Dissequestrati alla famiglia Pontecorvo i parchi a Santa Lucia: Le prime reazioni

Il Tribunale del Riesame si è pronunciato: è dissequestro per i Parchi a S. Lucia della famiglia Pontecorvo. Le reazioni di Pontecorvo e Di Cunzolo.

Smontate le tesi del CTU. La partita si è giocata tutta sulle consulenze tecniche: da una parte la relazione del Ctu, architetto Anna Napoli; dall’altra quella del Prof. Francesco Forte per Pontecorvo.
Pontecorvo:
«Abbiamo sempre avuto piena fiducia nei confronti della magistratura».
Di Cunzolo: C’era qualcuno che era tronfio di se stesso. Ora vorrei sapere se questo qualcuno, sempre tronfio di se stesso, adesso riesce a dormire la notte».

Marco Pontecorvo

di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA“Sono fiducioso nel lavoro della Magistratura” – Aveva dichiarato Marco Pontecorvo in un’intervista a POLITICAdeMENTE, ed ha avuto ragione ad averne. Appresa la notizia la prima reazione di Marco Pontecorvo è stata di: “Piena soddisfazione“. Il Tribunale del Riesame, composto nella sua collegialità dal presidente Vito Di Nicola e dai magistrati Giuliano Rulli e Pietro Indimmineo si è pronunciato ed è arrivato il provvedimento di dissequestro per i 315 appartamenti del Parco Primavera e del Parco S. Lucia di Battipaglia. A renderlo noto sono stati gli stessi legale della Slam Srl di Giuseppe Pontecorvo, e dell’architetto Di Cunzolo dagli avvocati Michele Tedesco, Alfonso Landi, Agostino De Caro, Sergio Perongini, Lodovico Visone e Giovanni Falci, i quali nelle prossime ore forniranno nel dettaglio le motivazioni del dissequestro.

Per l’accusa i due Parchi erano stati realizzati sulla base di un permesso di costruire illegittimo, rilasciato in assenza del prescritto piano di lottizzazione e non rispondenti egli indici di edificabilità delle aree interessate (zona C2 residenziale e zona E agricola) ivi compreso le distanze minime dalle strade, condizione che avrebbe ridotto, e di molto, il numero di edifici realizzati.

Sequestro-Parco-Santa-Lucia-Casoni-Rossi

Si ricorderà che la Famiglia Pontecorvo con una sua Società, la Slam “Santa Lucia Abitazioni Meridionali”, aveva in corso di realizzazione, nel quartiere Santa Lucia di Battipaglia due complessi residenziali: Parco Primavera e Parco S. Lucia per un totale di oltre 300 appartamenti e 2000 mq di locali commerciali, progetto e investimento che è sotto oggetto di sequestro da parte della magistratura, e per il quale sono stati inviati diversi avvisi di Garanzia, tra i quali oltre al titolare della concessione e al progettista, Giuseppe Pontecorvo e Bruno Di Cunzolo; ai tecnici del Comune Attilio Busillo, Gaetano Oliva, Maria Gabriella Camera e Michelangelo Guardigni, e succesivamente anche Antonio Pastore, titolare della impresa realizzatrice dei due Parchi.

La partita si è giocata tutta sulle consulenze tecniche: da una parte la relazione del CTU (consulente tecnico d’ufficio) architetto Anna Napoli, rappresentata dal sostituto Procuratore della Repubblica Antonio Cantarella che ha richiesto il sequestro preventivo delle due strutture Parco Santa Lucia e Parco Primavera al Gip Giuseppina Alfano; dall’altra, quella del professore Francesco Forte, ordinario di Urbanistica alla Facoltà di Architettura Federico II di Napoli, e altri tecnici per conto della difesa della famiglia Pontecorvo.

Smontata la tesi del CTU è arrivata la pronuncia definitiva di dissequestro dei due Parchi e un sospiro di sollievo per i Pontecorvo, ma anche per tutti quelli che a vario titolo sono stati coinvolti nel giudizio, ora si è in attesa solo di conoscere nei particolari l’articolato del provvedimento.

Battipaglia, 15 maggio 2012 (ore 5,00)

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LE REAZIONI AL DISSEQUESTRO

a cura di Oreste Vassalluzzo

Famiglia Pontecorvo-
BATTIPAGLIA
«Abbiamo sempre avuto piena fiducia nei confronti della magistratura». Così Marco Pontecorvo accoglie la notizia del provvedimento di dissequestro decretato dai giudici del Tribunale del Riesame in merito ai due interventi edilizi realizzati dalla Slam Srl in località Santa Lucia di Battipaglia. La società rientra così in pieno possesso del Parco Primavera, già ultimato, e del Parco Santa Lucia, intervento ancora in fase di ultimazione.

«Sono stati 45 giorni di blocco dei lavori che hanno creato non poche difficoltà alla Slam Srl della famiglia Pontecorvo e a 50 famiglie degli operai impegnati direttamente nella costruzione degli alloggi, per non parlare dell’indotto. E poi anche per la famiglie che hanno acquistato e prenotato gli alloggi nella zona di Santa Lucia. Non è stato facile in queste settimane vivere con il peso del sequestro e dell’inchiesta della magistratura. Il nostro obiettivo ora è quello di ripartire con i lavori – afferma Marco Pontecorvo -. Dobbiamo anche recuperare i 45 giorni di stop. Stiamo già predisponendo tutto pensando a turni di lavoro anche di sabato e domenica proprio per recuperare il tempo perduto».

L’intervento edilizio in zona Santa Lucia vale svariate decine di milioni di euro di investimento per la Slam Srl. Un impegno messo a rischio per questo mese di stop forzato. «In primo luogo stiamo riassumendo i 50 operai impiegati nella costruzione del Parco Santa Lucia – continua Pontecorvo –. Stiamo parlando di cinquanta famiglie che per un mese sono rimasti senza stipendio e lavoro. In questo momento di crisi del settore edilizio sarà importante riprendere subito per stare anche vicino a queste famiglie. Una volta ripresi i lavori programmeremo un incontro con le famiglie che, invece, hanno acquistato e prenotato gli alloggi in vendita in zona Santa Lucia. Faremo un’assemblea pubblica in cui spiegheremo tutto e daremo tutte le delucidazioni del caso».

In attesa delle motivazioni della sentenza del Riesame il pensiero va alla prosecuzione dell’inchiesta della magistratura e alla difesa dalle accuse piovute addosso ai sette indagati e alla famiglia Pontecorvo. «Io penso che la seduta dinanzi al Riesame è stata chiara – afferma Marco Pontecorvo -. Il relatore era molto preparato sulla vicenda. Attendiamo le motivazioni della sentenza per poi entrare nel dettaglio dell’inchiesta».

Architetto Bruno Di Cunzolo
BATTIPAGLIA – Lo scontro tra il progettista Bruno Di Cunzolo e il suo “nemico giuratoGerardo Motta non si ferma dopo il pronunciamento del Tribunale del Riesame che ha disposto il dissequestro dei due interventi edilizi della Slam Srl di Giuseppe Pontecorvo in località Santa Lucia e il dissequestro dei computer e supporti magnetici sigillati nello studio tecnico dell’architetto battipagliese. Di Cunzolo ha ribadito che ora, dopo la sentenza del Riesame, provvederà alla formalizzazione della querela nei confronti dell’imprenditore e capogruppo di Futuro e Libertà Gerardo Motta e all’architetto Anna Napoli, consulente tecnico d’ufficio del sostituto procuratore della Repubblica Antonio Cantarella.

E la reazione al dissequestro dei computer è ovviamente veemente proprio nei confronti del maggior accusatore del paventato scempio della zona Santa Lucia. «Io ora mi pongo un solo problema – afferma Bruno Di Cunzolo -. C’era qualcuno che era tronfio di se stesso dopo l’operazione dei carabinieri. Ora vorrei sapere se questo qualcuno, sempre tronfio di se stesso, adesso riesce a dormire la notte».

C’è da giurarci, la battaglia tra i due è solo al principio. E si giocherà a suon di querele, quelle già preparate dal tecnico battipagliese, e nell’aula del consiglio comunale da parte dell’imprenditore e politico. Fatto sta che il dissequestro dei computer sblocca il lavoro dell’intero studio tecnico dell’architetto Bruno Di Cunzolo dopo 45 giorni di stop forzato a causa dell’impossibilità di continuare i progetti avviati in questi mesi.

Una questione denunciata più volte dall’architetto Di Cunzolo. «Non mi permettono di lavorare – ha più volte ribadito -. E non mi hanno nemmeno permesso di fare una copia di backup dei file contenuti nei miei computer. Questo non avrebbe intaccato le verifiche tecniche dei periti nominati dalla Procura ma avrebbe permesso a me di lavorare».

Denunce che ora, alla luce del pronunciamento del Riesame, risuonano nuovamente nella lettura dell’intera vicenda. E come l’altra denuncia, quella contenuta nella memoria difensiva presentata ai giudici del Riesame, relativa alla sequestro “itinerante” del suo Ipad che viaggiava tra la caserma dei carabinieri di Battipaglia in via Consolini, ad una abitazione privata a poche centinaia di metri di distanza. Questione, anche questa, affrontata dai giudici del Riesame.

Battipaglia, 15 maggio 2012 (ore 9,00)

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Quanto rumore fa questo silenzio!

    • Se fosse così semplice chiedere scusa, forse tante cose andrebbero meglio.
      Forse da questa vicenda e da altre similari si potrebbe trarne delle conseguenze che purtroppo non possono non coinvolgere la Politica e le sue mancanze. Nella fattispecie quella di non aver saputo organizzare una proposta urbanistica per la Città, capace di dare risposte attuali e di prospettive.
      Battipaglia nei giorni scorsi ha approvato le linee guida del nuovo Piano Urbanistico Comunale. In quella proposta traspare tutta la filosofia che di volta in volta prende il sopravvento: quella della “punizione urbanistica”, e come al solito si perde di vista la risposta “padre e madre” di tutte le questioni territoriali.
      Quella risposta è sempre la stessa a cui i politici in chiave punitiva non vogliono recepire: E’ possibile immaginare un futuro che riesca a far convivere le risposte ai bisogni e gli interventi sul territorio senza che nessuna delle due sia soccombente?
      Ed è proprio quella risposta, che invece di affascinare chi è deputato a compiere scelte importanti, evidentemente li spaventa, o magari colpevolmente evitano di comprendere e di dare.
      Quella risposta noi non cesseremo mai di aspettarla.

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