Sulla IV revisione della Direttiva “Case Green”, Lombardi (Federcepicostruzioni): “L’Italia acceleri il recepimento della EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) evitando caos normativo e nuovi shock per famiglie e imprese”.

POLITICAdeMENTE
ROMA / SALERNO – – Federcepicostruzioni lancia l’allarme sui ritardi accumulati dall’Italia nel percorso di recepimento della Direttiva europea EPBD IV detta “Case Green”, Direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione energetica nell’edilizia, revisione della Energy Performance of Buildings Directive il provvedimento destinato a ridefinire nei prossimi anni il futuro energetico del patrimonio immobiliare europeo e dell’intero comparto delle costruzioni.
La Direttiva UE 2024/1275 impone agli Stati membri di adottare entro il 29 maggio 2026 le disposizioni nazionali necessarie per il recepimento delle nuove norme sulla prestazione energetica degli edifici. Un passaggio strategico che, secondo Federcepicostruzioni, richiede però “equilibrio, gradualità, sostenibilità economica e soprattutto certezza normativa”.
«La transizione energetica del patrimonio edilizio è un obiettivo condivisibile e non più rinviabile – dichiara il presidente nazionale di Federcepicostruzioni Antonio Lombardi – ma non può trasformarsi nell’ennesimo percorso burocratico complesso, disordinato e scollegato dalla realtà economica delle famiglie e delle imprese italiane. Serve un modello pragmatico, sostenibile e concretamente realizzabile».
Secondo Federcepicostruzioni, il quadro europeo appare oggi fortemente disomogeneo: diversi Paesi hanno già avviato percorsi legislativi e operativi strutturati, mentre altri, tra cui l’Italia, scontano ancora ritardi sia sul piano normativo che su quello programmatorio.
La nuova EPBD rappresenta uno dei pilastri del Green Deal europeo e mira alla progressiva decarbonizzazione del patrimonio edilizio entro il 2050. Gli Stati membri dovranno predisporre specifici Piani nazionali di ristrutturazione degli edifici, fissando obiettivi di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti.
Per Federcepicostruzioni, tuttavia, il nodo centrale resta la concreta applicabilità delle misure in un Paese caratterizzato da un patrimonio immobiliare estremamente datato, frammentato e spesso soggetto a vincoli urbanistici, paesaggistici e storici.
«L’Italia non può limitarsi a recepire direttive europee in maniera formale – prosegue il presidente Lombardi – ma deve costruire una strategia nazionale credibile che tenga insieme sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale e sostenibilità economica. Senza una pianificazione seria, il rischio è paralizzare il mercato immobiliare e creare nuove disuguaglianze».
Federcepicostruzioni sottolinea inoltre come il settore edilizio possa rappresentare uno dei principali motori della transizione energetica nazionale, a condizione però che vengano introdotte misure operative capaci di velocizzare realmente gli interventi:
- semplificazione drastica delle procedure autorizzative per gli interventi di efficientamento energetico;
- introduzione di uno “sportello unico digitale” nazionale dedicato agli interventi EPBD;
- tempi certi per il rilascio delle autorizzazioni da parte di Comuni e Soprintendenze;
- stabilizzazione pluriennale degli incentivi fiscali, evitando continue modifiche normative;
- maggiore accesso al credito agevolato per famiglie e condomìni;
- utilizzo coordinato delle risorse europee e del PNRR per la riqualificazione energetica;
- premialità specifiche per le imprese che investono in innovazione energetica e tecnologie green;
- rafforzamento della formazione tecnica e professionale lungo tutta la filiera delle costruzioni.
«Occorre evitare – aggiunge ancora il presidente Lombardi – gli errori già commessi in passato con strumenti straordinari ma spesso privi di stabilità e programmazione. Il comparto edilizio ha bisogno di regole semplici, durature e prevedibili. Solo così sarà possibile attrarre investimenti, tutelare il patrimonio immobiliare e accompagnare davvero la transizione ecologica».
Federcepicostruzioni evidenzia inoltre che il recepimento della EPBD non potrà prescindere da una profonda revisione del rapporto tra normativa edilizia, pianificazione urbanistica e tutela del territorio.
«La vera sfida – conclude Lombardi – non è soltanto ridurre i consumi energetici degli edifici, ma modernizzare finalmente il sistema delle costruzioni italiano. Se affrontata con serietà, questa trasformazione può diventare una straordinaria occasione di sviluppo economico, innovazione, occupazione qualificata e rigenerazione urbana. Ma servono decisioni rapide, competenze tecniche e una governance chiara».
Per Federcepicostruzioni il conto alla rovescia è ormai iniziato e il rischio di arrivare impreparati all’appuntamento europeo potrebbe tradursi non soltanto in procedure d’infrazione, ma anche in un clima di forte incertezza per imprese, professionisti e cittadini.
Roma/Salerno, 14 maggio 2026






