Referendum 2011 – Lenza (PdL): Quattro NO per dire SI allo sviluppo e alla democrazia

Un SI o un NO all’abrogazione dei quesiti referendari del 12 e 13 giugno, è da rispettare e da apprezzare, purché non siano demagogici.

Zenza: “Quattro NO per ribadire che l’abrogazione delle norme previste dai quesiti referendari rappresenterebbe un passo indietro nel cammino verso l’ammodernamento, l’efficienza e la democrazia del nostro Paese”.

Lazzaro Lenza

EBOLI – L’occasione dei prossimi Referendum, è anche l’occasione giusta perché si conosca le varie posizioni politiche dei Partiti e dei singoli esponenti dei Partiti, sia a livello Nazionale, che locale. E’ ovvio che qualunque sia la posizione che si assuma e indipendentemente se si vota SI oppure NO all’abrogazione dei quesiti referendari proposti nei Referendum del 12 e 13 giugno 2011, è da rispettare e da apprezzare, purchè non siano Si o NO demagogici.

E’ con piacere quindi dare diffusione alle varie interpretazioni e alle varie posizioni, proprio per dare una risposta democratica, che ad onor del vero non è stata la stessa che ci saremmo dovuti aspettare a livello nazionale, che invece, rispetto ai Referendum, si è riscontrato un vero e proprio ostruzionismo e un conseguente oscuramento da parte dei media nazionali. Una campagna iniziata ben 45 giorni dopo rispetto a quello che prevede la Legge.

Per questo ben vengano le opinioni e le dichiarazioni di voto dei singoli e dei partiti, POLITICAdeMENTE lo farà sempre, e ben viene quella del Consigliere Comunale di Eboli del Popolo della Libertà Lazzaro Lenza, che sente la necessità di esprimere la sua opinione e di dichiarare il suo voto contrario all’abrogazione dei quesiti proposti.

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di Lazzaro Lenza

Il 12 giugno andrò a votare quattro NO. Quattro NO per ribadire che l’abrogazione delle norme previste dai quesiti referendari rappresenterebbe un passo indietro nel cammino verso l’ammodernamento, l’efficienza e la democrazia del nostro Paese. Questa convinzione scaturisce da un’approfondita analisi delle norme sottoposte a referendum, grazie anche al mio impegno in politica che mi obbliga alla conoscenza accurata di questi argomenti al fine di rispondere al meglio alle esigenze del mio mandato di consigliere comunale. Anche questa volta, come sempre, non mancherò all’appuntamento elettorale, pur rispettando coloro che preferiranno astenersi. Ritengo, infatti che, l’astensionismo sia un diritto del cittadino in quanto, anche questo è un modo per esercitare la democrazia diretta. Infatti, soprattutto in questa occasione, le norme sottoposte a referendum rientrano tra quelle di competenza di coloro che sono stati demandati dal popolo a farle e, certamente, non tutti i cittadini possiedono le informazioni necessarie per esprimere con cognizione di causa, il loro voto. Anche l’astensionismo, perciò, è espressione della volontà popolare perché, con il mancato raggiungimento del quorum i cittadini ribadiscono, in modo tacito, la volontà di mantenere in vigore le norme vigenti.

Credo che sia necessaria una corretta informazione riguardo alle norme sottoposte a referendum, perché solo così si può impedire il travisamento del testo legislativo da parte di coloro che pensano di condizionare i cittadini attraverso la demagogia e la mistificazione.

Il primo quesito riguarda l’abrogazione dell’art. 23bis della legge 133/2008 – Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica.

L’articolo in questione prevede che l’affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, sia effettuato al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale al fine di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali può essere attribuito sia a soggetti pubblici che privati, infatti il comma 5 stabilisce che “Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati”.

Dal testo normativo si evince chiaramente che l’intento del legislatore è promuovere i principi della concorrenza e della competitività per tutelare concretamente l’interesse dei cittadini. Infatti, la gestione dei servizi pubblici può (non deve) essere affidata anche ai privati, ma le reti restano di proprietà dello Stato. L’affido della gestione dei servizi esclusivamente a soggetti di diritto pubblico non potrebbe garantire livelli di efficienza, qualità ed anche economicità paragonabili a quelli derivanti dal mercato concorrenziale. L’abrogazione di questa norma comporterebbe conseguenze nefaste sulla gestione dei servizi pubblici, a scapito dell’utenza, oltre a favorire ed alimentare carrozzoni clientelari, tipici della prima Repubblica i cui effetti negativi sono ben noti a tutti.

Il secondo quesito riguarda l’abrogazione dell’art. 154  del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152

La norma prevede che la tariffa del servizio idrico integrato sia determinata tenendo conto di vari fattori, quali la qualità della risorsa idrica, i costi di gestione delle opere, l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito e, soprattutto, la garanzia che sia assicurata la copertura totale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi e del principio “chi inquina paga”.

È importante che la norma resti in vigore al fine soprattutto di mantenere efficiente la funzionalità del servizio idrico. Quello che viene paventato come ingiustificato aumento, comporterà invece risparmi per i cittadini, perché saranno eliminati gli sprechi idrici e sarà possibile una maggiore tutela ambientale. Sono tanti i cittadini italiani che non possono bere l’acqua delle loro città e questo perché non si riescono a coprire i costi di gestione e manutenzione. Infine, va ricordato che queste norme sono state approvate per far sì che l’Italia si adeguasse alla normativa europea.

Il terzo quesito riguarda l’abrogazione del “decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare”.
Il Governo ha previsto la moratoria di due anni sul programma per introdurre in Italia la produzione di energia attraverso l’atomo, in quanto è necessario un confronto anche con gli altri paesi dell’UE per verificare l’opportunità dal punto di vista della sicurezza per la realizzazione di nuovi impianti e di quelli già esistenti per produzione di energia nucleare. Ora la Corte Costituzionale deciderà se i cittadini dovranno esprimersi su questo quesito oppure no.

Ritengo che negli ultimi mesi, soprattutto a seguito dell’incidente del reattore di Fukushima, in Giappone, si sia cavalcata troppo l’onda dell’emotività. L’Italia non è al sicuro dal rischio radioattività solo perché al momento non sono presenti centrali , se si verificasse un incidente in un impianto in Francia, le conseguenze sarebbero disastrose anche per noi. E’, necessario, invece, un’attenta riflessione a livello europeo sui costi e benefici, sulle modalità di gestione degli impianti e, soprattutto, delle scorie radioattive. Escludere l’Italia da questo confronto a livello europeo avrebbe conseguenze negative sulle prospettive di sviluppo economico relegando il nostro Paese ad una posizione marginale tra gli interlocutori europei ed esporrebbe a maggiori pericoli la nostra Nazione perché non potremmo partecipare alle decisioni riguardanti la sicurezza degli impianti e la gestione delle scorie. Sono innegabili alcune criticità della scelta del nucleare ad esempio il rischi o di favorire lobbies internazionali che gestiscono l’uranio, oppure il reale vantaggio in termini di costi di una scelta così importante. Pur tuttavia il dibattito su queste criticità deve essere sostenuto nelle sedi competenti e gestito da chi ha avuto mandato dal popolo per farlo. Tutto il resto è solo bieco sciacallaggio politico e strumentalizzazione demagogica.

Il quarto quesito riguarda l’abrogazione dell’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza”.
Si invoca l’abrogazione di questo articolo sostenendo che venga violato il principio secondo cui “ la legge è uguale per tutti”. Ancora una volta assistiamo ad una mistificazione volta a colpire la persona del Presidente del Consiglio. La norma infatti tutela la funzione e non la persona. Non dimentichiamo che i padri della Costituzione avevano previsto l’immunità parlamentare al fine di difendere e tutelare l’alta funzione svolta dai rappresentanti del popolo ed impedire che altri poteri potessero condizionarne l’operato. Questa norma fu abrogata sull’onda della caccia alle streghe nel periodo di tangentopoli, e quelli che erano strumenti di tutela furono considerati privilegi da abolire. Oggi, come allora, si tenta di far passare come legge ad personam una norma che ha il solo scopo di consentire al Presidente del Consiglio ed ai Ministri la possibilità di svolgere i compiti relativi alla loro funzione. Inoltre, il legittimo impedimento deve essere stabilito dal giudice, per cui non c’è nessun automatismo e l’imparzialità è garantita.

Lazzaro Lenza
Cons Com PdL

Eboli, 26 maggio 2011

17 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Consigliere Lenza, credo che chi volesse far prevalere le ragioni sottese ai “NO” farebbe meglio, strategicamente, a non andare a votare per non contribuire al raggiungimento del quorum, che è il vero ostacolo da superare per chi vuole dire “SI” (se si raggiungesse il quorum le percentuali sarebbero bulgare a favore dei “SI”)…
    il mio è un suggerimento spassionato, si intende 🙂

  2. Complimenti! Berlusconi ti benedica!

  3. Bravo Lenza,io voto 4 SI per le ragioni opposte.

  4. Parole di Lazzaro Lenza:
    “l’astensionismo sia un diritto del cittadino in quanto, anche questo è un modo per esercitare la democrazia diretta”
    Ho una opinione diversa e la DICO:
    Costituzione italiana” – Art. 75.:
    È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

    Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

    Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.

    La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

    La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

    IO NON CREDO che nello spirito di questo articolo fosse prevista l’astensione al fine di non far raggiungere il quorum al referendum.

    Anche perché in un referendum abrogativo astenersi è equivalente ad un no, quindi l’astensione è un trucco di chi propende per il no per far valere le sue ragioni anche senza costituire maggioranza relativa.Permettere l’astensionismo come strumento per il no E’ ANTIDEMOCRATICO, perché chi tiene per il no può usare, con l’astensionismo, a suo favore il voto di chi non è interessato alla politica o addirittura non sa del referendum (in un recente sondaggio poco più del 50% degli intervistati sapeva del referendum). Allora c’è chi come la Lega o buona parte del PDL che incita all’astensionismo perché sanno o quantomeno presumono che partecipando regolarmente al referendum il NO non avrebbe la maggioranza relativa.
    Tanto di cappello alla scelta di Lenza di andare a votare LUI personalmente, ma nel motivare in modo strano ed antidemocratico il NON VOTO, non ho letto l’INVITO COMUNQUE DI ANDARE A VOTARE.
    Apprezzo – E NON CONDIVIDO- le motivazioni dei SUOI QUATTRO NO!
    Apprezzo molto la scelta di dare informazioni e fino al 12/13 giugno ci saranno occasioni per evidenziare gli errori di valutazione di Lazzaro Lenza e quindi di spiegare agli elettori i motivi per dare QUATTRO SI.
    Molto probabilmente saranno 3 i referndum – quello del nucleare STRUMENTALMENTE- è stato forse DISINNESCATO per tentare di abbassre la quota dei cittadini elettori.
    Perciò voglio guardare alle parole di Lazzro Lenza, nell’ottica positiva di un convinto democratico ( almeno lo spero) e quindi mi permetto di dire:
    CARI CONCITTADINI EBOLITANI IL 12 E 13 GIUGNO, ANDATE COMUNQUE A VOTARE, VOTATE COME VOLETE , INFORMATEVI SULLE MOTIVAZIONI E ANDATE A VOTARE, IO VOTO QUATTRO SI,MA APPREZZO MOLTO COLORO CHE VOTANO ANCHE NO O SCHEDA BIANCA (

  5. Parole di Lazzaro Lenza:
    “l’astensionismo sia un diritto del cittadino in quanto, anche questo è un modo per esercitare la democrazia diretta”
    Ho una opinione diversa e la DICO:
    Costituzione italiana” – Art. 75.:
    È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

    Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

    Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.

    La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

    IO NON CREDO che nello spirito di questo articolo fosse prevista l’astensione al fine di non far raggiungere il quorum al referendum.

    Anche perché in un referendum abrogativo astenersi è equivalente ad un NO, quindi l’astensione è un TRUCCO di chi propende per il no per far valere le sue ragioni anche senza costituire maggioranza relativa.Permettere l’astensionismo come strumento per il no E’ ANTIDEMOCRATICO, perché chi tiene per il no può usare, con l’astensionismo, a suo favore il voto di chi non è interessato alla politica o addirittura non sa del referendum (in un recente sondaggio poco più del 50% degli intervistati sapeva del referendum). Allora c’è chi come la Lega o buona parte del PDL che incita all’astensionismo perché sanno o quantomeno presumono che partecipando regolarmente al referendum il NO non avrebbe la maggioranza relativa.
    Tanto di cappello alla scelta di Lenza di andare a votare LUI personalmente, ma nel motivare in modo strano ed antidemocratico il NON VOTO, non ho letto l’INVITO COMUNQUE DI ANDARE A VOTARE.
    Apprezzo – E NON CONDIVIDO- le motivazioni dei SUOI QUATTRO NO!
    Apprezzo molto la scelta di dare informazioni e fino al 12/13 giugno ci saranno occasioni per evidenziare gli errori di valutazione di Lazzaro Lenza e quindi di spiegare agli elettori i motivi per dare QUATTRO SI.
    Molto probabilmente saranno 3 i referndum – quello del nucleare STRUMENTALMENTE- è stato forse DISINNESCATO per tentare di abbassre la quota dei cittadini elettori.
    Perciò voglio guardare alle parole di Lazzro Lenza, nell’ottica positiva di un convinto democratico ( almeno lo spero) e quindi mi permetto di dire:
    CARI CONCITTADINI EBOLITANI IL 12 E 13 GIUGNO, ANDATE COMUNQUE A VOTARE, VOTATE COME VOLETE , INFORMATEVI SULLE MOTIVAZIONI E ANDATE A VOTARE, IO VOTO QUATTRO SI,MA APPREZZO MOLTO COLORO CHE VOTANO ANCHE NO O SCHEDA BIANCA ( questa si che è una opzione democratica) NON POSSO AVERE NESSUNA STIMA PER CHI NON VA A VOTARE O INCITA A NON VOTARE O GIUSTIFICA IL NON VOTO,

  6. Io voterò 4 SI da persona sempre stata vicino al centro destra… adesso basta con il disfattismo e le privatizzazioni! No Nuke No acqua ai privati ecc…

  7. Meno male che questo buon uomo ha detto una sola cosa giusta in mezzo ad un mare di altri concetti incommentabili. E cioè che andrà a votare per i referendum. Affermando la propria legittima opinione, assolutamente personale, e riconoscendo il giusto valore ad uno dei pochi strumenti di democrazia rimasti nelle deboli mani dei cittadini sudditi. Tutto il resto di quanto asserito non merita invece neanche una replica.

  8. Credo che il sopraindicato signore forse non si ricorda del giuramento di ippocrate ,ha anche lui figli oppure debbo dedurre che non sa che cosa è il nucleare.
    Dire delle ideozie per difendere il proprio leader politico cioe Berlusconi significa rinnegare se stesso e nella fattispecie la propria professione.

  9. Anche io come Cicirinella voto 4 Si convinti.

  10. Votare SI ai quattro referendum è consegnare ai nostri figli un mondo migliore, è volersi bene, è lasciargli una società uguale per tutti, è salvaguardare i beni pubblici tenendo lontani gli speculatori. Non ci sono alternative. Lenza rispetto il tuo punto di vista, ma non credo di voterò più. Sto avendo modo di vedere che non c’è niente che condivido di quello che fai e qui non è una battaglia di destra e di sinistra è una battaglia di civiltà e di cultura.

  11. QUATTRO SI PER DIRE NO AI MAFIOSI E AI PREPOTENTI.

  12. quattro si per continuare a vivere
    quattro si per essere liberi
    quattro si per difendere la dignita umana
    quattro si per non servire Berlusconi

  13. Faccio i miei complimenti a Lazzaro Lenza per il coraggio dimostrato. Viviamo tempi in cui esprimere pubblicamente opinioni difformi dalla verità assoluta detenuta dai giornali di opposizione porta al linciaggio e al disprezzo. Intavolare una discussione di merito con gente così indottrinata è arduo, Lenza però fa bene a provarci.

  14. Oggi si vota e speriamo nel CAMBIAMENTO, a cominicare dalla LIBERA E DEMOCRATICA informazione
    CHE FINE HA FATTO LA EX INFORMAZIONE LIBERA DELLA RAI ?

    Quella che una volta era la libera informazione della RAI non esiste più ed è stat surclassata in particolare dalla informazione LA7 di Mentana, Gruber, Lerner, e forse domani anche di Santoro.

    Il Tg1 è di nuovo nella bufera e continua a perdere pezzi. Dopo Maria Luisa Busi e Tiziana Ferrario, anche Elisa Anzaldo ha deciso di lasciare il notiziario

    Siccome paghiamo il canone credo che sia un nostro diritto INDIGNARCI.

    Non serve NON PAGARE il CANONE, chi lo propone ( Berlusconi) fa solo- COME SEMPRE E DA SEMPRE- i suoi interessi.

    Allora la prima cosa da fare per roportare la NOSTRA RAI nei giusti canali di una democratica informazione DOBBIAMO MANDARE A CASA il nostro “piccolo” DITTATORE AUTOCRATE E OGGI E’ UNA OCCASIONE IMPORTANTE.

    Il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi è nella sua figura di imprenditore, proprietario del gruppo Fininvest, che detiene partecipazioni nei settori televisivo (Mediaset Canale 5, Italia 1, Rete 4)), editoriale (Arnoldo Mondadori Editore, Il Giornale, Libero e decine di riviste settimanali e mensili), assicurativo/bancario (Mediolanum), sportivo (Milan) e teatrale (Teatro Manzoni), Immobiliare, etc. etc. etc…

    Alla posizione politico-imprenditoriale, che comporta anche un conflitto di interessi relativo al pluralismo nell’informazione radio-televisiva pubblica e privata, si aggiunge il conflitto di interessi politico-giudiziario, in qualità di capo del governo, essendo state approvate durante il suo mandato leggi che gli garantissero l’impunità.

    Molte leggi fatte approvare dai governi presieduti da Silvio Berlusconi sono state oggetto di aspre critiche perché avrebbero portato a vantaggi personali e/o vantaggi per le aziende di Berlusconi. Questi avrebbe infatti beneficiato del condono fiscale, contenuto nella Legge Finanziaria del 2003; dell’estensione del condono edilizio alle aree protette; e del cosiddetto Lodo Cassazione, che avrebbe avvantaggiato la Mondadori.Non h acaso tutti i SUOI avvocati difensori sono stati NOMINATI parlamentari,come massaggiatori, igieniste dentali, subrette, veline, letterine, ed amiche del cuore (sic), AVEVA RAGIONE VERONICA !!!

    Inoltre, diverse sono state le norme che avrebbero favorito le società di Berlusconi dal punto di vista fiscale, approvate dai governi Berlusconi; fra queste la legge Tremonti del 1994 per la detassazione degli utili reinvestiti; il cosiddetto Decreto salvacalcio; la detassazione delle plusvalenze da partecipazione; e la riduzione delle aliquote fiscali per i redditi dei più abbienti, solo per citare qualcosa.

    CREDO CHE BASTI per capire che ci vuole poco per trovare qualcuno MEGLIO DI LUI!! NON E’ VERO CHE NON CI SONO ALTERNATIVE

    FORZA ITALIA !! quella libera e domocratica. FORZA ITALIA speriamo che oggi e domani ci siano SEGNALI SI CAMBIAMENTO. A U G U R I a tutti Voi, a me ed ai nostri figli disoccupati, precari ed emigranti !!

  15. Grazie degli auguri ne abbiamo bisogno, perchè la situazione è esattamente quella sopra descritta. Siamo alla frutta! Ora per di più il premier di chi lo vota e di quelli che compra comincia a lamentarsi, a fare la vittima e a tediare, anche ai vertici internazionali. Ancora mi chiedo come è stato possibile cadere così in basso.E’ inaccettabile. Ormai siamo gli zimbelli del mondo intero come sanno quelli che vivono,lavorano o studiano all’estero e non sono più tanto orgogliosi della loro italianità. E mi spaventa il pensiero che ormai si è smarrito completamente il senso della misura, mi spaventa che troppa gente segua in toto, senza un minimo di coscienza critica tutto quello che viene loro ordinato dall’alto anche se in gioco ci sono questioni che mettono a repentaglio non soltanto la qualità ma forse la vita stessa , mi spaventa che ormai la coerenza è un valore totalmente in svendita. E per molti,troppi statisticamente parlando, tutto si riduce a una sola domanda: QUANTO MI DAI SE CAMBIO IDEA?
    Il business selvaggio ai piu’ alti livelli,senza tutela alcuna specie per le fascie sociali piu’ deboli, mette in pericolo la stessa democrazia del nostro paese, come dimostra il vigliacco tentativo di privarci del nostro sacrosanto diritto di esprimerci democraticamente in merito per paura di perdere: DI PERDERE “l’affaire nucleare”! Perchè si tratta proprio di questo: di uno sporco affare cari signori politici locali che spiegate le ragioni del no e (in buona fede) volete andare a votare senza sapere che se si votasse direttive sareste vivamente consigliati di starvene a casa che è meglio (per il buon esito dell’affaire), ben sapendo pero’ che quando sarà il momento di piazzare una delle 4 centrali nucleari proprio di fronte alle nostre “verdi colline che guardano il mare” avrete la vostra grande occasione di difendere con cieca e premiante diligenza le ragioni di una scelta così “felice e indovinata” alla faccia della stragrande maggioranza degli ebolitani indignati e “indottrinati”.
    Per finire: se il premier riesce a disinnescare i referendum sono convinto che sara’ ancora piu spregiudicato e autoritario e il destino degli italiani sarà quello di un popolo di pezzenti e infelici ma ottimisti.
    PER QUESTO IO VOTERO’ 4 SI:
    4 SI PER UNA RISCOSSA DEMOCRATICA!
    4 SI PER UN FUTURO CHE SORRIDA A TUTTI!
    4 SI PER DIRE CHE NON NE POSSIAMO PIU’ DI QUESTI FURBI E IMPOSTORI!
    4 SI PER LA VITA!
    .

  16. Credo che Lazzaro Lenza dovrebbe rivedere, ed anche con una certa urgenza, i Suoi concetti di SVILUPPO e DEMOCRAZIA…
    Se Sviluppo signifa morire e far morire anche le generazioni future e quelle che, proprio seguendo il Suo modello di sviluppo, mai nasceranno, allora quel modello è valido.
    Se DEMOCRAZIA significa che davanti alla Legge i potenti sono potenti, che se l’acqua che è un bene indispensabile non lo è piu allora quel modello è valido.
    Ma siccome credo che l’ordine delle cose sia leggermente diverso, posso darti un consiglio?!: A volte stare zitti è meglio che voler apparire ad ogni costo.

  17. Vede, caro signore, lei fa affermazioni autoreferenziali senza portare argomentazioni o fatti a sostegno di ciò che dice: sarebbe nefasto…perché? è meglio…perchè? di interese generale in ambito locale…ma che significa? perchè l’amministrazione pubblica non dovrebbe fare ciò? oppure il mondo si è ribaltato e i privati saranno i garanti dell’interesse pubblico? Io ho letto le ragioni del si non riesco a leggere le ragioni del no. Vede gli elettori che poi sarebbero i cittadini non sogno dei cretini o ignoranti che hanno bisogno per pensare dei suggerimenti dei partiti e questo non è populismo. Ma lei che intende quando dice populismo?

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