Per gli abbattimenti ingiustificati: Il Sindaco di Milano scrive a Celentano, Melchionda tace

Pisapia: “…hai ragione…quegli alberi, abbattuti per un errore che non deve più ripetersi nella nostra Città”.

Melchionda: ?

Martino-Melchionda

EBOLI – La vicenda dei Platani abbattuti a Milano nei pressi della Stazione, somiglia sempre di più al caso dei Pini Mediterranei abbattuti a Eboli, senza nessuna apparente ragione, nell’area della ex Scuola Berniero Lauria, anch’essa abbattuta senza un apparente motivo. In entrambi i casi sono rimasti dei pilastri e dei tronconi di albero come segno di una devastazione e di una incuria, biglietto da visita di chi ha dato l’ordine, di chi lo ha consentito con il silenzio, di chi non ha il coraggio di assumersene la responsabilità, di chi pur potendolo fare tace pensando di coprire il fatto con il tempo.

Pini-Abbattuti-via-Giarletta

Si riporta l’intervento del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, pubblicato sul Corriere della Sera, con il quale risponde all’accorata denuncia di Adriano Celentano, che sempre dalle Colonne dello stesso giornale, con il suo intervento, ha portato il caso alla ribalta della cronaca nazionale, per sottolineare come queste due circostanze sono simili ma come invece diverse sono le reazioni di chi: da una parte ha avuto la sensibilità di denunciare una strage di alberi; dall’altra di chi, sebbene non colpevole, ha risposto assumendosene almeno la responsabilità politica, non nascondendosi; e di chi, come nel caso di Eboli, non solo non riesce ad ammettere colpe, ma tace anche le sue responsabilità.

Risposta estremamente diverse di uomini e di Istituzioni rappresentate da uomini che lasciamo ai lettori valutare mentre non possiamo non evidenziare nelle due: Quella responsabile, e dispiaciuta del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia; quella non curante e sfuggente del Sindaco di Eboli Martino Melchionda.

Lo sapevamo che non possono essere accostate le due figure, ma volevamo immaginare, sperando, che uno dei due si avvicinasse all’altro o almeno ci provasse.

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Il caso dei platani di via Sammartini: il Sindaco risponde a Celentano

Pisapia: «Caro Adriano, hai ragione: quegli alberi abbattuti per errore»

Giuliano-Pisapia

Caro Adriano,
ti ringrazio per le tue parole che dimostrano un amore profondo per questa città, un amore che condivido e che mi spinge ad indignarmi, di fronte a episodi come il taglio degli alberi in via Sammartini e ad immaginare una Milano diversa, dove il rispetto per le persone, il verde e per l’ambiente sia al primo posto nei pensieri di chi amministra, ma anche di chi vive in questa grande metropoli. Rispondo perciò, prima di tutto, alla tua domanda: no, non è stato il sindaco a «dare un ordine del genere». Purtroppo, i 15 bellissimi platani vicino alla stazione Centrale sono stati abbattuti per un errore che non deve più ripetersi nella nostra Milano.

La società GrandiStazioni ha iniziato da tempo la riqualificazione di quell’area intorno alla Stazione Centrale e malgrado le indicazioni tecniche, date proprio dal Comune, i lavori hanno danneggiato le radici. I controlli hanno rilevato che l’entità dei danni era tale da compromettere la stabilità della maggior parte degli alberi. Grazie alla collaborazione dell’Università di Agraria di Firenze e dopo la caduta di un albero, è stato ritenuto opportuno rimuovere le piante danneggiate. La buona notizia è che GrandiStazioni, provvederà a mettere a dimora nuovi platani, e alla loro manutenzione per tre anni, restituendo alla città ciò che le è stato tolto. La tua lettera, come le tante che mi giungono ogni giorno, in realtà, mi conforta e rafforza ancora di più la convinzione che i milanesi sono con noi in questo cammino.

Trasformare la nostra Milano in una città sostenibile, è un traguardo possibile e stiamo già lavorando in questa direzione. Con scelte coraggiose e grazie alla partecipazione di tutti. I risultati si vedono: Area C ha diminuito in pochi mesi sensibilmente il traffico e le emissioni inquinanti migliorando la qualità della vita di chi si muove nelle nostre strade ogni giorno. Le domenicheAspasso sono state un successo di partecipazione, accolte con grande entusiasmo: i milanesi hanno, infatti, compreso il valore di poter vivere, anche solo per un giorno, nelle strade libere dallo smog e dal rumore, e godere delle tantissime iniziative sociali, culturali e sportive che abbiamo organizzato insieme alla città, con l’aiuto delle associazioni e di tutti quelli che, come noi, credono che una Milano diversa dove si possa non solo sognare ma anche realizzare.

Platani abbattuti a Milano

La nostra Milano è quella che punta sulla riqualificazione del verde urbano, dei tanti parchi e giardini, in centro e periferia, dove abbiamo realizzato nuove aree gioco per i bambini e aree ristoro dove fermarsi a leggere o studiare o dove godere semplicemente un po’ di relax insieme agli amici. Proprio ieri, inoltre, c’è stata la festa di inaugurazione di un giardino temporaneo in via Montello su un’area che è stata data in uso al quartiere e ai suoi abitanti. E per questo la mobilità sostenibile è al centro della nostra idea di città. Stiamo lavorando per offrire ai milanesi più mezzi pubblici e più veloci, più metropolitane, più auto elettriche e in car sharing. E non dimentichiamoci delle biciclette! Milano deve diventare sempre di più una città ciclabile, un esempio per tutta l’Italia e l’Europa. Per questo, abbiamo in programma di realizzare nuove più piste ciclabili in tutta la città e abbiamo iniziato a installare migliaia di nuove rastrelliere, che poseremo entro l’anno, dove parcheggiare le bici in sicurezza. Oggi, poi, le stazioni del bike sharing sono molte numerose, anche fuori dal centro cittadino.

Gli stessi criteri di rispetto per l’ambiente e di partecipazione hanno ispirato il nuovo Piano di Governo del Territorio che stiamo discutendo in questi giorni. Il nuovo PGT disegna una città con meno spazio per quel «cemento utilizzato solo per fare soldi» di cui parli anche tu e con più verde. Una città che vuole rivalutare le vie d’acqua e il suo antico porto, e la Darsena: un patrimonio storico ma prima di tutto naturalistico che può riportare Milano a far risplendere ancora di più quella bellezza discreta e poetica che la caratterizza e che ce la fa amare. Oggi sono proprio i milanesi come te a chiederci di andare avanti in questa profonda trasformazione e noi vi ascolteremo! Per questo, caro Adriano, posso assicurare te e tutti i milanesi che non vi deluderemo e la nostra Milano sarà, a breve, la città che desideriamo!

dal Corriere della Sera: 
Gli alberi perduti nel silenzio di Milano di A. Celentano

La replica del Comune: «Danno provocato da GrandiStazioni, dovrà rimediare»

La lettera – Il massacro degli alberi tagliati, uno scempio vicino alla Centrale

Milano, 24 aprile 2012

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