La Regione Campania aumenta i Ticket a tutti: pagheranno anche i disabili

Pubblicata ieri la delibera della Giunta regionale della Campania n.  50 (ex decreto 77 poi 81).

Dichiarazione del Coordinatore regionale dell’Anffas, Salvatore Parisi: “Continua la confusione sulla compartecipazione e si prospetta un aumento dei ticket sanitari”.

Caldoro-consiglio-regionale

SALERNO “I governanti regionali, impegnati a sistemare i conti disastrati della sanità, promettevano in campagna elettorale di “non mettere le mani nelle tasche dei cittadini campani”. Dichiara Salvatore Parisi dell’Anffas Salerno.

Sono stati di parola: – continua Parisi – non hanno aumentato le tasse, né hanno aumentato l’accise sui carburanti (vedi precedenti amministratori) ma più cortesemente hanno introdotto i ticket sanitari così che il cittadino campano potesse dare il proprio contributo al risanamento della sanità.

Persone anziane, disabili, invalide, – prosegue Parisi –  si sono ritrovate, insieme a tutti gli altri, a pagare il ticket per l’assistenza farmaceutica, termale, specialistica ma anche per il pronto soccorso ospedaliero (decreti commissariali n. 50, n. 51, n. 52, n. 53 del 27.09.2010).

E’ una situazione paradossale poiché non è accompagnata da una reale riforma strutturale del welfare e della sanità campana. (Quanto denunciato dalla Guardia di Finanza sulle prestazioni sanitarie che migravano dall’Ospedale Cardarelli alla “Villa del Sole” è la regola o l’eccezione nella nostra regione?).

Il governatore della Campania, Stefano Caldoro, a proposito dei ticket il 21 dicembre 2011 dichiarava: «Va rivisto il sistema di pagamento del ticket sanitario e va fatto a tutela dei più deboli, quei cittadini che non possono pagare. Occorre rivedere meglio le fasce di reddito perchè deve pagare chi ha di più, verificare quanti familiari e anziani ci sono a carico».

Puntuale il 31 dicembre con il decreto commissariale 90 – a firma del Commissario ad Acta – venivano prorogate le misure di compartecipazione alla spesa previsti dai decreti 50, 51, 52 e 53 del 27 settembre 2010. Non è tutto, si prospettano, infatti, ulteriori rincari dei ticket. L’aumento potrebbe essere pari al 20 per cento: per le visite specialistiche si pagherebbero tra 66 e 70 euro; per i codici bianchi del pronto soccorso si passerebbe da 50 a 60 euro; la ricetta per le cure termali salirebbe a 12 euro mentre tra ricetta e farmaco si spenderebbero in media circa 4 euro contro i 3,50 di oggi.

La nostra preoccupazione è che i cittadini campani si vedano costretti a lesinare sui beni primari e dover scegliere tra salute, pagamento delle utenze, dei mutui, assicurazione auto, IMU, TARSU e chi più ne ha più ne metta.

Quando il cittadino è costretto a fare scelte del genere vuol dire che chi governa, chi amministra dovrebbe riflettere e porsi molti interrogativi.

Se andate al Comune vi diranno che la colpa è della Regione, alla Regione che è del Governo centrale, al Governo dell’Unione Europea …. Tutto questo si chiama scaricabarile e attribuire le colpe ad altri non ci solleva dalle nostre responsabilità. In questo contesto si innesta la criticità sollevata dal decreto 77 e non certo risolta dalla Delibera di Giunta n. 50 del 28 febbraio 2012.

Delibera che se mai ce ne fosse bisogno, attesta la miopia dell’azione regionale. Complicare le procedure, costringere i comuni a dotarsi di un ulteriore ufficio semplicemente per operare una partita di giro è assurdo ma non quanto sperare di fare cassa con le persone disabili e disagiate.

La regione chiede la compartecipazione alla spesa delle prestazioni sociosanitarie ad anziani non autosufficienti e a persone gravemente handicappate dimenticando che il reddito delle loro famiglie è mediamente più basso proprio per il costo assistenziale che si devono assumere.

Nella stessa delibera la regione in riferimento alle modalità di compartecipazione prevede modalità diverse per il biennio 2010 – 2011, l’anno in corso e l’anno che verrà. Delle tre solo la prima modalità: “la regione rimette direttamente alle ASL la quota dovuta dai comuni” è chiara.

In seguito a tutto ciò si è costituito un movimento culturale “Comitato Decreto 77” (www.decreto77.org) che si auspica possa non soltanto rafforzarsi ma diventare un punto di riferimento permanente per coloro i quali operano direttamente o indirettamente nel settore socio-assistenziale”

Salerno, 14 marzo 2012

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. perchè non lo pagano loro !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. E’ un furto legalizzato, ma sempre un furto e una vergogna resta il far pagare ai cittadini gli sprechi e le inefficienze della gestione del sistema sanitario, tra l’altro in Campania paghiamo il cento per cento in più rispetto alle altre regioni, come per l’immondizia paghiamo di più a fronte di un servizio scadentissimo. IL GOVERNO FACCIA PAGARE A CHI HA MALE AMMINISTRATO!

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