio Santa Cecilia

EBOLI – L’obiettivo dei Comitati di Quartiere che rappresentiamo è di ottenere maggiore attenzione per le zone periferiche. In questa ottica, puntiamo a sviluppare le potenzialità del territorio nelle diverse attività che caratterizzano la quotidianità delle aree periferiche. Si tratta di un obiettivo che passa attraverso la conquista di una nuova cultura dell’accoglienza e di una nuova filosofia nel campo imprenditoriale e commerciale.

Un nuovo modo di interpretare le attività sul territorio, anche alla luce delle tante opere infrastrutturali compiute ed in progetto ed ai PUA che porteranno nuovi investimenti e l’aumento della popolazione residenziale. Quindi le periferie, soprattutto, hanno la necessità di attrarre nuovi flussi di persone, specialmente in relazione al piccolo e medio commercio.

Tutto questo a giudizio dei Presidenti dei Comitati di quartiere di Santa Cecilia, Corno d’Oro, Cioffi, Campolongo, Domenico Alfano, Massimo Carucci, Pasquale De Luca e Ugo Giordano, comporta la necessità di ottenere maggiore autonomia sul territorio nel campo del commercio, creando una indispensabile continuità territoriale con le vicine aree di Battipaglia e Capaccio, comuni già ad economia turistica.

Non poniamo condizioni, ma puntiamo ad un percorso comune con l’Amministrazione comunale, partecipando al percorso di formazione delle scelte, mettendo a disposizione anche le nostre sedi territoriali per una riflessione allargata ai cittadini residenti.

Probabilmente una dichiarazione di Comune ad economia turistica non risolverebbe tutti i problemi, ma sarebbe un indispensabile via libera verso un nuovo modo di intendere le attività sul territorio. Anche perché l’economia turistica incide soprattutto sulle aree periferiche, quelle che rappresentiamo e che in questo momenti hanno maggiore bisogno di attenzione e di autonomia.

Una maggiore autonomia nel campo delle attività commerciali, ottenibile solo attraverso la dichiarazione di Comune ad economia turistica, sarebbe la maggiore e migliore tutela per i cittadini residenti e per gli operatori commerciali. Solo in questo modo la comunità ebolitana potrebbe dare risposte certe ed immediate alle esigenze di buona parte della popolazione. Gli stessi operatori commerciali hanno nuove necessità legate ai flussi di traffico ed ai nuovi insediamenti. Lasciare inalterata la situazione significherebbe aggravare lo stato di crisi del commercio, con ricadute gravissime sul territorio.

Per questo guardiamo con fiducia il percorso intrapreso dall’Amministrazione comunale, che attraverso l’economia turistica pensiamo possa dare grandi vantaggi all’intero territorio ebolitano, garantendo quell’attenzione quell’autonomia negli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali che ormai è diventata irrinunciabile.

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Chi di speranza vive disperato muore!!!

  2. Ad eboli si chiacchera molto e si agisce poco basti pensare a quei poveri pazzi che hanno investito la propia vita sulla fascia costiera di un comune fantasma per non utilizzare altri termini piu appropiati è lodevole l’iniziativa dei comitati di quartieri ma ormai non abbiamo piu tempo il tracollo è ormai alle porte si vedeno imprenditori mandati via dalle propie imprese trattati come abusivi

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