A Battipaglia si “rilegge” Dante con La Divina Commedia in napoletano

Continuano gli appuntamenti culturali presso il “Salotto di Casa Comunale” di Battipaglia con la Divina Commedia in Napoletano.

L’opera inedita ed originale organizzata dal “Lions Club Eboli Battipaglia Host”, nell’ambito del service Distrettuale Cultura e Territorio, è stata realizzata dallo storico e medico salernitano dr. Nicola Lambiase. Il Presidente Spina: “Un modo per veicolare cultura e solidarietà”.

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BATTIPAGLIA – E se Dante fosse stato napoletano? Innanzitutto avrebbe scritto la Divina Commedia in napoletano e anziché lavarsi i panni nell’Arno lo avrebbe fatto nel Volturno, e naturalmente il dialetto napoletano sarebbe diventato la lingua degli italiani. A pensarci bene pensando a Pozzuoli si sarebbe potuto ispirare per rappresentare l’Inferno, e naturalmente per il Paradiso meglio della costiera Amalfitana non ci poteva essere niente altro, per il purgatorio ai voglia di ispirazioni con tutti i problemi e tutti i luoghi di sofferenza che ci sono da noi.

E così accostando il dialetto napoletano all’opera delle opere del “sommo” poeta, l’autore del libro NFIERNO PRIATORIO PARAVISO, Nazario Bruno, edito da Loffredo NAPOLI, nel quale traduce 9 canti della Divina Commedia in dialetto napoletano. E giovedi 24 gennaio, alle ore 18.00, i “Lions Club Eboli Battipaglia Host“, hanno organizzato nell’ambito del service Distrettuale Cultura e Territorio, l’atteso evento: “La Divina Commedia in Napoletano“, la singolare ed originale opera messa in scena dallo storico e medico salernitano dr Nicola Lambiase.

Dopo i saluti del Sindaco Giovanni Santomauro e l’introduzione del Presidente del Club, avv. Corrado Spina e del Presidente di zona dr.ssa Rita Franco, l’autore leggerà alcuni brani dei Canti dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso, “tradotti in napoletano”.

La lettura dei canti sarà preceduta dalla traduzione in italiano e dal commento della prof.ssa Maria Conforti e dalla prof.ssa Carmina Cuomo; concluderà la serata la dr.ssa Liliana Caruso, 2° vice Governatore Lions.

“L’ evento è gratuito ed è aperto al pubblico – dichiara il Presidente del Club, avv. Corrado Spina che aggiunge – è un anno proficuo per le attività culturali dei “Lions Club Eboli Battipaglia Host“, che ha organizzato una serie di iniziative per risvegliare uno spirito solidaristico, ma anche per veicolare elementi culturali semplici ma anche di opere importanti come la Divina Commedia”.

Battipaglia, lì  23 gennaio 2013 –

(L’articolo è stato aggiornato alle ore 3.30 del 9 novembre 2013, nella parte che riguarda l’autore del Libro: NFIERNO PRIATORIO PARAVISO di Nazario Bruno, edito da Loffredo NAPOLI; informazione che nella prima stesura dell’articolo non veniva riportata, così come dal comunicato ricevuto dall’Ufficio stampa del Comune di Battipaglia. Ce ne scusiamo con l’autire.)

5 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Mi piace l’iniziativa di legere la divina commedia in napoletano sarebbe cosa gradita averna una copia pagando il dovutoche ne dite? grazie attendo riscontro da qualcuno di voi.

  2. SUCH SHAME!!!
    RIDICOLIZZARE LA “DIVINA” IN TAL MODO MI SEMBRA OLTRAGGIOSO,E NON DITE CHE IL PARTENOPEO ASSURGA ALLA DIGNITA’ DI LINGUA,ALTRIMENTI X COERENZA LO SI DOVREBBE ESTENDERA ANCHE A TUTTI I DIALETTI E VERNACOLI D’ITALIA…VE LO IMMAGINATE UN ORDINAMENTO GIURIDICO DIALETTALE? SAREBBE RIDICOLO E UMILIANTE SINCRONICAMENTE
    SE NON ERRO I LIONS HANNO UNA FINALITA’ CARITATEVOLI DAL MOTTO We serve”,QUINDI UN CONSIGLIO,SPENDETE MEGLIO I SOLDI DEGLI ASSOCIATI,MAGARI IN CULTURA VERA, O IN OPERE SOCIALI X I BISOGNOSI,CHE DI QUESTI TEMPI VE NE E’ DI IMPELLENZA,ALTRIMENTI DARESTE DAVVERO L’IMPRESSIONE DI UNA CERCHIA SNOB( VEDI ANCHE ROTARY),DANDO l’imput HAI VOSTRI OPPOSITORI..
    best regards

  3. Ancora sopravvive l’idea che il dialetto sia qualcosa di culturalmente inferiore: indegno di accostarsi alle grandi opere letterarie.
    Il dialetto, é la prima lingua, direi quella vera, spontanea , genuina,naturale. Anche la. Persona istruita , culturata, d’istinto e nelle emozioni, usa il dialetto.
    Ci si dimentica delle grandi opere letterarie in dialetto , di Basile col” cunto delli vinti, Di G iacomo. Della grande traduzione musicale napoletana, che ha dato luogo ad opere liriche in dialetto: parlo diPergolesi, paisiello, Cimarosa, e altri sommi musicisti. E altri meno noti al grande pubblico, come provenzale, caresana, e tanti altri.
    Grazie, e brava Battipaglia.
    Di recente l’università di Napoli, ha tenuto una conferenza su questi temi.
    Anche in quella sede, tra le tante opere somme in napoletano, s’è parlato della divina commedia in napoletano.
    Infine, vorrei chiedere perché dunque la divina commedia, tradotta in decine di lingue in tutto il mondo, non debba avere attenzione e apprezzamento nella traduzione in ” lingua napoletana “

  4. Preciso di essere io l’autore del libro NFIERNO PRIATORIO PARAVISO, edito da Loffredo NAPOLI in cui traduco 9 canti della Divina Commedia in dialetto napoletano. Il dottor Nicola Lambiase ha solo imparato a memoria 4 di codesti canti in napoletano e li ha pure recitati a Salerno presso una scuola nei pressi della locale stazione, invitando all’ascolto me ed alcuni amici poeti da Napoli. ESIGO immediata correzione dell’articolo, prima di adire le vie legali.

    • Gentilissimo Sig. Bruno,
      POLITICAdeMENTE ha solo pubblicato una nota inviatagli dall’Addetto Stampa del Comune di Battipaglia Piero Rocco, che chideva la diffusione dell’evento culturale dal titolo: “La Divina Commedia in napoletano, e le fornisco anche il link della pagina del sito ufficiale del Comune di Battipaglia, a quella nota ho solo aggiunto il primo capoverso e il titolo secondo il format del sito.
      La mia responsabilità è stata solo quella della pubblicazione e certo non potevo mettere in discussione il contenuto ne tantomeno la veridicità dello stesso.
      Tuttavia, benché ravviso tutta la mia completa estraneità alla circostanza, che Lei giustamente lamenta rivendicando la paternità dell’opera, provvederò a dare la giusta informazione per restituire il merito e il giusto riconoscimento all’autore della fatica letteraria, perché ritengo sia giusto e sia in linea con lo spirito di POLITICAdeMENTE e di chi lo anima e non certo per la sua “intimazione” che dovrebbe rivolgere ad altri.
      In ogni caso sono dispiaciuto e comprenderà il mio imbarazzo.
      In ogni caso sono convinto che si tratta solo di uno spiacevole equivoco.
      Complimenti per l’originalità dell’opera e grazie per l’informaziome.
      Massimo Del Mese

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