Bellizzi dichiara “guerra” al gioco con la campagna “Il Gioco è Bello quando dura Poco”

La campagna ha come finalità la promozione e la cultura del gioco responsabile.

Da una indagine recente emerge un dato preoccupante: il 5% dei cittadini ha problemi con il gioco.

Massimo Paolini

BELLIZZI – Il Comune di Bellizzi, tra i primi in Provincia,  lancia una campagna di sensibilizzazione sui rischi connessi alla dipendenza dal gioco.  “Il nostro obbiettivo – dichiara Massimo Paolini Assessore alle politiche sociali – è richiamare le persone al gioco responsabile“.

Nel 2009 i giochi pubblici, diventati nel frattempo ben 22, hanno fatto registrare una raccolta di 54,4 miliardi di euro (dati Amministrazione autonoma Monopoli di Stato) pari al 3,5% del Pil.

E’ evidente che ci troviamo di fronte ad una delle maggiori realtà economiche del Paese. In dieci anni la raccolta del gioco è infatti triplicata e solamente nel 2009 ha realizzato un incremento del 14.4% rispetto all’anno precedente, segno evidente che la crisi ha indotto maggiormente al gioco.

Stimiamo – continua Paolini – che almeno il 5% dei nostri concittadini abbia problemi con il gioco e ed è un dato assolutamente preoccupante. Per questa ragione a breve partirà la nostra campagna “Il Gioco è Bello quando dura Poco”.

  • La campagna ha come finalità: Interventi – azioni di tipo scientifico e culturale per la produzione e la diffusione di materiale informativo, per promuovere la cultura del gioco responsabile;
  • in particolare  sensibilizzando la popolazione generale sul gioco problematico, attraverso un’azione che miri a dare informazioni chiare, sfatando luoghi comuni e stereotipi nei confronti di tale argomento,  non demonizzando il gioco ma stimolando le persone ad un uso consapevole e responsabile dello stesso;

L’obbiettivo è quello di ridurre nei potenziali gruppi a rischio l’evoluzione del problema, fornendo informazioni circa i servizi offerti per la gestione e modificazione di tale comportamenti.

  • Per questo ci avvarremo di servizio di counseling e supporto per i familiari del giocatore;
  • servizio di valutazione e colloqui motivazionali;
  • monitoraggio economico;
  • sportello di consulenza al lavoro;
  • gruppo di giocatori in trattamento.

I motivi che hanno spinto il nostro Ente – spiega Paolini –  a promuovere la campagna sono di ordine etico, culturale, sociale e sanitario, visti i gravi problemi che sono costretti ad affrontare i giocatori patologici e le loro famiglie. Ma soprattutto inoltre, convincere i nostri concittadini a non giocare i propri soldi è un’importante misura anticrisi. Se solo l’1% dei 100 milioni che finiscono all’erario e ai concessionari rimanesse nella nostra provincia, sarebbe già un’ importante anticipazione di federalismo fiscale. Il Comune di Bellizzi  è tra i primi in Provincia ad attuare una campagna di questo genere, non proibizionista, ma che mira ad aumentare la consapevolezza dei cittadini”.

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