L’ICATT chiude. “Eboli 3.0” preoccupata per il Castello Colonna

A lanciare l’allarme contro la decisione del Ministero della Giustizia di chiudere l’ICATT nel Castello Colonna è il Gruppo consiliare del Movimento Eboli 3.0 – La Città in Comune.

POLITICAdeMENTE

EBOLI «Il Ministero della Giustizia vuole chiudere l’Istituto a Custodia Attenuata (ICATT) di Eboli, unico esempio in regione di struttura destinata  al recupero di detenuti dipendenti da alcool e droghe. – si legge in una nota del Gruppo Consiliare e del Coordinamento di Eboli 3.0-La Città in Comune tutta la preoccupazione per questo possibile scenario per le sorti dello storico Castello uno dei simboli della Città – In conseguenza l’Agenzia del Demanio, proprietaria attuale, vorrebbe anche dismettere il Castello Colonna cedendolo al Comune di Eboli, perché sono divenuti insostenibili i costi per la manutenzione dell’edificio storico.

In questo quadro, – prosegue la nota – il gruppo “EBOLI 3.0 – LA CITTA’ IN COMUNE“ ritiene opportuno e necessario:

  1. Evitare la soppressione dell’ ICATT che costituisce un’irrinunciabile struttura pubblica su un territorio già depauperato di importanti presidi giudiziari come, ad esempio, il tribunale, cercando una soluzione  per la dislocazione dell’istituto, anche reperendo e offrendo altri beni disponibili di proprietà comunale. 
  1. Cogliere l’opportunità di acquisire al patrimonio comunale   il Castello Colonna per offrire alla collettività una sede per funzioni legate a formazione, cultura, esposizioni ed altro, ricercando sinergie con università, fondazioni o altri partner pubblici e privati; aprendo a un concorso di idee per individuare nuove opportunità.
  1. Attivare un confronto con l’Agenzia del Demanio sulle attuali condizioni strutturali e manutentive del Castello Colonna, sull’esatta quantificazione degli oneri necessari per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’edificio storico e per il ripristino alle funzioni civili, al fine di assicurare al nostro Comune, in caso di acquisizione, le risorse necessarie per intervenire».

Eboli 6 gennaio 2024

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