Parcheggio interrato di via Adinolfi: La storia infinita

Per il Consigliere Vecchio è una storia infinita. Dal bilancio 2013 da approvare il Parcheggio interrato è giunto alla fase conclusiva. Meglio Tardi che mai. Si riferisca in Consiglio comunale.

Non si riesce a venire a capo. Intanto una ditta è fallita, diversi concittadini hanno sborsato soldi per acquistare i box, una voragine deturpa il centro cittadino, un quartiere è immobilizzato da più di 4 anni con ricadute negative per le attività economico-commerciali e per la viabilità. 

Fauso Vecchio

Fauso Vecchio

di Massimo Del Mese (POLITICAdeMENTE)

EBOLI – Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento del Consigliere comunale ex Capogruppo del Popolo Della Libertà, ora indipendente Fausto Vecchio, sul Parcheggio interrato di Via Adinolfi, un Projact Financing che avrebbe dovuto sistemare e ridisegnare, ivi compreso i collegamenti, l’intera area attraverso la realizzare di box auto parte del concessionario proponente e parte del Comune di Eboli e del quale epilogo tutti ormai ne siamo a conoscenza, offrendoci un rapido excursus di tutte le evoluzioni-involuzioni della vicenda, che pare, sia giunta definitivamente a coclusione, dopo che vi è stata anche una rimodulazione degli accordi precedentemente sottoscritti e necessariamente ricontrattati.

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La storia infinita del parcheggio di Via Adinolfi

Fausto Vecchio
Consigliere comunale indipendente

La questione del parcheggio interrato di via Adinolfi rappresenta un problema serio per l’intera città. Sull’argomento si è discusso e si discute  approfonditamente nelle sedi istituzionali e non, senza tuttavia addivenire mai ad una soluzione definitiva.

Il parcheggio, con deliberazione approvata dal Consiglio Comunale sin dal marzo 2006, era stato incluso nel programma triennale delle opere pubbliche 2006-2008. L’opera doveva essere  realizzata e gestita in projet financing per un investimento complessivo di Euro 2.940.000,00.

Il 27/3/2009 la Giunta Comunale approvava sia il progetto definitivo sia quello esecutivo e nel 2010, l’area oggetto dei lavori veniva consegnata al concessionario in modo frazionato. Nel marzo 2011 si sottoscriveva  il verbale di consegna definitiva delle aree rimanenti.

Dopo circa sette mesi, il 19 ottobre dello stesso anno, il concessionario sospendeva i lavori perché il cantiere era stato occupato da lavoratori edili che protestavano contro la ditta Malangone S.p.a. per il mancato pagamento delle loro spettanze. Dopo pochi giorni, terminata l’occupazione del cantiere, si dava via libera alla ripresa dei lavori, che tuttavia la ditta esecutrice non riavviava. Dopo poco si apprendeva che nei confronti dell’impresa esecutrice era stata proposta una procedura per la dichiarazione di fallimento.

Attraverso un iter laborioso si sostituiva la ditta inadempiente con la s.r.l. GIN, resasi disponibile alla continuazione e ultimazione dell’opera. Ma nel maggio del 2012 la società subentrata chiedeva prima di aggiornare i prezzi del progetto originario e subito dopo proponeva  di modificare il piano economico finanziario. L’amministrazione chiedeva alla ditta di presentare una perizia di variante dell’intervento e del relativo piano economico-finanziario a modifica del progetto originario.

Alla fine dell’anno 2012 la s.r.l. GIN chiedeva una proroga per la presentazione del nuovo progetto e delle garanzie economiche richieste. La proposta di variante, datata 29.3.2013 comprendeva i lavori complementari richiesti dal responsabile del procedimento. Nella stessa si chiedeva di compensare il maggiore importo dei lavori a farsi mediante la realizzazione di altri 30 box auto.

Il 3/4/2013 l’amministrazione, preso atto della proposta di variante presentata dalla società GIN, chiedeva di acquisire entro 30 giorni il nuovo piano economico finanziario nel quale dovevano essere specificati i maggiori costi per i lavori complementari e i nuovi  ricavi ipotizzati, in modo da mantenere gli equilibri finanziari originari. Nel bilancio 2013 (ancora da approvare), si legge che l’iter amministrativo per la ripresa dei lavori è giunto alla fase conclusiva.

Meglio tardi che mai.

Il  gruppo d’imprese che dovrà realizzare l’intervento ha già consegnato il nuovo piano economico-finanziario in banca per ottenerne l’asseverazione prescritta dalla normativa vigente.

L’asseverazione bancaria era prevista per la fine dello scorso settembre, mentre per la prima decade di ottobre doveva essere presentata tutta la documentazione tecnica e amministrativa richiesta dall’amministrazione per l’approvazione definitiva della variante al progetto esecutivo.

Dopo l’approvazione della variante da parte della Giunta Comunale si potrà procedere alla  stipula della nuova convenzione (era prevista per la seconda decade di ottobre) e il concessionario potrà riprendere i lavori (si legge entro novembre 2013).

Questi gli atti ufficiali.

Allo stato non esiste alcuna asseverazione da parte della banca, di conseguenza non vi sono ulteriori atti amministrativi. Le reiterate rassicurazioni della Giunta Comunale  sulla imminente ripresa dei lavori sono rimaste lettera morta.

Nonostante l’impegno profuso da tecnici e assessori, non si riesce a venire a capo di questa delicata vicenda: una ditta è fallita, diversi concittadini hanno sborsato soldi per acquistare i box, una voragine deturpa il centro cittadino, un intero quartiere è immobilizzato da più di quattro anni con ricadute negative per le attività economico-commerciali oltre che per la viabilità.

Le difficoltà persistono anche con la nuova associazione temporanea d’imprese che dovrebbe attuare l’opera. Penso sia arrivato il momento di mettere le carte in tavola e sbloccare la situazione.

Il Sindaco o l’assessore al ramo riferiscano al Consiglio Comunale circa lo stato effettivo del problema, quindi si stabilisca immediatamente un temine imprescindibile entro il quale riprendere i lavori o  ricorrere ad altra drastica ma definitiva soluzione!

Eboli, 17 novembre 2013

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. vecchio che parla di parcheggi!!! pensasse ai parcheggi suoi!

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